Goldman Sachs: al via i licenziamenti, ecco dove avverranno i tagli
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Goldman Sachs: al via i licenziamenti, ecco dove avverranno i tagli

Goldman Sachs: al via i licenziamenti, ecco dove avverranno i tagli

Goldman Sachs ha iniziato a licenziare il personale, nell’ambito del piano di riduzione degli esuberi che la banca aveva rilevato in almeno 3.000 unità. Negli uffici di New York, Londra e Hong Kong, molti dipendenti sono stati lasciati a casa senza ricevere il bonus per il lavoro svolto lo scorso anno, mentre alcuni banchieri junior hanno ricevuto la triste notizia appena si sono presentati in ufficio. I manager che hanno dato loro la comunicazione hanno concesso appena 30 minuti di tempo per raccogliere tutti gli effetti personali e sgomberare la scrivania. Ai dipendenti con meno anni di impiego sono stati offerti due mesi di indennità di licenziamento, mentre diversi Amministratori Delegati saranno retribuiti fino a fine gennaio e poi verranno riconosciuti loro tre mesi di congedo pagato.

Il razionamento dell’organico equivale al 6,5% dei circa 49.000 dipendenti di cui dispone l’istituto finanziario e potrebbe essere il più grande dalla crisi finanziaria del 2008. Tutto ciò rientra nell’intento della banca guidata da David Solomon di ridurre i costi, dopo anni di espansione, per via del rallentamento di alcune sue attività chiave. Nella comunicazione ufficiale, Goldman Sachs ha riferito che questo è un momento difficile per le persone che lasciano l’azienda. “Siamo grati per tutti i contributi delle nostre persone e stiamo fornendo supporto per facilitare le loro transizioni. Il nostro obiettivo ora è quello di dimensionare adeguatamente l’azienda per le opportunità che ci attendono in un contesto macroeconomico difficile”, ha affermato la banca.

 

Goldman Sachs: ecco chi sta licenziando

Goldman Sachs sta combattendo con la prospettiva che il materializzarsi di una recessione negli Stati Uniti possa colpire alcune sue attività. In particolare sono in corso licenziamenti nel segmento dell’investment banking, dopo che lo scorso anno si è registrato un calo netto delle operazioni di finanza straordinaria, come fusioni e acquisizioni, IPO, ecc. Tra l’altro, a causa della guerra Russia-Ucraina c’è stato un massiccio rallentamento dell’attività nel mercato del capitale. Allo stesso modo, il comparto del private banking ha cominciato a vacillare e nella giornata di ieri si sono rilevate 16 uscite nelle sedi di Hong Kong, Singapore e Cina. Non è stato risparmiato nemmeno il settore della ricerca, con 8 persone che sono rimaste a casa nel dipartimento di Hong Kong.

Nelle prossime settimane si prevede che altri banchieri lasceranno il gruppo, una volta che i manager della banca definiranno i bonus di fine anno per il 2022. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarà un taglio dei premi del 40%, mentre i trader dovranno aspettarsi un livello più basso a causa della forte volatilità dei mercati finanziari. Tutto questo potrebbe dare adito a una serie di dimissioni, facilitando in un certo senso il compito della banca, che si troverebbe a ridurre i costi senza pagare la liquidazione. Il rovescio della medaglia per Goldman sarebbe però la perdita di alcuni dei suoi migliori talenti.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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