Grano: 3 fattori che hanno fatto scendere le quotazioni - Borsa e Finanza

Grano: 3 fattori che hanno fatto scendere le quotazioni

Grano: 3 fattori che hanno fatto scendere le quotazioni

Fino a qualche mese fa, l’impennata dei prezzi del grano aveva allarmato un po’ tutto il pianeta, impaurito dall’eventualità che si potesse determinare una crisi alimentare. Soprattutto quei Paesi come l’Egitto che sono fortemente dipendenti dalle importazioni hanno vissuto un vero incubo. Lo Stato nordafricano acquista circa l’85% della materia prima da Russia e Ucraina e il pane è di vitale importanza nella propria educazione alimentare, al punto che l’acquisto della popolazione viene coperto dai sussidi statali. Proprio la guerra Russia-Ucraina ha gettato sconforto, facendo temere il peggio, ma negli ultimi tre mesi la situazione è cambiata radicalmente. I prezzi del grano si sono ritirati in maniera netta, con le quotazioni dei future in scadenza a settembre che sono scivolate di circa il 40% dai massimi annuali. Questo nonostante l’India abbia annunciato il divieto di esportazione nel mese di maggio.

 

Grano: cosa ha fatto abbassare i prezzi negli ultimi mesi

Cosa ha determinato questa inversione dei prezzi del grano? Sembra che tre fattori abbiano inciso in maniera determinante. Il primo riguarda il buon raccolto che si è verificato negli Stati Uniti e in Australia, rispettivamente terzo e quarto esportatore mondiale. Ciò ha contribuito a tenere alta l’offerta, compensando il calo proveniente dai due Paesi coinvolti nel conflitto dell’Est Europa.

Il secondo fattore concerne l’aumento dei tassi d’interesse. I trader delle materie prime sono diventati molto nervosi perché la crescita dei tassi rischia di provocare una recessione economica globale che impatta sulla domanda delle materie prime. L’inflazione americana continua a correre e oggi ha raggiunto il livello del 9,1% negli Stati Uniti, superando le attese dell’8,8% degli analisti. Ciò significa che la Federal Reserve continuerà ad alzare il costo del denaro mettendo sotto pressione l’economia a stelle e strisce. A ruota seguiranno le altre Banche centrali per frenare la propria inflazione interna, innescando un meccanismo recessivo a livello globale.

Un terzo fattore fa riferimento alla forza del dollaro USA. Il biglietto verde quest’anno ha guadagnato terreno nei confronti di tutte le principali valute e, dato che i prezzi delle materie prime sono espressi in dollari, ciò ha aumentato i costi per le aziende non USA che importano grano limitandone la domanda.

 

Grano: perché il prezzo potrebbe stabilizzarsi

Se i timori recessivi si concretizzeranno, sarebbe in teoria da aspettarsi un’ulteriore discesa dei prezzi del grano. In realtà vi sono due elementi che potrebbero compensare la discesa. Uno è relativo alla quantità ancora significativa di grano immagazzinato nei porti ucraini e che difficilmente verrà sbloccata a breve. In secondo luogo il clima estremamente caldo nell’emisfero settentrionale potrebbe comportare danneggiamenti nel raccolto e quindi far diminuire l’offerta. Alla fine la probabilità più alta è che i vari fattori contrapposti portino a una stabilizzazione delle quotazioni della materia prima mei prossimi mesi.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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