Grano: crollano i prezzi dopo il rientro della Russia nell'accordo sull'export
Cerca
Close this search box.

Grano: crollano i prezzi dopo il rientro della Russia nell’accordo sull’export

Grano: crollano i prezzi dopo il rientro della Russia nell'accordo sull'export

Il mondo tira un sospiro di sollievo dopo la decisione della Russia di rientrare nell’accordo sul grano relativo alle esportazioni attraverso il Mar Nero. L’inversione di Mosca arriva dopo che sabato il Cremlino aveva deciso di uscire fuori dal patto stipulato a luglio su iniziativa delle Nazioni Unite che consentiva alla materia prima di fluire attraverso i porti ucraini. Nell’occasione la Russia ha detto che non poteva più garantire la sicurezza per le navi che attraversano il Mar Nero dopo che la sua flotta è stata attaccata da droni ucraini. Kiev e l’Occidente hanno ritenuto che questo fosse un pretesto di Mosca per tenere sotto scacco il mondo intero, minacciando una crisi alimentare globale.

Tra l’altro, negli ultimi mesi la Russia aveva ripetutamente minacciato di abbandonare l’accordo, lamentandosi del fatto che non vi era abbastanza grano ucraino che andava ai Paesi poveri. E inoltre aveva detto che le sanzioni occidentali rallentavano le esportazioni russe di cibo e fertilizzanti. I funzionari degli Stati Uniti e dell’Unione Europea hanno affermato per tutta risposta che le sanzioni non si applicano ai prodotti alimentari. Il Paese guidato da Vladimir Putin ora ha giustificato la retromarcia dietro la garanzia ucraina di non utilizzare il corridoio del grano del Mar Nero per operazioni militari contro la Russia. Cosa per altro che l’Ucraina ha sempre negato. Dopo la notizia, le quotazioni del grano sono crollate del 6,4% a 8,45 dollari a staio nel mercato delle materie prime.

 

Grano: la mediazione turca per far rientrare Mosca nell’accordo

Da quando è stato stipulato l’accordo di questa estate, un totale di 9,7 milioni di tonnellate di cereali e altri prodotti alimentari è stato spedito attraverso i porti ucraini. In questi giorni, comunque, le spedizioni sono proseguite senza la partecipazione russa. Tuttavia, le compagnie assicurative hanno sospeso l’emissione di nuovi contratti, sulla prospettiva che l’interruzione potesse arrivare da un momento all’altro. La risoluzione della questione è una garanzia che la situazione non vada fuori controllo. Infatti, gli assicuratori sono tornati a firmare le coperture.

Decisiva è stata l’opera di mediazione da parte del Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, che ha parlato direttamente con Putin al telefono. Dall’inizio della guerra Russia-Ucraina il leader turco sta sostenendo un’attività di intensa diplomazia, provando a smussare gli angoli riguardo a situazioni che possono diventare incandescenti come questa. L’Occidente però considera l’atteggiamento russo come un modo per tenere sotto ricatto il mondo intero facendo leva sui propri punti di forza, sebbene veda Putin ormai come un pugile all’angolo.

 

I dubbi per il futuro

L’accordo sul grano scade il 19 novembre e il punto ora è capire se ci sarà o meno un’estensione. A giudizio di Andrey Sizos, numero uno di Sovecon, società di consulenza agricola focalizzata sulla Russia, l’intesa rimane traballante, anche se la ritirata russa è una svolta piuttosto inaspettata. Il Ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha detto che la ripresa dell’accordo mostri quanto sia importante “stare insieme in questi tempo difficili e non cedere ai ricatti della Russia”. Mentre, il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha espresso in un discorso pubblico gratitudine alla Turchia e alle Nazioni Unite per aver reso possibile il movimento delle navi dai porti ucraina, sottolineando però che “è necessaria una difesa affidabile a lungo termine per il corridoio del grano perché in gioco vi è la vita di decine di milioni di persone”.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *