Grano: l'India vieta l'export e i prezzi salgono al massimo da 2 mesi

Grano: l’India vieta l’export e i prezzi salgono al massimo da 2 mesi

Grano: l'India vieta l'export e i prezzi salgono al massimo da 2 mesi

Il grano aumenta di valore nel mercato delle materie prime. I prezzi relativi ai futures di Chicago sono cresciuti oggi quasi del 6% a 12,47 dollari lo staio, livello che non si vedeva da 2 mesi. Solo quest’anno vi è stato un incremento di oltre il 60%, per effetto della carenza delle forniture globali dovuta alla guerra Russia-Ucraina. I 2 Paesi partecipanti al conflitto infatti costituiscono oltre il 30% delle esportazioni a livello internazionale, di conseguenza i blocchi hanno ridotto le consegne alimentando deficit dell’offerta e quindi un rialzo delle quotazioni. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha affermato questo mese che quanto sta succedendo nell’Est Europa espone a a shock improvvisi, con gravi conseguenze per la sicurezza alimentare.

 

Grano: l’India impone il divieto di export

Quest’ultima impennata dei prezzi del grano deriva però dalla decisione attuata dall’India durante il week-end di imporre il divieto di esportazione. Il Governo di Nuova Delhi ha affermato che lo scopo è quello di gestire la sicurezza alimentare nel Paese, nonché di sostenere il fabbisogno delle aree vicine o di altri Stati vulnerabili. Nel frattempo l’India ha a che fare con un’inflazione che, per effetto dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari, è salita al livello più elevato degli ultimi 8 anni. La conseguenza è stata che la Bank of India ha dovuto aumentare i tassi di interesse questo mese per la prima volta in quattro anni.

La mossa del gigante asiatico non è di poco conto, perché la Nazione è il secondo produttore di grano al mondo dopo la Cina. In parte l’India era riuscita a compensare il calo produttivo dell’Ucraina, forte di un raccolto di 7 milioni di tonnellate lo scorso anno. Inoltre, aveva finora assicurato che non avrebbe limitato l’export. Negli ultimi giorni però è arrivato il dietrofront, con le conseguenze sul mercato del grano che sono sotto gli occhi di tutti. Il divieto sopraggiunge solo pochi giorni dopo che il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha previsto una diminuzione della produzione mondiale del grano per la stagione 2022-23 per la prima volta negli ultimi 4 anni. Tutto ciò quindi lascia pensare che prossimamente dovremo aspettarci ancora prezzi molto sostenuti.

 

Grano: le conseguenze del divieto indiano per gli analisti

Gli analisti ritengono che quanto stabilito dall’India avrà effetti importanti sui mercati. Tobin Gorey, direttore della strategia agricola presso la Commonwealth Bank of Australia, ha dichiarato che il commercio internazionale cambierà forma e dovrà trovare un sostituto al grano indiano. Tuttavia, aggiunge l’esperto, il mercato impiegherà del tempo per valutare i dettagli. Secondo Robert Rennie, responsabile globale della strategia di mercato presso la banca australiana Westpac, il divieto aggraverà il rischio di carenza di cibo, soprattutto per quei Paesi dipendenti dai prodotti alimentari come in Africa e Medio Oriente. Ciò pone un problema a livello umanitario, su cui Rennie ritiene bisogna concentrare maggiormente l’attenzione.

 

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