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Greta Thunberg: chi è la giovane attivista dell’ambiente

Greta Thunberg: chi è la giovane attivista dell'ambiente

Da diversi anni la piccola Greta Thunberg è salita alla ribalta della cronaca quotidiana su temi che riguardano l’ambiente. L’attivista svedese conduce una vera e propria crociata contro il cambiamento climatico e il surriscaldamento del pianeta, destando a volte delle perplessità per l’eccessivo ardore delle sue lotte che sfociano spesso in una sorta di fanatismo. Alcuni si chiedono come una donna così giovane abbia potuto avere una tale risonanza a livello mediatico, al punto da condizionare anche le politiche ambientaliste dei Governi. Vediamo quindi di scoprire di più su questa “enfant prodige”, riportando la sua storia e cosa l’ha condotta a mettersi contro le più grandi multinazionali dei combustibili fossili.

 

Greta Thunberg: biografia

Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg nasce a Stoccolma il 3 gennaio 2003 dalla cantante d’opera Malena Ernman e dall’attore svedese Svante Thunberg. All’età di 13 anni è affetta dalla sindrome di Asperger, con sintomi come il disturbo ossessivo-compulsivo, il mutismo selettivo e il deficit di attenzione. Da bambina matura le idee vegane e cerca di far diventare vegana anche la sua famiglia. A scuola viene informata dei problemi causati dalle emissioni di CO2 e quindi approfondisce con lezioni e filmati che colpiscono la sua sensibilità. A quel punto, si preoccupa molto dei temi legati all’ambiente, soprattutto di fronte all’inoperatività da parte dei Governi di tutto il mondo che puntualmente non rispettano gli accordi internazionali sul clima.

All’età di 15 anni fa un gesto plateale, interrompendo la frequentazione scolastica in vista delle elezioni legislative. Ciò avviene in concomitanza all’eccezionale calore determinato dagli incendi boschivi in estate, così Greta si piazza davanti al Parlamento svedese ogni giorno durante l’orario scolastico per incitarlo a legiferare per ridurre le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’Accordo di Parigi del 2015. Nello stesso anno lancia il movimento studentesco di matrice internazionale Fridays for Future, grazie a cui ogni venerdì effettua una manifestazione in segno di protesta nei confronti dei Governi internazionali. Ciò serve da modello per altri movimenti studenteschi in molti Paesi tra cui Italia, Germania, Danimarca, Olanda, Finlandia e Australia, che si riuniscono proprio il venerdì inveendo contro gli atti che mettono a repentaglio l’equilibrio del pianeta.

Il 4 dicembre 2018 Greta Thunberg parla per la prima volta a una COP, esattamente alla 24esima edizione tenutasi a Katowice, in Polonia. Nell’occasione si esprime così: “ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l’umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo innanzitutto prenderne coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare il salvabile”.

L’attivista svedese nel 2019 arriva anche oltreoceano, con una barca a emissioni zero salpata da Plymouth alla volta di New York per presenziare al Vertice sul Clima delle Nazioni Unite. L’atto è dimostrativo di quanto sia importante la riduzione delle emissioni che Greta ormai ha scolpito nel suo credo. Ad aprile 2019 partecipa all’udienza generale di Papa Francesco in piazza San Pietro e lo saluta personalmente. Quell’anno il Time la elegge personaggio dell’anno, affermando di lei che “ha la forza della gioventù”. Greta è la più giovane personalità di sempre mai scelta dal magazine per la storica cover che dal 1927 incorona il personaggio simbolo. Viene anche candidata al Premio Nobel per la pace.

 

Greta Thunberg: il bla bla bla alla COP26 e la mancata partecipazione alla COP27

Alla COP26 del 2021 a Glasgow, l’effetto Greta è dirompente, con un intervento che spiazza tutti, mentre si parla di come affrontare i disastri provocati dal cambiamento climatico. “Bla bla bla”, afferma la giovane attivista, che considera la conferenza sul clima un vero e proprio fallimento. “Le persone al potere possono continuare a vivere nella loro bolla piena di fantasie, come la possibilità di una crescita infinita su un pianeta finito e una soluzione tecnologica che apparirà improvvisamente dal nulla e cancellerà immediatamente tutte queste crisi”, dichiara.

La COP27 a Sharm el-Sheikh in Egitto invece la vede protagonista sotto un altro aspetto, ossia per la mancata partecipazione. Greta giustifica la scelta tacciando gli sforzi dei Paesi sul clima di greenwashing, ergo ambientalismo di facciata. La Thunberg definisce il vertice sul clima una sorta di passerella per i leader mondiali inutile per il cambiamento radicale che serve per salvare il pianeta. Tra l’altro, la 19enne svedese critica la scelta di far ospitare il summit in un Paese dove i diritti umani sono calpestati.

 

Le idee di Greta

Ma alla fine cosa vorrebbe che accadesse Greta Thunberg per risolvere il problema del cambiamento climatico? L’attivista dell’ambiente ritiene che non bisogna inventare nulla, ma basta seguire la soluzione indicata dall’Ipcc e dalla comunità scientifica, ossia il rispetto degli accordi sul clima, primo tra tutti quelli di Parigi del 2015. In sostanza, bisogna eliminare i combustibili fossili e abbandonare tutte le pratiche che non sono sostenibili per l’ambiente.

Le sue critiche sono direzionate nei confronti dell’immobilismo dei Governi di fronte a una situazione drammatica, che non può essere più trascurata e rinviata. Secondo Greta, anche la sua Svezia, che figura tra i Paesi che hanno attuato negli anni le migliori politiche ambientali, non ha adottato misure sufficienti per affrontare i disastri climatici. A maggior ragione, gli altri Stati, meno attenti ai temi ecologici, sono molto indietro e la situazione per Greta non sta producendo sviluppi convincenti.

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Redazione

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