È di Gustav Klimt l’opera d’arte moderna più costosa di sempre

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Il dipinto Il ritratto di Elisabeth Lederer, realizzato da Gustav Klimt tra il 1914 e il 1916, è l’opera d’arte moderna più costosa di sempre. La tela ha dominato la prima asta di Sotheby’s nella nuova sede della maison al Breuer Building di New York, edificio brutalista che per anni ha ospitato il Whitney Museum of American Art. La vendita ha riunito martedì 18 novembre la Now & Contemporary Evening Auction e la collezione di Leonard A. Lauder, raccogliendo un totale di 706 milioni di dollari: è il risultato più alto mai registrato dalla casa inglese in un’unica serata.

All’interno della collezione Lauder, composta da 24 lotti venduti per una somma complessiva di 527,5 milioni con l’83% delle opere che hanno superato la loro stima iniziale, a fare la parte del leone è stato Gustav Klimt. Il precedente record per il maestro austriaco risaliva al 2023, quando Dama con ventaglio del 1918 era stato venduto per 85,3 milioni di sterline da Sotheby’s a Londra, il prezzo più alto mai raggiunto in Europa per un’opera d’arte. Ora Il ritratto di Elisabeth Lederer non solo è il suo primato, ma supera nettamente i 5 top lot del 2024, dominati dai 121,2 milioni strappati da Christie’s per L’impero delle luci di Magritte.

 

In questo articolo:

 

  • È di Klimt l’opera d’arte moderna più costosa al mondo
  • Delusione per il water d’oro di Maurizio Cattelan

 

È di Klimt l’opera d’arte moderna più costosa al mondo

Commissionato nel 1914 dal padre di Elizabeth Lederer, il mecenate di Klimt, il ritratto è stato acquistato nel 1985 dal magnate dei cosmetici Leonard Lauder, appassionato collezionista d’arte dell’Ottocento e del Novecento scomparso lo scorso giugno. In un’asta al cardiopalma caratterizzata dai rilanci continui di collezionisti e commercianti, il quadro ha fatto fermare il martello a 236,4 milioni di dollari, più del doppio del precedente record di Klimt.

Grazie a questo traguardo, Il ritratto di Elizabeth Lederer è la seconda opera più costosa in assoluto mai messa all’asta e acquistata da un privato (il primo posto rimane di Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, passato di mano da Christie’s nel 2017 per 450,3 milioni, diritti inclusi) e il pezzo più costoso mai venduto in 281 anni di storia da Sotheby’s. Nel corso della serata, il ritratto è stato il primo di tre Klimt inclusi nell’asta della collezione Lauder.

Gli altri due, Blumenwiese (Prato fiorito) del 1908 e Waldabhang bei Unterach am Attersee (Pendio boscoso a Unterach sull’Attersee) del 1916, sono stati battuti per, rispettivamente, 86 milioni e 68,3 milioni. A favorire le vendite a queste cifre è stata proprio la provenienza delle opere: primogenito della famiglia dell’imprenditrice Estée Lauder, la storica fondatrice del brand di bellezza di lusso, Leonard e il fratello minore Ronald sono stati per anni collezionisti apprezzati e hanno contribuito alle raccolte del Metropolitan Museum of Art e del Whitney Museum.

Non c’è stato solo Klimt a distinguersi nella vendita di Sotheby’s. È andata altrettanto bene a Sankthansnatt (Notte di mezza estate) di Edvard Munch, dipinto tra il 1901 e il 1903. La tela, partita da una stima tra i 20 e i 30 milioni di dollari, ha raggiunto 35,1 milioni. Non sono stati da meno sei bronzi di Henri Matisse, venduti per un totale di 49 milioni. Da segnalare anche gli 11,2 milioni incassati da Le Semeur dans un champ de blé au soleil couchant (Il seminatore in un campo di grano al tramonto) di Vincent van Gogh, un disegno del 1888 che ha fissato il record per un’opera dell’artista eseguita esclusivamente a penna e inchiostro.

 

Delusione per il water d’oro di Maurizio Cattelan

Nella Now & Contemporary Evening Auction, che ha raccolto un totale di 178,5 milioni di dollari con il 95% di lotti venduti e nettamente al di sopra delle stime di partenza, il top lot è stato Crowns (Peso Neto) di Jean-Michel Basquiat: realizzato nel 1981, il dipinto ha toccato quota 48,3 milioni, oltre la stima massima di 45 milioni. È stato invece un flop America, un esemplare dei due water in oro 18 carati di Maurizio Cattelan e replica dell’iconico gabinetto Kohler, acquistato da un noto marchio statunitense rimasto anonimo.

Dopo che il primo pezzo era stato rubato dalla casa natale di Winston Churchill e mai più recuperato, il secondo è stato messo all’asta da Steve Cohen, il fondatore degli hedge fund Point72 Asset Management e Sac Capital Advisors e proprietario dei New York Mets di baseball. Quotata per il valore dell’oro, pari a 9,9 milioni nei mercati e arrotondata da Sotheby’s a 10 milioni, America ha deluso le aspettative fermandosi a 12,1 milioni. L’artista padovano non è riuscito a replicare il colpaccio di Comedian, la banana incollata con nastro adesivo venduta l’anno scorso da Sotheby’s per 6,2 milioni.

A compensare l’insuccesso di Cattelan ci ha pensato la rara Sculpture éponge bleue sans titre (SE 167) di Yves Klein del 1959, passata di mano per 19 milioni. Un altro momento clou è stato il record personale stabilito da Cecily Brown, pittrice britannica classe 1969 figlia della generazione degli espressionisti astratti. Il suo High Society del 1997-1998, partito da una stima massima di 6 milioni, ha fatto alzare le palette fino a 9,8 milioni. Nel corso dell’asta, hanno raggiunto nuovi record anche Noah Davis (2 milioni per The Casting Call, +33% sul precedente record di Congo #7), Antonio Obá (1,01 milioni per Alvorada – Música Incidental Black Bird), Robert Alice (762.000 dollari per Block 1 (24.9472° N, 118.5979° E), accompagnato da un Nft), Yu Nishimura (711.200 dollari per Thicket) e Jess (546.100 dollari per Fig. 6–A Lamb for Pylaochos: Herko, N.Y. ’64: Translation #16).

L’auspicio dell’intero settore è che i primati inanellati tra la collezione Lauder e la Now & Contemporary Evening Auction daranno finalmente slancio ad un mercato che sta vivendo un’inversione di tendenza dopo tre anni di stagnazione. “Le vendite serali sono state un successo clamoroso e rappresentano un forte segnale per il mercato dell’arte – ha dichiarato Charles F. Stewart, l’amministratore delegato di Sotheby’s –. Abbiamo concluso la più grande serata di vendite della nostra storia con l’opera d’arte più preziosa mai venduta da Sotheby’s. Insieme a un numero record di visitatori alle nostre mostre, questa è l’inaugurazione perfetta per la nostra nuova sede al Breuer”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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