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Halving Bitcoin e altre 4 ragioni per un rally

Nell'immagine, la tessera di un puzzle con la B di Bitcoin è poggiata su una scrivania in legno su cui si vede anche un computer. La fotografia è stata scattata dall'alto.

Dopo il rally che negli ultimi sei mesi, ovvero da ottobre 2023, ha spinto il Bitcoin su nuovi massimi storici a 73.797 dollari lo scorso 14 marzo (+172%), la corsa della criptovaluta si è arrestata e le quotazioni sono tornate verso i 65.000, fino a quota 67.000 dollari. Una battuta d’arresto che arriva poco prima dell’halving del Bitcoin.

In molti si domandano se il quarto appuntamento con il “dimezzamento” avrà gli stessi effetti prorompenti sulle quotazioni di quelli passati. Per Adrian Fritz questa volta “sarà diverso”, sarà anche meglio. In un recente report il responsabile della ricerca di 21Shares ha enucleato 4 ragioni (oltre all’halving) che renderanno il 2024 un anno record per la criptovaluta.

 

Halving Bitcoin, quando e come

L’halving è un’operazione prevista dal protocollo Bitcoin che riduce del 50% la remunerazione che i minatori ricevono a seguito dell’approvazione e dell’aggiunta di nuovi blocchi alla blockchain. Questo evento, si verifica dopo l’aggiunta di 210mila blocchi, o dopo circa 4 anni, e quello in programma per il 20 aprile 2024 sarà il quarto nella storia del Bitcoin. Dopo l’halving i miner riceveranno 3,125 Bitcoin a blocco rispetto ai precedenti 6,25. Lo scopo di questo meccanismo è di preservare la scarsità dell’asset.

Secondo Fritz l’effetto dell’halving del Bitcoin è andato scemando nel corso del tempo, pur avendo finora sempre generato sovra-performance nei 12 mesi successivi. Stavolta, a differenza dei tre halving del passato, il Bitcoin il suo rally lo ha già vissuto: “Il Bitcoin sta scambiando vicino al suo massimo storico, mentre in passato scambiava sempre tra il 40% e il 50% al di sotto” osserva il responsabile della ricerca di 21Shares.

 

Le 4 ragioni che sostengono il Bitcoin

Non si tratta dell’unica differenza che Fritz sottolinea. Negli ultimi quattro anni c’è stata un’accelerazione nella maturazione della criptovaluta. La sua finanziarizzazione è forse l’aspetto più evidente, con l’approvazione degli ETF sul Bitcoin spot negli Stati Uniti. “L’halving del Bitcoin avverrà con dinamiche di domanda e offerta mai viste prima” commenta Fritz che enumera i record ottenuti dai nuovi strumenti finanziari: “Il sottostante è cresciuto di oltre il 50% dal suo primo giorno di negoziazione. Gli ETF hanno registrato volumi di scambi sbalorditivi, segnalando un notevole interesse da parte degli investitori tradizionali e raggiungendo un nuovo massimo storico di 7,7 miliardi di dollari in un solo giorno e generando nuove masse gestite per le nove emittenti per un valore aggregato di oltre 40 miliardi di dollari, conquistando quasi la metà della quota di mercato degli ETF sull’oro, stimata a 90 miliardi di dollari”.

Anche sul fronte dell’offerta l’analista di 21Shares vede dei cambiamenti importanti: “Gli investitori che hanno detenuto i propri Bitcoin per oltre 155 giorni hanno raggiunto il livello record a dicembre (14,9 milioni di unità), oltre il 75% dell’offerta totale. Considerando che questo scenario coinciderebbe con il calo del saldo di Bitcoin legato all’imminente shock dovuto all’halving, se questo trend dovesse persistere, il lato dell’offerta di Bitcoin diventerà sempre più illiquido, ponendo le basi per una compressione e per il potenziale inizio di un rally rialzista”.

Infine, tra gli elementi che secondo Fritz potrebbero favorire il rally del Bitcoin ci sono il miglioramento macroeconomico, con il mercato che sconta a oltre il 70% un taglio dei tassi di interesse della Fed in giugno (FedWatch del CME) e la calma dei grandi investitori, le cosiddette “balene”, che hanno deciso di non liquidare le loro posizioni da oltre 1.000 Bitcoin nonostante le quotazioni raggiunte dalla criptovaluta “indicando la loro convinzione che l’attuale rally possieda ancora un sostanziale potenziale di crescita”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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