Hedge fund azionari: nel 2022 perdite record, ecco perché - Borsa e Finanza

Hedge fund azionari: nel 2022 perdite record, ecco perché

Hedge fund azionari: nel 2022 perdite record, ecco perché

Il 2022 potrebbe essere l’anno peggiore della storia per gli hedge fund azionari. Lo rileva uno studio da parte della società di dati HFR, che riporta come nei primi 5 mesi di quest’anno vi siano state in media perdite dell’8%, maggiori di quelle di tutti gli altri anni segnati dalla crisi. Anche nel 2020, quando vi è stato il cigno nero del Covid-19, da gennaio a maggio gli hedge fund azionari non hanno fatto male come adesso, perdendo allora il 5,8%. Tuttavia, rispetto alla performance del 12,8% dell’indice S&P 500, i fondi stanno sovraperformando. Il problema fondamentale è che, con un passivo così pesante, gli investitori entrano nel panico e vogliono ritirare i propri soldi. Questo comporta che i gestori debbano liquidare le partecipazioni anche se queste non stanno andando male, spingendo in questo modo le quotazioni ancora più in ribasso.

 

Hedge fund azionari: i motivi del calo

Se si fa il confronto con il resto dei fondi, gli hedge fund azionari hanno avuto decisamente la peggio. Infatti, quelli che hanno puntato sulle tendenze di mercato e sull’andamento dei tassi d’interesse hanno ottenuto guadagni eccezionali in questo 2022. Gli azionari hanno pagato il sell-off che si è avuto nei titoli tecnologici, via via che le Banche centrali hanno inasprito la loro politica monetaria sia riducendo o eliminando la quantità di obbligazioni pubbliche e private acquistate, sia attraverso strette sul costo del denaro.

La Bank of England è quella che si è mossa prima tra i grandi istituti monetari e da dicembre 2021 ha alzato i tassi 4 volte. La Federal Reserve da marzo scorso ha effettuato 2 ritocchi sui tassi di un quarto e di mezzo punto percentuale. Mentre la Banca Centrale Europea si appresta dal prossimo mese a innalzare il tasso ufficiale di sconto per la prima volta dal 2011. Tutto questo ha spinto gli investitori a liquidare le azioni tech, in quanto le società risentono maggiormente di oneri finanziari più alti quando accedono ai prestiti necessari per gli investimenti su innovazione e crescita di medio-lungo termine, oltre al fatto che i flussi reddituali futuri attualizzati diventano meno preziosi.

 

Hedge fund azionari: chi ha perso e chi ha vinto

Tra gli hedge fund azionari che hanno rilevato grosse perdite vi è il Tiger Global gestito da Chase Coleman, che ha perso dall’inizio dell’anno circa il 52%. Third Point Offshore di Dan Loeb è sceso del 14%. Mentre Whale Rock Capital, che è maggiormente concentrato su tecnologia, media e telecomunicazioni, è sprofondato circa del 34%. Altri fondi che hanno registrato cali più limitati degni di nota riguardano il Select Equity Group, con sede a New York, che ha perso oltre l’11% in due portafogli che in totale gestiscono circa 10 miliardi di dollari di asset, e il fondo Brummer & Partners Manticore, le cui perdite ammontano a circa il 13%.

Molti degli hedge fund azionari hanno effettuato puntate di medio-lungo termine, perché nell’ultimo decennio le azioni sono state costantemente in rialzo. Per questo il trading short term non ha preso molto spazio nella gestione di portafoglio. Ultimamente però, secondo una nota di JP Morgan, molti fondi hanno ridotto la differenza tra le loro posizioni lunghe e corte, proprio per tenere conto della situazione generale del momento.

In questo panorama c’è anche chi si è distinto ed ha ottenuto ottimi guadagni, come il gestore James Hanbury di Odey Asset Management, che ha incrementato il profitto dell’8,1% nel suo fondo LF Brook Absolute Return. La chiave del successo è stata che, nonostante tenesse posizioni in Russia che si sono interamente svalutate, Hanbury ha investito molto nel settore energetico ed è stato ribassista sulle azioni AMC Entertainemnt, che quest’anno hanno perso il 54%.

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