Gestire diverse società comporta spesso molte problematiche sotto ogni punto di vista: fiscale, burocratico e dei costi. Per questo alcuni imprenditori ricorrono alla formula della holding. Si tratta di una entità creata ad hoc per partecipare altre società, sia esercitando il controllo che come socio di minoranza. La forma attraverso cui la holding può essere costituita è quella della società di capitali (S.p.A., S.r.l. e S.a.p.A.) oppure della società di persone (S.S., S.n.c. o S.a.s.). Le formule maggiormente utilizzate sono quelle della S.r.l. e della società semplice, ognuna che presenta vantaggi e svantaggi. In questo testo vedremo quali sono i più grandi benefici dalla creazione di una holding, mettendo in evidenza alcuni aspetti peculiari a seconda della forma societaria.
Holding: 5 tra i principali vantaggi
Una holding non risolve ovviamente tutti i problemi a qualsiasi livello, ma in molti casi aiuta molto a gestire meglio le varie situazioni e a risparmiare sui costi. Di seguito ecco quali sono 5 grandi vantaggi.
Compensazioni fiscali
Una holding per definizione si pone come obiettivo quello di coordinare le varie attività delle partecipate e da ciò ne possono scaturire benefici fiscali notevoli. Ad esempio, supponiamo che la società Alfa sia capogruppo delle società Beta, Gamma e Sigma. Ipotizziamo anche che alla fine dell’anno Beta produca un utile di 100, Gamma una perdita di 40 e Sigma un passivo di 30. Se le tre società effettuassero la dichiarazione dei redditi separatamente, Beta pagherebbe le imposte su 100, mentre Gamma e Sigma non verserebbero nulla all’erario in quanto in perdita. Con il consolidato fiscale, la holding Alfa riunirebbe i risultati delle tre controllate e calcolerebbe l’imposizione fiscale non su 100, bensì sulla differenza tra 100, 40 e 30, ovvero 30. Da ciò ne deriverebbe un importante risparmio fiscale. Lo stesso discorso vale ai fini IVA. Se Beta in un periodo ha un debito IVA di 60, mentre Gamma e Sigma nello stesso lasso di tempo presentano un credito di imposta rispettivamente di 30 e di 10, unendo le tre attività in capo alla holding, il versamento al fisco sarebbe di 60-30-10 = 20. È chiaro che separatamente il credito fiscale di Gamma e Sigma verrebbe utilizzato in compensazione in un secondo momento, ma con la holding il vantaggio è immediato, con beneficio per la liquidità del gruppo.
Cash pooling
Un secondo importante pro nella costituzione di una holding sta nella possibilità di fare cash pooling tra le varie società del gruppo. In sostanza, la liquidità in eccesso di alcune aziende viene trasferita in altre che si trovano in deficit. Riprendendo l’esempio, se ipotizziamo che Beta ha un surplus di denaro liquido di 100 e Gamma e Sigma necessitano di fondi rispettivamente di 40 e 30, Beta potrà utilizzare una parte della sua liquidità in eccesso per finanziare il business di Gamma e Sigma. Questo evita a Gamma e Sigma di dover accedere al mercato finanziario per reperire i fondi necessari sostenendo il costo di eventuali prestiti.
Possibilità di anonimato
Operare con una holding garantisce in alcuni casi la possibilità di agire in completo anonimato. Questo accade quando essa viene costituita nella forma della società semplice, la quale non richiede l’obbligo di iscrizione presso il registro delle imprese e di stipula dell’atto costitutivo attraverso un notaio, oltre che l’obbligo di tenere la contabilità ordinaria e di pubblicare il bilancio. Tuttavia, se tutto ciò garantisce una maggiore fluidità e un risparmio dei costi, ci possono essere problemi nei rapporti esterni, soprattutto con le banche che sono molto restie ad aprire conti correnti e a effettuare operazioni finanziarie con società non registrate presso la Camera di Commercio o non certificate attraverso un atto notarile.
Tassazione agevolata dei dividendi reinvestiti
La creazione di una holding nella forma della S.r.l. permette di usufruire della participation exemption (PEX) sui dividendi. In sostanza, i dividendi percepiti dalla holding scontano un’esenzione del 95%. Quindi, considerando una tassazione sull’utile netto per le società di capitali del 24%, alla fine l’imposizione netta risulterebbe dell’1,2% (24% sul 5% del profitto). Questo non vale invece per la holding società semplice che, essendo una società di persone, comporta una tassazione in capo ai soci, quindi con una ritenuta d’acconto del 26%. Attenzione, però. La PEX è valida fino a quando gli utili rimangono all’interno della società e non vengono distribuiti ai soci della holding. Una volta che invece sono percepiti dai soci, questi si troveranno a pagare sempre il 26% sull’importo ricevuto.
Contribuzione INPS
Un aspetto molto fastidioso per i soci lavoratori anche di una società di capitali come una S.r.l. è quello di doversi iscrivere alla sezione artigiani e commercianti dell’INPS e versare dei contributi fissi annuali. C’è la possibilità di evitare tutto questo con una holding società semplice che controlla la S.r.l. in quanto a quel punto è la holding a essere socia e non più i singoli individui. L’amministratore invece versa i contributi della gestione separata, sempre che percepisca un compenso.
Un caso interessante è quello della holding società semplice che non svolge alcuna attività commerciale ma che si limita alla detenzione di partecipazioni. Ora, in una società semplice tutti i soci sono amministratori e l’INPS presume che svolgano attività lavorativa, come avviene normalmente per tutte le società di persone. Quindi, l’istituto richiede l’iscrizione alla sezione artigiani e commercianti. Nella holding S.S. con attività di mera partecipazione non viene svolta attività commerciale o artigianale, pertanto i contributi non dovrebbero essere dovuti. Il condizionale è perché sono capitate delle situazioni in cui l’INPS ha iscritto comunque d’ufficio i soci di questa fattispecie, dando dimostrazione di efficienza carente e dando adito a controversie poco gradevoli.









