La fusione tra Honda Motor e Nissan Motor è sull’orlo del collasso. Secondo alcune persone che hanno familiarità con la questione, Nissan è pronta a sospendere i colloqui a causa delle crescenti differenze di vedute tra le due case automobilistiche. La combinazione tra il secondo e il terzo produttore di auto giapponesi darebbe vita a un colosso da oltre 60 miliardi di dollari che si collocherebbe in terza posizione nel mondo. Tuttavia, ci sono complicazioni che rendono difficile portare avanti la trattativa. I manager di entrambe le società avevano inizialmente concordato di decidere la direzione dell’integrazione entro la fine di gennaio, ma in seguito il tutto è stato posticipato a metà febbraio. Le premesse però, ora non sono delle migliori e gli interrogativi si affollano su come potrebbe riprendere un dialogo.
Le azioni Nissan hanno chiuso l’ultima seduta alla Borsa di Tokyo in pesante ribasso (-4,87%), perché gli investitori sono preoccupati per la deriva che ha preso la situazione dell’azienda, in gravi difficoltà finanziarie. Al contrario, il titolo Honda ha fatto un balzo dell’8,19%, come segno di sollievo per il mercato che ora ritiene meno probabile un’operazione così impegnativa per l’azienda.
Honda-Nissan: perché può saltare la fusione e quali conseguenze ci sarebbero
Il rapporto tra Honda e Nissan si è inasprito allorché la prima ha avanzato l’ipotesi di cambiare i termini iniziali della trattativa. Quando a dicembre scorso sono iniziati i colloqui, si è parlato di creare una holding che mettesse sotto lo stesso ombrello le due società. Negli ultimissimi giorni Honda invece ha sondato la possibilità di acquisire Nissan, che a quel punto diventerebbe una filiale dell’azienda più grande. Quindi, non ci sarebbe più una fusione alla pari. In realtà, Honda ha provato a far valere il suo rapporto di forza rispetto al rivale più piccolo, dal momento che ha una capitalizzazione di mercato di circa quattro volte quella di Nissan (6.430 vs 1.430 miliardi di yen).
Nel contempo è preoccupata per la mancanza di progressi del terzo produttore di veicoli giapponese nel suo piano di turnaround. Nissan punta a tagliare 9 mila posti di lavoro e il 20% della capacità globale. Una mossa che potrebbe spingerla a superare la crisi senza far ricorso ad aiuti terzi.
C’è però di mezzo un ostacolo non da poco per la casa automobilistica con sede a Yokohama: i dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il governo USA ha stabilito tariffe del 25% a Messico e Canada, sospese per un mese in attesa di un accordo in merito alle questioni dell’immigrazione e del fentanyl. Se i dazi venissero confermati, però, il danno per Nissan sarebbe più rilevante rispetto ai concorrenti come Honda e Toyota. In sostanza, tutte e tre le case automobilistiche producono alcuni dei loro modelli in Canada e in Messico e poi vendono negli Stati Uniti. Il punto è che, secondo gli esperti del settore, Honda e Toyota sarebbero più attrezzate a trasferire almeno parte dei costi delle tariffe ai consumatori. Molti dei modelli che Nissan costruisce in Messico per l’esportazione negli Stati Uniti sono auto più compatte, come la Sentra e la Kicks, le quali si rivolgono a consumatori attenti ai costi che non possono assorbire facilmente prezzi più alti.
C’è anche una questione di numeri. Secondo i dati di S&P Global Mobility, Nissan realizza circa il 27% delle sue vendite negli Stati Uniti dal Messico, rispetto a quasi il 13% di Honda e all’8% di Toyota. “Più a lungo la tariffa rimarrà in vigore, più la minaccia è grande per Nissan”, ha affermato James Hong, responsabile della ricerca sulla mobilità di Macquarie. “E alla fine, se la fusione dovesse andare in porto, potrebbe essere un peso anche per Honda”. Per quest’ultima sembra esserci anche il nodo riguardo dell controllo di Nissan nell’ambito della combinazione. “La notizia che Nissan non vuole essere una sussidiaria di Honda sembra evidenziare controversie sul controllo”, ha detto Christopher Richter, analista automobilistico giapponese presso il broker CLSA. “Senza essere in grado di avere il controllo, Honda sembra allontanarsi”.









