Hsbc corre ai ripari e decide di accantonare 1,1 miliardi di dollari nei conti del terzo trimestre, dopo aver perso parte del ricorso in una causa di lunga data legata al caso Madoff. Il gruppo bancario britannico era stato coinvolto indirettamente in quella che viene definita la più grande frode finanziaria della storia, avendo agito come fornitore di servizi per diversi fondi che avevano investito presso la Bernard L. Madoff Investment Securities LLC.
Nel 2009 il fondo europeo Herald Fund aveva citato in giudizio la filiale lussemburghese di Hsbc, chiedendo la restituzione dei beni andati perduti a causa della truffa.
In questo articolo:
- La più grande frode finanziaria della storia
- Caso Madoff: il ruolo di Hsbc
- Il colosso britannico non si arrende e farà appello
La più grande frode finanziaria della storia
Per comprendere la vicenda, bisogna tornare al dicembre 2008, quando Bernard Madoff, banchiere ed ex presidente del Nasdaq, venne arrestato con l’accusa di aver orchestrato uno schema Ponzi da circa 65 miliardi di dollari. Dietro la facciata di una variazione dalla strategia di investimento standard della split-strike conversion, si nascondeva un sistema piramidale: i profitti dei vecchi investitori venivano finanziati con il denaro dei nuovi.
Per anni Madoff aveva promesso rendimenti costanti, superiori al 10% annuo, con una volatilità irrisoria. Dati che, in un mercato reale, avrebbero dovuto far suonare più di un allarme. In realtà, i capitali raccolti non venivano mai investiti, ma restavano fermi su un conto, mentre ai clienti arrivavano rendiconti impeccabili e rendimenti puntualmente inventati. La sede della Bernard L. Madoff Investment Securities LLC, ai piani alti della Lipstick Tower di Manhattan, era il fulcro dell’illusione. Ai piani 18 e 19 si gestivano i flussi di denaro; al 17esimo, invece, c’era una “cartiera” che produceva estratti conto falsi, completi di percentuali e movimenti fittizi, per confermare agli investitori che i loro portafogli stavano crescendo.
Le perdite effettive stimate in contante ammontano a 17-20 miliardi di dollari, ma il crollo dello schema ha distrutto circa 64,8 miliardi di ricchezza apparente, quella su cui migliaia di risparmiatori avevano costruito le proprie vite, le pensioni e le certezze di un futuro che non esisteva più. Nel marzo 2009 Bernard Madoff si è dichiarato colpevole di undici capi d’accusa ed è stato condannato a 150 anni di carcere.
Caso Madoff, il ruolo di Hsbc
La banca britannica entra in scena come depositario di diversi fondi collegati all’universo Madoff, tra cui Herald. Proprio questo fondo sosteneva che Hsbc non avesse adempiuto ai propri doveri di custodia e vigilanza, mancando di proteggere gli investitori dalle pratiche fraudolente. Lo scorso 24 ottobre, la Corte di Cassazione del Lussemburgo ha respinto il ricorso presentato da Hsbc sulla restituzione dei titoli richiesti da Herald, accogliendo invece la parte relativa alla restituzione di liquidità. Una sentenza che lascia aperta la contesa, ma che costringe la banca a rivedere i propri conti.
Il colosso britannico non si arrende e farà appello
Dopo la decisione, il titolo Hsbc ha perso circa l’1% a Londra. La banca ha annunciato che presenterà un nuovo appello alla Corte d’appello del Lussemburgo e, in caso di ulteriore esito negativo, contesterà l’importo del risarcimento. Secondo quanto comunicato lo scorso luglio, l’Herald Fund, oggi in liquidazione, chiede la restituzione di titoli e liquidità per un valore complessivo di 2,5 miliardi di dollari, o un risarcimento fino a 5,6 miliardi.
L’istituto ha stimato un impatto di circa 15 punti base sul proprio Cet1 ratio, che rimane comunque solido al 14,6%. Un effetto temporaneo, che si somma a quello ben più significativo, 125 punti base, derivante dall’acquisizione della partecipazione di controllo nella filiale di Hong Kong, Hang Seng Bank, valutata 13,6 miliardi di dollari.









