India, il mercato dell’intelligenza artificiale supererà presto i 500 miliardi

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Ha un ritmo inarrestabile il mercato dell’intelligenza artificiale in India. Nonostante il primo ministro Narendra Modi abbia imposto drastiche misure di austerità a causa della crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran, la rapida digitalizzazione, l’adozione massiccia di strumenti di AI e una forza lavoro altamente specializzata nelle discipline Stem stanno trasformando il paese in un hub globale per l’innovazione.

In India l’intelligenza artificiale non è soltanto una parola d’ordine tecnologica, ma il motore che alimenta il percorso della nazione verso Viksit Bharat 2047. Modi ha spesso sottolineato che il paese deve “guidare il mondo nell’AI per il bene comune”, utilizzando il machine learning come forza per uno sviluppo inclusivo. I dati che arrivano da un rapporto dell’agenzia di stampa indipendente Ians confermano che il potenziale economico è enorme.

 

In questo articolo:

 

  • Quanto vale il mercato dell’intelligenza artificiale in India
  • Un vantaggio competitivo concreto: i talenti dell’IA
  • L’AI al centro del programma Viksit Bharat 2047
  • Gli investimenti dei colossi tecnologici globali nel paese
  • I principali centri dell’intelligenza artificiale indiana

 

Quanto vale il mercato dell’intelligenza artificiale in India

Il report di Ians prevede che il mercato indiano dell’intelligenza artificiale si espanderà nei prossimi decenni dagli attuali 10 miliardi a oltre 500 miliardi di dollari. Gli analisti consultati dall’agenzia scommettono soprattutto sul potenziale dell’AI market indiano di rimodellare la domanda di lavoro in tutta l’Apac, la regione Asia-Pacifico che rappresenta il principale motore economico mondiale e genera oltre il 60% del Pil globale.

Già leader nel settore dei servizi informatici, l’India si sta affermando sempre di più come uno dei centri più importanti al mondo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il paese attrae numerosi investimenti grazie alla rapida trasformazione digitale, alla crescente adozione di tecnologie avanzate, al sostegno politico del primo ministro Narendra Modi e all’ampio bacino di professionisti altamente qualificati. Insieme a Singapore, l’India è diventata la nazione più avanzata nell’Apac per la preparazione complessiva all’AI.

 

Un vantaggio competitivo concreto: i talenti dell’IA

L’India forma ogni anno tra i due e i tre milioni di laureate e laureati nelle materie Stem, le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Gli indiani e le indiane che arrivano da corsi di laurea e post-laurea di questo tipo rappresentano quasi un terzo del bacino globale di talenti qualificati, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione di conoscenze e competenze in questo ambito e nei settori applicativi.

Questa platea di professionisti indiani dell’AI è caratterizzata da un’età media di circa 29 anni. Se gli Stati Uniti, la potenza principale nella corsa globale ai talenti dell’intelligenza artificiale, conta quasi un milione di specialisti focalizzati nell’ingegneria dell’IA, l’India supera il milione, eccellendo in particolare nei profili non tecnici (dai prompt engineers agli esperti legali e di policy) e negli sviluppatori di software.

Le idee nate sui banchi universitari si trasformano subito in imprese scalabili. In India operano oltre 1.200 startup dell’intelligenza artificiale, specializzate nei settori fintech, edtech, healthtech e agritech. I finanziamenti di venture capital per queste realtà giovani e innovative sono aumentati del 70% tra il 2024 e il 2025. Un ecosistema in forte espansione, supportato da incubatori e programmi di accelerazione come la scuola aperta a Bangalore da Y Combinator. 

 

L’AI al centro del programma Viksit Bharat 2047

L’intelligenza artificiale ha un ruolo centrale nel programma Viksit Bharat 2047, il piano strategico del governo Modi che intende trasformare l’India in una nazione sviluppata entro il 2047, l’anno del centenario della sua indipendenza. Insieme ai principi della sostenibilità e della circolarità, il digital empowerment e l’AI sono considerati fattori chiave per conseguire il traguardo del progetto e raggiungere l’equità sociale. L’impatto dell’automazione intelligente si articola specificamente su tre direttrici strategiche.

La prima è l’IndiaAI Mission, un programma da 1,2 miliardi di dollari per costruire un ecosistema di intelligenza artificiale sovrano e accessibile, a partire da un’infrastruttura di calcolo scalabile e dall’adozione di soluzioni AI in settori critici come la pubblica amministrazione, l’istruzione e la sanità. La seconda direttrice coinvolge i segmenti strategici di sviluppo: l’agricoltura intelligente, le smart cities, l’assistenza medico-sanitaria e l’industria manifatturiera. La terza è il coinvolgimento della popolazione, integrando l’intelligenza artificiale nelle scuole e nelle università per personalizzare l’apprendimento e fornire competenze fondamentali per il futuro.

 

Gli investimenti dei colossi tecnologici globali nel paese

Da tempo le Big tech statunitensi stanno investendo in India per costruire grossi data center per l’intelligenza artificiale. All’inizio del 2025, Microsoft ha annunciato un investimento da 3 miliardi di dollari in due anni per infrastrutture cloud e di AI e la formazione del personale. Il gigante di Redmond ha lanciato l’AI Innovation Network e unito le forze con l’organizzazione SaaSBoomi per creare un’economia digitale da 1.000 miliardi e coinvolgere oltre 5.000 startup e 10.000 imprenditori.

A giugno dello stesso anno, Amazon ha reso noto che investirà 233 milioni per rafforzare la rete operativa indiana e promuovere la tecnologia e l’innovazione, potenziando la capacità di elaborazione delle infrastrutture e implementando tecnologie all’avanguardia. Ad ottobre, Google ha fatto una mossa simile dichiarando un investimento da 15 miliardi in cinque anni per la costruzione di un data center da un gigawatt iniziale di potenza a Visakhapatnam, nello stato sud-orientale dell’Andhra Pradesh.

 

I principali centri dell’intelligenza artificiale indiana

Le lavoratrici e i lavoratori indiani dell’AI operano in modo particolare tra Bangalore, Hyderabad nel Telangana, la regione di Delhi con hub satellite come Noida e Gurugram, Chennai, Mumbai e Pune, centri diventati tra i principali poli di attrazione di talenti hi-tech nella regione Asia-Pacifico. Oltre che nell’intelligenza artificiale generativa, queste città attirano corposi investimenti in settori emergenti come il machine learning, il cloud computing e i servizi di ingegneria avanzata.

Gli esperti raggiunti da Ians ritengono che l’espansione dei centri specializzati indiani e delle attività aziendali orientate all’innovazione continuerà ad alimentare la domanda di spazi per uffici flessibili e tecnologicamente avanzati e data center per l’elaborazione dei dati che servono a far funzionare i software di intelligenza artificiale. Insieme al settore immobiliare, la crescita prevista del mercato dell’AI dovrebbe rafforzare la posizione dell’India all’interno delle reti globali che stanno guidando questo cambiamento.

Grazie a costi operativi competitivi e a un vasto bacino di competenze tecniche, l’India è considerata a tutti gli effetti una destinazione strategica per la ricerca e lo sviluppo tecnologico e per i servizi a elevata intensità di conoscenze. Secondo Niti Aayog, il principale think tank di politica pubblica del governo indiano, l’intelligenza artificiale potrebbe contribuire per l’8-10% alla crescita totale del Pil nazionale entro il 2035. È qui, da Bangalore a Hyderabad, che l’AI continuerà a crescere.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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