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Indici ISA: cosa sono, come funzionano e a cosa servono

Un contribuente compila il modello ISA

Aziende e professionisti ne sentono sempre parlare, ma molti al di fuori di questa bolla (e spesso anche all’interno) ignorano che cosa siano nello specifico. Parliamo degli indici ISA, una materia ostica ed oscura per chi non ha a che fare direttamente con le questioni fiscali. Introdotti con il Decreto legge 24 aprile 2017 n. 50, a partire dal periodo d’imposta 2018, gli ISA sono stati fortemente voluti dall’Agenzia delle Entrate per favorire una collaborazione pratica, diretta e trasparente tra Fisco e contribuenti.

 

Indici ISA: cosa sono e a che servono

ISA è un acronimo che sta per indici sintetici di affidabilità fiscale. Sono lo strumento di compliance tributaria subentrato a studi di settore e parametri: le previsioni dei ricavi o dei compensi di attività, imprese e professionisti, raggruppati sulla base di caratteristiche strutturali comuni. Le Entrate promuovono questo mezzo come leva per favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili e come forma di comunicazione preventiva per regolarizzare il pagamento delle tasse.

Gli ISA sono la sintesi di una serie di indicatori che fotografano lo stato d’essere delle realtà produttive di uno specifico macrosettore: agricoltura, commercio, manifatture, professionisti, servizi. Questi indici vengono costruiti con una metodologia statistico-economica che si basa su dati e informazioni contabili e strutturali dichiarati dai contribuenti in più periodi d’imposta.

È questa la differenza sostanziale con gli studi di settore: questi ultimi hanno come riferimento un solo anno, stimano il ricavo più probabile del contribuente e la corrispondenza tra il volume d’affari e le tasse versate all’Erario; gli ISA coprono otto anni e soprattutto non vogliono scovare evasori ma dialogare con i contribuenti, verificando sul lungo periodo la coerenza della gestione aziendale o professionale.

 

Come funzionano gli indici ISA

Gli operatori economici – esercenti attività di impresa, arti o professioni – scaricano la modulistica ISA sul portale delle Entrate e la inviano (direttamente o attraverso gli intermediari) come parte integrante del modello Redditi tramite il software applicativo Il tuo ISA. I modelli sono composti da cinque quadri dove l’utente inserisce in numeri e percentuali i dati personali (dipendenti, collaboratori, soci e così via), le unità locali, gli elementi specifici dell’attività, i dati per la revisione e quelli contabili.

Nella compilazione gli operatori calcolano autonomamente le valutazioni sugli elementi che costituiscono il proprio modello di business. In questo modo comunicano all’Agenzia delle Entrate, tramite la dichiarazione dei redditi, tutte le informazioni rilevante ai fini dell’applicazione degli ISA per il periodo di imposta. Questi dati vengono elaborati e consentono di specificare la posizione del contribuente verificandone il grado di affidabilità su una scala di valori che va da 1 a 10.

L’ISA è la media semplice di due tipi di indicatori elementari: di affidabilità e di anomalia. Dagli indicatori di affidabilità si ricavano i voti di ricavi/compensi, valore aggiunto e reddito per inquadrare l’attendibilità delle relazioni e i rapporti tra grandezze contabile e strutturale. Da quelli di anomalia si valutano la gestione caratteristica ed extra-caratteristica, la redditività, la gestione dei beni strumentali e le attività non inerenti. Le segnalazioni fanno emergere le situazioni di incongruenze contabili e gestionali o i disallineamenti tra dati e informazioni presenti nei diversi modelli di dichiarazione nel confronto con banche dati esterne.

Persone fisiche, società di persone, società di capitali ed enti non commerciali che risultano affidabili ricevono in cambio bonus e premi a seconda del valore raggiunto: più alto è il voto e maggiore sarà il regime premiale riconosciuto al contribuente virtuoso. Ogni anno il Direttore dell’Agenzia delle Entrate definisce le soglie di punteggio in base alle quali è possibile accedere alle agevolazioni. I benefit, a seconda del voto da 8 a 9.5, includono:

 

  • l’esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo;
  • l’esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative;
  • l’esclusione degli accertamenti analitico-induttivi;
  • l’anticipazione di almeno un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento;
  • l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti su IVA, imposte dirette e IRAP e l’esonero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell’IVA.

 

A valutare le prestazioni dei contribuenti è una commissione di esperti designati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, con segnalazioni che arrivano dall’amministrazione finanziaria, le organizzazioni economiche di categoria e gli ordini professionali. Gli esperti, coordinati da un presidente, esprimono un parere decisivo sull’idoneità dei singoli indici a rappresentare la realtà cui si riferiscono.

 

Chi è escluso dalla compilazione dell’ISA

È prevista una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro per chi omette di comunicare i dati rilevanti ai fini della costruzione e dell’applicazione degli ISA oppure compila in maniera inesatta o incompleta i modelli. Ma non tutti i contribuenti sono tenuti a compilare gli ISA. Gli indici non si applicano nei confronti di:

 

  • contribuenti minimi e forfettari;
  • enti del terzo settore non commerciali;
  • organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • imprese sociali;
  • società cooperative e consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi;
  • multiattività che non rientrano nello stesso ISA, se i ricavi delle attività non prevalenti superano il 30% dei ricavi totali;
  • realtà con un ammontare ricavi/compensi superiore a 5.164.569 di euro.

 

In aggiunta, gli ISA non si calcolano nei periodi d’imposta in cui il contribuente inizia o cessa l’attività, si trova in condizione di svolgimento anormale dell’attività, dichiara ricavi o compensi di importo superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione o revisione degli indici.

Tutti i dati raccolti per singola e multi annualità, divisi per nazionali, regionali, macrosettori e codici ISA, sono riportati sul portale delle statistiche ISA.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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2 risposte

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