Inflazione: 3 modi per proteggere il potere d'acquisto - Borsa e Finanza

Inflazione: 3 modi per proteggere il potere d’acquisto

Inflazione: 3 modi per proteggere il potere d'acquisto

Negli Stati Uniti l’inflazione sta sgretolando il potere d’acquisto degli americani. L’ultima rilevazione è stata agghiacciante: prezzi a un tasso di crescita dell’8,5%, come non accadeva da oltre 40 anni, superando anche le previsioni già nere degli analisti che stimavano un aumento dell’8,4%. Le famiglie adesso sono in difficoltà e potrebbe innescarsi una spirale pericolosa che coinvolge i salari, come avvenne durante la crisi energetica degli anni ’70.

In particolare sono i rincari energetici e alimentari a colpire il budget delle famiglie, ma anche l’aumento del costo degli alloggi. I prezzi degli affitti nell’ultimo anno sono cresciuti del 5%, al ritmo più veloce dal 1991. Il cibo ha visto una risalita dei prezzi del 10% nello stesso periodo, come non accadeva dal 1981, mentre le bollette di gas e luce sono cresciuti rispettivamente del 21,6% e dell’11,1%.Un aumento che gli americani tollerano poco è quello alla pompa di benzina, i cui prezzi nelle ultime 52 settimane sono schizzati del 48%.

La guerra Russia-Ucraina sta esacerbando una situazione che rischia di andare fuori controllo, senza un intervento deciso delle Autorità monetarie. La Federal Reserve però deve equilibrare la sua azione, perché da una politica monetaria eccessivamente rigorosa all’arrivo di una recessione economica il passo è breve.

 

Inflazione: ecco come comportarsi

Cosa potrebbe fare a questo punto un soggetto privato lavoratore per mostrarsi resiliente di fronte a questa situazione? Secondo Andy Baxley, pianificatore finanziario certificato con sede a Chicago presso il Planning Center, vi sono 3 soluzioni che possono essere adottate.

Una prima consiste nel chiedere un aumento di salario o addirittura di cambiare lavoro, se il costo della vita erode troppo il potere d’acquisto. Il mercato del lavoro statunitense è in una situazione dove l’offerta è molto alta, con opportunità di lavoro vicino ai massimi storici e i licenziamenti nei pressi dei minimi storici. In questo contesto, i datori di lavoro stanno aumentando gli stipendi, quindi l’ambiente è favorevole affinché si possa attuare questo passaggio. Una strategia potrebbe essere anche quella di chiedere di lavorare maggiormente in smart working per ridurre i costi di trasporto, come la benzina.

Una seconda strada potrebbe essere quella di risparmiare su alcune spese rinviabili nel tempo, tipo un’auto nuova, per acquistare i-bond, ossia titoli free risk il cui rendimento è agganciato all’indice dei prezzi al consumo. In questa maniera il potere d’acquisto del risparmio verrebbe protetto, con una capacità di salvaguardare fino a 10.000 dollari l’anno. Questo sarebbe distinto dai risparmi di emergenza, essendo che le obbligazioni vincolano il denaro per almeno un anno, quanto effettivamente potrebbe durare la dinamica rialzista dei prezzi al consumo.

Infine, è necessario misurare il proprio tasso d’inflazione personale. Secondo Baxley, infatti, l’inflazione generale potrebbe non rispecchiare la situazione di un individuo, dipendente dalla crescita salariale e dalle spese familiari. Quindi, capire se e come il carovita sta danneggiando il patrimonio personale o familiare potrebbe servire per trovare sostituti ai prodotti che crescono di più in termini di prezzo.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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