Inflazione: 5 domande (e risposte) sulla crescita dei prezzi
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Inflazione: 5 domande (e risposte) sulla crescita dei prezzi

Inflazione: 5 domande (e risposte) sulla crescita dei prezzi

L’inflazione in questo momento è uno degli argomenti più dibattuti nel mondo economico e finanziario. Negli Stati Uniti ha raggiunto un aumento su base annuale del 7,5%, una cifra che non si conosceva dal 1982. Questo ha messo in preallarme la Federal Reserve, che ora deve trovare delle misure adeguate utilizzando gli strumenti di politica monetaria per frenare la corsa di un indice che rischia di mettere in seria difficoltà l’economia americana. 

 

Inflazione: 5 domande (e risposte) sulla crescita dei prezzi

Il raggiungimento della stabilità dei prezzi è uno dei grandi obiettivi della Banca Centrale statunitense nell’esercizio delle sue funzioni, insieme a un determinato livello di occupazione. Vediamo quindi di conoscere più da vicino questo fenomeno e quali potranno essere gli effetti sull’economia se non viene tenuto sotto controllo rispondendo a 5 domande.

 

Inflazione: cos’è e chi colpisce?

L’inflazione non è altro che l’aumento dei prezzi dei beni e servizi e la conseguente perdita di valore del denaro. Tale aumento può riguardare una determinata categoria di prodotti o essere generalizzata. Nel primo caso capita che si determini un effetto a catena colpendo altre categorie collegate a quella tipologia di merce. Ad esempio se crescono i prezzi del vetro e del cemento è molto probabile che anche il settore immobiliare vedrà un aumento del valore delle case, dal momento che parliamo di componenti fondamentali per la costruzione. L’inflazione in un determinato settore non necessariamente impatta su una fetta larga della popolazione e comunque non coinvolge tutti allo stesso modo. Se sale il costo del carburante, se ne sente l’effetto se si ha un’auto e si deve fare rifornimento di benzina. Diverso è il caso dell’incremento del prezzo di alcuni beni alimentari come pane e pasta, perché in quel caso quasi tutti consumano quelle tipologie di prodotti.

 

Da cosa è causata in questo momento?

I motivi di questa impennata dell’inflazione sono diversi e molti legati alla pandemia. Lo shock generato dalle chiusure ha determinato una crisi di offerta, che non è riuscita a tenere a freno una domanda esorbitante per la ripresa generalizzata delle attività. La catena di approvvigionamenti è andata seriamente in difficoltà, soprattutto nel settore dei semiconduttori che abbraccia una serie indistinta di categorie: dalle auto ai PC, agli iPhone e a molte altre aree che necessitano di chip nella costruzione dei propri prodotti. La crisi energetica è uno dei principali fattori di un aumento dei prezzi. I combustibili fossili come gas e petrolio hanno visto un rincaro sostenuto perché la richiesta per l’energia è stata eccezionale non solo per il clima stagionale ma anche per far funzionare le fabbriche in mezzo a un rimbalzo dell’economia. In questo hanno influito 2 fattori: la riduzione delle forniture di gas naturale e petrolio dalla Russia, uno dei più grandi produttori a livello mondiale e ora impegnato in un potenziale conflitto con l’Ucraina; l’eccessiva dipendenza dalle risorse energetiche esterne, soprattutto per un Paese come l’Italia. A questo si aggiunge che le energie rinnovabili come le eoliche e i pannelli solari non sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno delle Nazioni. Un’altra causa del maggiore costo della vita deriva dalla scarsità di manodopera come effetto pandemico, il che ha portato a un aumento generalizzato dei salari, che si è riflesso in una crescita della domanda per beni e servizi. Infine vi è anche un fattore che deriva dalle aspettative sull’aumento dei prezzi. In sostanza, le aziende ritengono che i consumatori abbiano diffuse aspettative sull’aumento sparso del carovita, quindi non temono che i clienti spendano di meno o acquistino presso altri se vi è un ritocco al rialzo dei prezzi.

 

Inflazione: come si misura?

Per misurare l’inflazione vi sono diverse modalità. La principale fa riferimento all’indice dei prezzi al consumo, o IPC, da parte del Dipartimento del Lavoro o dell’Ufficio di Statistica, che prende in considerazione la spesa per beni e servizi delle famiglie, escludendo però quella coperta dall’assicurazione sanitaria. Questo indicatore in sostanza segnala come effettivamente il carovita sia entrato nelle case delle persone. Poi vi è anche l’indice dei prezzi alla produzione, o IPP, che indica l’aumento dei prezzi di vendita attuato da parte dei produttori nazionali di beni e servizi su 3 aree di produzione: materie prime, fase di lavorazione e industria. La misura è importante per vedere come i prezzi vengono trasferiti dal produttore di beni e servizi al consumatore finale. Infine troviamo l’indice dei prezzi all’importazione che riporta quanto variano i prezzi dei prodotti importati dall’estero. Il parametro è significativo per capire come un aumento vada a riflettersi sui prezzi dei beni e servizi prodotti all’interno del territorio.

 

Come influisce sui tassi?

L’inflazione ha una grande influenza sui tassi perché le Banche centrali possono ricorrere a delle misure restrittive per impedire che i prezzi corrano troppo. Lo strumento maggiormente utilizzato è quello di alzare il costo del denaro. Perché é importante? Perché in questo modo si frena la domanda basata sull’indebitamento rendendolo più caro, con la conseguenza che si evita il surriscaldamento dell’economia e si abbassano i prezzi generati da un surplus di domanda. Tutto questo ha come effetto quello di un aumento generale dei tassi sul mercato, comportando che le famiglie pagano di più per accendere un nuovo mutuo o si vedono il costo di un mutuo in essere aumentato se contratto a tasso variabile. Le imprese invece si trovano a pagare di più in termini di interessi sui finanziamenti richiesti.

 

Come influisce sui mercati finanziari?

L’inflazione può avere effetti diversi sul mercato azionario in funzione della sua durata. Se è temporanea, potrebbe rilanciare le azioni perché una buona parte delle società vedrebbero i profitti aumentati. Se invece dovesse essere duratura il discorso cambia, perché l’aumento dei tassi da parte delle Banche centrali che ne consegue finirebbe per mettere in difficoltà le aziende che si finanziano, soprattutto quelle legate alla crescita che contano molto sul denaro prestato per coprire i propri investimenti a lungo termine. Sul mercato obbligazionario l’inflazione ha come effetto quello di ridurre il valore reale dei tassi d’interesse e ciò porta a un calo delle quotazioni dei titoli, se non vi è un aumento dei rendimenti di egual misura. Quanto al mercato valutario, l’inflazione in genere rafforza la valuta del Paese nel quale si manifesta, perché crescono le aspettative di aumento dei tassi da parte degli istituti centrali.

 

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