Intelligenza artificiale: le big tech pronte a rivoluzionare le scienze biologiche

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La convergenza tra intelligenza artificiale e sanità sta entrando in una fase di accelerazione strutturale. Alcune delle più grandi aziende farmaceutiche al mondo sono impegnate in una frenetica attività di acquisizione, creazione di piattaforme e avvio di partnership e investimenti per sviluppare un campo i cui sviluppi sono difficili da prevedere. Shea Wihlborg, ricercatore di ARK Invest, ha analizzato le implicazioni della convergenza tra intelligenza artificiale e industria sanitaria globale. Secondo Wihlborg, “rispetto a qualsiasi altro ambito, l’AI potrebbe avere l’impatto più profondo proprio su biologia, medicina e sanità”.

 

In questo articolo: 

 

  • Un salto quantico oltre i limiti dei modelli tradizionali
  • L’ingresso dei big tech nelle scienze della vita
  • Intelligenza artificiale: implicazioni per il settore sanitario e creazione di valore

 

Un salto quantico oltre i limiti dei modelli tradizionali

Il punto di partenza del ricercatore di ARK Invest è la complessità intrinseca dei sistemi biologici: il corpo umano conta circa 35 .000 miliardi di cellule, ciascuna con un genoma composto da miliardi di coppie di basi. A ciò si aggiunge il “dark genome”, che rappresenta circa il 98% del DNA e svolge un ruolo cruciale nei meccanismi epigenetici.

Questa complessità si riflette nello spazio teorico delle molecole farmacologiche, stimato oltre 10⁶⁰ possibili combinazioni. “Una scala impossibile da esplorare in modo sistematico con i metodi sperimentali tradizionali”, osserva Wihlborg. A fronte di ciò, i progressi nel sequenziamento multiomico stanno generando quantità crescenti di dati biologici, superando la capacità umana di analisi senza supporto computazionale avanzato.

Per sequenziamento multiomico si intende la combinazione di diverse tecniche di sequenziamento e analisi al fine di studiare più livelli di informazione biologica nella stessa cellula o tessuto (genomica, trascrittomica, epigenomica, proteomica, metabolomica, e così via). L’ingente mole di dati che si ottengono rende l’analisi inefficiente, con processi di sviluppo costosi, lunghi e a elevato tasso di fallimento delle sperimentazioni cliniche, vicino al 90%. L’intelligenza artificiale assume in questo contesto un ruolo chiave nel comprimere i tempi e i costi, migliorando la probabilità di successo.

 

L’ingresso dei big tech nelle scienze della vita

Il report evidenzia come le principali aziende tecnologiche stiano accelerando gli investimenti nel settore. Amazon, attraverso AWS, ha lanciato una piattaforma che integra modelli AI per la progettazione di farmaci e anticorpi. In collaborazione con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center, il sistema ha generato centinaia di migliaia di candidati anticorpali, riducendo drasticamente i tempi di selezione: settimane invece di mesi.

Anche OpenAI ha rafforzato la propria presenza nel settore, siglando una partnership con Novo Nordisk per integrare l’AI lungo tutta la catena del valore farmaceutica. Il lancio del modello GPT-Rosalind punta a supportare la ricerca biologica avanzata e la medicina traslazionale.

Sul fronte infrastrutturale, Nvidia ed Eli Lilly hanno avviato un laboratorio congiunto con investimenti fino a 1 miliardo di dollari. L’obiettivo è sviluppare modelli di nuova generazione per la biologia e la chimica, sfruttando capacità computazionali su larga scala. “Piattaforme, potenza computazionale e modelli specializzati stanno convergendo”, sottolinea Wihlborg, evidenziando un cambio di paradigma.

Anche Anthropic si sta muovendo, con la nomina, nel proprio cda di Vas Narasimhan, amministratore delegato di Novartis, nella convinzione dell’azienda che le scienze della vita rappresentino una delle maggiori opportunità per l’AI. Inoltre, all’inizio di questo mese, Anthropic avrebbe acquisito la startup di biologia computazionale Coefficient Bio per circa 400 milioni di dollari mentre lo scorso ottobre ha lanciato Claude for Life Sciences.

“Nonostante approcci diversi, le principali aziende tech globali, da Amazon a Anthropic, stanno concentrando l’attenzione sulle scienze della vita come ambito di crescente importanza strategica. A nostro avviso, il ritmo e la scala di questi investimenti indicano che piattaforme, potenza computazionale e modelli specializzati necessari per affrontare la complessità biologica stanno convergendo in modo tale da poter trasformare la sanità. In collaborazione con il settore farmaceutico e biotech, queste aziende si stanno posizionando per quella che potrebbe diventare una delle maggiori opportunità di creazione di valore legate alla convergenza tra AI e biologia” spiega Wihlborg.

 

Intelligenza artificiale: implicazioni per il settore sanitario e creazione di valore

L’analisi converge su un punto chiave: la sinergia tra tecnologia e scienze della vita potrebbe ridefinire l’intero settore sanitario. L’AI non si limita a ottimizzare processi esistenti, ma consente un approccio completamente nuovo alla scoperta di farmaci, alla diagnosi e alla personalizzazione delle terapie.

“La scala e il ritmo degli investimenti indicano una trasformazione strutturale”, osserva Wihlborg. Le aziende tecnologiche, in collaborazione con il settore biotech e farmaceutico, stanno costruendo un ecosistema integrato che combina dati, modelli predittivi e capacità di calcolo avanzate. Questo approccio potrebbe ridurre drasticamente i tempi di sviluppo dei farmaci, migliorare l’efficienza delle sperimentazioni cliniche e aprire nuove frontiere nella medicina personalizzata.

Tuttavia, restano alcune incognite, tra cui la gestione dei dati sensibili, la regolamentazione e l’integrazione operativa tra attori diversi. Nonostante ciò, la direzione appare definita: la convergenza tra Intelligenza artificiale e sanità rappresenta una delle principali opportunità di creazione di valore nei prossimi anni, con implicazioni profonde per investitori, aziende e sistemi sanitari globali.

Immagine di Redazione

Redazione

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