Il 2026 sarà un nuovo anno di investimenti pesanti sull’intelligenza artificiale per le big tech statunitensi. Ma sarà anche un anno di verifica sui ritorni che tali investimenti stanno dando. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter Idea d’investimento (Clicca QUI per iscriverti).
L’intelligenza artificiale si conferma anche in questo inizio di 2026 il motore trainante dei mercati finanziari internazionali. Con tutte le aziende del globo coinvolte a vario titolo nella rivoluzione in atto, sono i titoli tech americani quelli più monitorati. Il tema centrale è quello degli investimenti, che per le Magnifiche 7 in questo 2026 dovrebbero arrivare a livelli senza
precedenti. Secondo le analisi di JP Morgan, il capex dei leader tech Usa nel 2026 potrebbe superare i 500 miliardi di dollari. Secondo alcune previsioni, solo Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta potrebbero mettere sul piatto circa 475 miliardi di dollari.
Conferme in questa direzione vengono dalla trimestrale della scorsa settimana di Meta, con la società di Mark Zuckerberg che prevede di alzare l’asticella degli investimenti tra i 115 e i 135 miliardi di dollari in questo 2026. Quasi il doppio rispetto a quanto speso nel 2025. La stessa Amazon secondo gli analisti di S&P Global dovrebbe sfondare il muro dei 100 miliardi di spesa, stimata per quest’anno a 109 miliardi dai 70 dello scorso esercizio. Se “la nuova rivoluzione industriale”, come è stata definita da JP Morgan, vede l’adozione dell’AI come driver critico per le performance azionarie 2026, l’enorme fabbisogno di finanziamento per le infrastrutture porterà a un aumento delle emissioni obbligazionarie del settore tech e a una maggior selettività degli investitori.
Tra strategie divergenti e tassi di sviluppo e successo diversi, il 2026 è considerato dagli analisti di diverse banche d’affari come l’anno del test per il ritorno degli investimenti (Roi). Dopo i corposi rally degli ultimi anni gli investitori stanno riducendo la pazienza verso la “spesa libera” e chiedendo margini chiari e monetizzazione diretta delle scelte portate avanti finora. La crescita di lungo è indubbiamente un fattore critico di successo, una concreta visibilità sui risultati attuali per le prospettive di breve di Borsa lo è altrettanto.









