L’intelligenza artificiale rappresenta ormai il motore delle scelte di investimento degli operatori di mercato. Fino a oggi, gli investitori hanno puntato sui Magnifici 7 di Wall Street per trarre vantaggio dal boom della nuova tecnologia. I risultati finora li hanno premiati, perché le Big tech hanno realizzato performance straordinarie. Tuttavia, da qualche tempo sono emerse preoccupazioni sulle enormi spese che le grandi aziende tecnologiche stanno sostenendo per l’AI, il che potrebbe innescare, prima o poi, una forte correzione in Borsa. Per questo esistono alcune alternative interessanti per chi vuole cavalcare l’onda dell’intelligenza artificiale, come gli investment trust. In questo articolo:
- Intelligenza artificiale: su quali investment trust puntare
- Rischi e opportunità
Intelligenza artificiale: su quali investment trust puntare
Gli investment trust sono società di investimento che raccolgono capitale dagli investitori emettendo azioni e usano quel capitale per comprare un portafoglio di attività finanziarie quali azioni, obbligazioni, immobili, ecc. La differenza con i fondi comuni di investimento è che sono quotati in Borsa, hanno un numero fisso di azioni e possono usare la leva finanziaria. Oggi diversi investment trust cercano di accedere all’intelligenza artificiale tramite aziende meno famose rispetto alle big del settore.
Will Crighton, analista di investment trust presso Stifel, suggerisce di puntare su Polar Capital Technology e Allianz Technology, due trust che sono negoziati con uno sconto di circa 10 punti percentuali sul mercato. “Entrambi i trust stanno diventando sempre più sottovalutati rispetto ai Magnificent Seven e stanno cercando di trovare i vincitori meno conosciuti”, ha affermato. I veicoli di investimento hanno conosciuto un periodo di sottoperformance perché, a suo dire, gli investitori hanno preferito puntare sulle grandi azioni tecnologiche tramite i fondi passivi.
Elliott Hardy, analista di investment trust presso Investec, raccomanda invece RIT Capital Partners, che ha uno sconto ancora maggiore (24%). L’esperto sottolinea che gli investitori potranno avere accesso, con questo trust, non solo a grandi aziende tecnologiche ma anche a società private come OpenAI. Tra l’altro, entrambe le posizioni sono bilanciate da investimenti non correlati come titoli di Stato.
Un’alternativa proposta da Matt Hose, analista di investment trust presso Jefferies, è Pantheon Infrastructure. Il trust scambia con uno sconto del 15% e investe in data center in Europa. Ancora più interessante è Cordiant Digital Infrastructure, che segue la stessa logica di investimento ma ha uno sconto del 26%.
Rischi e opportunità
Puntare sugli investment trust che investono in titoli alternativi alle Big tech per sfruttare il rally dell’intelligenza artificiale è un rischio o un’opportunità? Il dubbio che assale gli investitori che puntano sui trust a sconto è se questi ultimi si restringeranno mai, dato che da tempo il settore fatica a chiuderli.
Chi invece vede opportunità ritiene che l’AI offra prospettive mai viste prima. “La maggior parte dell’attenzione e del dibattito è sulla spesa, mentre l’attenzione dovrebbe essere rivolta ai miglioramenti delle capacità produttiva che gli strumenti dell’AI generativa stanno offrendo alle aziende”, ha affermato Ben James, investment specialist di Baillie Gifford. “Le aziende ora fanno cose che prima non potevano fare”.
Anche Ben Rogoff, manager di Polar Capital, è ottimista. A suo giudizio, le Big tech inizieranno a perdere il dominio di mercato dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni, offrendo agli investitori l’opportunità di trovare vincitori meno evidenti. “Dove altri vedono una bolla AI, noi crediamo di essere al terzo anno di una costruzione infrastrutturale multiciclo necessaria per supportare quella che consideriamo la prossima tecnologia a uso generale”, ha affermato. “L’AI non è solo un altro tema; è la tecnologia che definisce questo decennio”.








