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Intelligenza artificiale: Microsoft e Meta sotto esame in America ed Europa

Intelligenza artificiale: Microsoft e Meta sotto esame in America ed Europa

Microsoft e Meta Platforms sono sotto esame da parte delle autorità americane ed europee sul fronte dell’intelligenza artificiale. Le due big tech americane sono tra le principali protagoniste nel campo della nuova tecnologia, con investimenti miliardari per accaparrarsi la parte più grande di un mercato in continua evoluzione. Il gigante di Redmond ha investito più di 13 miliardi di dollari nella startup OpenAI, che con il suo chatbot ChatGPT alla fine di novembre 2022 ha dato il via a una competizione settoriale agguerrita. Anche il colosso guidato da Mark Zuckerberg ha speso una gran quantità di denaro nell’intelligenza artificiale per supportare le sue piattaforme social, ma soprattutto ha stilato un piano di spesa per il 2024 che potrebbe arrivare a 40 miliardi di dollari.

 

Intelligenza artificiale: Microsoft al vaglio della FTC

Microsoft è entrata nel mirino della Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti per l’accordo da 650 milioni di dollari stipulato a marzo 2024 con la società di software Inflection AI, con cui ha concesso in licenza il suo software di intelligenza artificiale dopo aver assunto gran parte del personale della startup fondata nel 2022. In sostanza, Microsoft ha sborsato 620 milioni di dollari per concedere in licenza i modelli AI (Artificial Intelligence) di Inflection e circa 30 milioni di dollari per rinunciare a qualsiasi diritto legale relativo all’assunzione di massa.

L’autorità di regolamentazione sta indagando per verificare che l’accordo non sia stato un modo per rilevare la società più piccola senza passare da un’acquisizione che avrebbe posto delle problematiche normative. La notizia si inquadra in un contesto in cui le grandi aziende tecnologiche sono monitorate attentamente dalle autorità USA. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che intensificherà la sua attenzione sulla concorrenza nel settore dell’intelligenza artificiale, dividendo le responsabilità delle indagini con la FTC.

 

Meta Plaforms insidiata anche in Europa

Anche Meta Platforms, come Microsoft, rientra nel novero delle big tech braccate dalle authority a stelle e strisce sul tema dell’intelligenza artificiale. L’azienda di Menlo Park deve però guardarsi le spalle anche in Europa contro gli 11 reclami avanzati dal NOYB (None Of Your Business), un’organizzazione senza scopo di lucro con sede a Vienna che ha come obiettivo quello di sollevare casi giudiziari strategici e iniziative mediatiche a sostegno della protezione dei diritti digitali e della privacy.

Secondo l’ente austriaco, Meta avrebbe utilizzato dati personali per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale senza il consenso delle persone, il che violerebbe le norme sulla privacy dell’Unione europea. Per tale ragione il NOYB ha chiesto all’autorità di vigilanza Ue di agire immediatamente per bloccare questa pratica. Dal 26 giugno entreranno in vigore le modifiche recenti attuate da Meta in merito alla sua politica sulla privacy, attraverso cui l’azienda potrà utilizzare post personali, immagini private e dati di tracciamento online per  addestrare la sua intelligenza artificiale.

“La Corte di Giustizia europea (CGUE) ha già chiarito che Meta non ha alcun interesse legittimo che possa prevalere sul diritto degli utenti alla protezione dei dati quando si tratta di pubblicità” ha detto il fondatore di NOYB, Max Schrems, citando un pronunciamento della Corte del 2021. “Eppure l’azienda sta cercando di usare gli stessi argomenti per l’addestramento di una non meglio definita ‘tecnologia AI’. Sembra che Meta stia ancora una volta ignorando palesemente le sentenze della CGUE”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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