Intelligenza artificiale: rally in Borsa delle azioni chip AI

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Il rally del fine settimana delle azioni americane legate ai chip si è riversato questo lunedì anche sui titoli asiatici del settore. Il Philadelphia Semiconductor Index aveva raggiunto un massimo storico venerdì, spinto dalla straordinaria performance di Intel che, dopo gli ottimi risultati trimestrali pubblicati il mese scorso, ha continuato a correre a Wall Street. Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC), il più grande produttore di semiconduttori della Cina, ha visto le sue azioni balzare del 4,7% alla Borsa di Hong Kong, mentre la coreana Samsung Electronics, leader mondiale dei chip di memoria, ha registrato un’altra seduta brillante, con un rialzo del 6,33% a Seul. A trainare i titoli dei chip è senza dubbio il boom dell’intelligenza artificiale, con una domanda di capacità di calcolo che appare inarrestabile a fronte di un’offerta limitata.

 

In questo articolo:

 

  • DeepSeek otterrà un finanziamento record
  • Intelligenza artificiale: per Huang raggiungerà miliardi di persone

 

DeepSeek otterrà un finanziamento record

La febbre dell’intelligenza artificiale sta spingendo gli investitori verso le aziende del settore. Secondo un rapporto di The Information diffuso nel fine settimana, che cita due fonti a conoscenza della questione, DeepSeek starebbe cercando di raccogliere fino a 50 miliardi di yuan, pari a 7,35 miliardi di dollari, in quello che rappresenterebbe il suo primo round di finanziamento. Se confermato, l’importo potrebbe segnare la più grande raccolta fondi mai effettuata da un’azienda cinese operante nel settore dell’AI. Soprattutto, la startup avrebbe cambiato il modello seguito finora. DeepSeek, infatti, si era distinta nell’industria cinese dell’intelligenza artificiale per aver preferito affidarsi alle proprie risorse per gestire l’azienda, con un budget proveniente dal suo hedge fund quantitativo High-Flyer, piuttosto che appoggiarsi a finanziatori esterni o a un conglomerato tecnologico in vista di una futura quotazione in Borsa.

Tuttavia, l’azienda che aveva fatto tremare le big tech americane quando fece irruzione sul mercato nel gennaio 2025 con il suo modello AI low cost, sta ora perdendo terreno rispetto a concorrenti domestici dotati di grandi risorse, come Alibaba e ByteDance. Inoltre, deve guardarsi dalla concorrenza di startup emergenti come MiniMax e Moonshot AI, che hanno raccolto miliardi di dollari sui mercati pubblici e privati. Secondo le fonti, il denaro raccolto nella prima campagna di finanziamento servirà a potenziare le capacità di calcolo dell’azienda e a migliorare il welfare aziendale. La raccolta potrebbe attribuire alla società guidata da Liang Wenfeng una valutazione di circa 50 miliardi di dollari.

Nel frattempo, il tema dell’AI continua a dominare il mercato. Cresce infatti l’attesa per l’Ipo di questa settimana di Cerebras Systems, produttore americano di chip legati all’intelligenza artificiale che, secondo fonti riportate da Reuters, ha alzato la fascia di prezzo dell’offerta a 150-160 dollari per azione, rispetto ai precedenti 115-125 dollari.

 

Intelligenza artificiale: per Huang raggiungerà miliardi di persone

A conferma del forte interesse intorno all’AI, arrivano anche le dichiarazioni di Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia. In occasione di una cerimonia alla Carnegie Mellon University, dove ha ricevuto un dottorato honoris causa, il manager ha dichiarato che l’intelligenza artificiale raggiungerà miliardi di persone, comprese quelle che finora non hanno avuto accesso alla capacità di calcolo.

Huang ha inoltre rassicurato sul fatto che la tecnologia non sostituirà le persone nel mondo del lavoro, ma rappresenterà piuttosto un’opportunità di crescita per i lavoratori. “Ogni grande rivoluzione tecnologica nella storia ha generato paura e allo stesso tempo opportunità”, ha affermato. “Quando la società si confronta con la tecnologia in modo aperto, responsabile e ottimistico, si espande il potenziale umano molto più di quanto lo si limita”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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