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Intesa Sanpaolo: in arrivo la fusione tra Fideuram e IW Private Investments

Intesa Sanpaolo: in arrivo la fusione tra Fideuram e IW Private Investments

La divisione private banking di Intesa Sanpaolo ha annunciato un’importante operazione societaria: la fusione per incorporazione di IW Private Investments in Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking. L’operazione rientra nel piano del gruppo che mira a razionalizzare la struttura societaria e semplificare la governance. In tale ambito, le reti di consulenti e agenti che fanno parte di Fideuram, San Paolo Invest e IW Private Investments ricadranno sotto un’unica legal entity, quella di Fideuram, pur rimanendo autonome sotto il “profilo organizzativo, della visibilità e del brand”. Il coordinamento unico delle reti sarà in capo a Fabio Cubelli, responsabile dell’area di coordinamento affari e condirettore generale di IW Private Investments.

Il brand IW Private Investments resterà attivo in modo da “garantire continuità nei rapporti con i consulenti finanziari e la clientela” fa sapere la società in una nota. IW Private Investments è l’ex IW Bank – la divisione online dedicata a trading e investimenti di Ubi Banca prima della fusione con Intesa Sanpaolo – e oggi controllata integralmente da Fideuram Intesa San Paolo Private Banking. L’azienda ha registrato al 31 marzo dell’anno in corso masse gestite per 8,2 miliardi di euro, contando su una base di 59 mila clienti e 523 consulenti finanziari.

 

Intesa Sanpaolo: la quotazione di Fideuram la prossima mossa?

L’operazione di aggregazione dovrebbe essere ultimata entro la fine dell’anno, dopo il pronunciamento da parte delle autorità di regolamentazione. Una volta completati i passaggi formali, Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking sarà supportata da una struttura più snella ed efficiente, in grado di fornire un servizio di alta qualità alla clientela. Sul mercato del risparmio gestito, la divisione si asset management della principale banca italiana è uno dei maggiori player grazie alla gestione di attività per 359,8 miliardi di euro, masse per private banker di 54 milioni di euro, una raccolta netta totale di 12,4 miliardi di euro e un utile netto consolidato di 1,4 miliardi di euro (dati alla fine del 2023). Inoltre, Fideuram può contare su una rete di 6.696 private banker in 402 uffici, 263 sportelli bancari e 4.188 dipendenti.

 

 

 

La domanda che ci si pone ora è se la fusione con IW Private Investments possa essere vista come un primo passo per una possibile quotazione in Borsa di Fideuram di cui si è parlato negli anni scorsi. Tempo fa l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina aveva dichiarato che un debutto nei mercati azionari regolamentati di Fideuram avrebbe richiesto la soddisfazione di  alcune condizioni come l’opportunità di un’aggregazione nell’ambito del risparmio gestito e l’individuazione di specifici obiettivi operativi. In occasione della presentazione dei conti annuali riferiti al 2023, il top manager aveva dichiarato proprio di voler mettere al centro della crescita reddituale della banca il risparmio gestito, attraverso la valorizzazione di 100 miliardi di euro che l’istituto ha sotto forma di depositi e raccolta amministrata. L’operazione appena annunciata va in questa direzione.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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