Investimenti: 3 aspetti da considerare nelle azioni con dividendi - Borsa e Finanza

Investimenti: 3 aspetti da considerare nelle azioni con dividendi

Investimenti: 3 aspetti da considerare nelle azioni con dividendi

L’inflazione elevata e le prospettive dell’arrivo di una recessione hanno accelerato la corsa degli investimenti verso le azioni che distribuiscono i dividendi. Quest’anno, infatti, i fondi azionari pagatori di cedole hanno visto nuovi flussi per 43 miliardi di dollari nel primo semestre, in base a una ricerca sviluppata da Hartford Funds. Gli investitori fanno affidamento alla capacità di questa tipologia di asset di garantire un rendimento anche quando le cose non vanno bene dal punto di vista economico, oltre alla sovraperformance storica delle azioni con cedola. Lo stesso studio di Hartford ha rilevato che dal 1973 al 2021 il rendimento totale annuo delle società che pagano dividendi sia stato in media del 9,6%, mentre quello medio dell’indice S&P 500 si è attestato all’8,2%.

 

Investimenti: cosa sapere sulle azioni con dividendi

Investire in società che pagano dividendi viene visto spesso come un modo per affidare il capitale ad aziende solide, che producono cash flow e che sono in grado di premiare gli azionisti. Le cose non stanno sempre così, ma ad ogni modo vi sono tre aspetti di cui bisogna tenere conto.

Il primo riguarda il fatto che i dividendi sono interessanti in tempi economici difficili. Secondo Kashif Ahmed, CFP e Presidente di American Private Wealth, chi paga dividendi di solito è una società grossa e matura, operante in settori che producono beni necessari anche in una recessione. Ad esempio vi sono i cosiddetti “Dividend Aristocrats” che mantengono una crescita costante delle cedole ogni anno, persino quando l’economia sta flettendo. Tali aziende, insieme ad altre molto restie a tagliare i dividendi, garantiscono un flusso di cassa affidabile e costante.

Il secondo aspetto da considerare si riferisce alla valutazione di cosa si stia effettivamente acquistando. Scott Bishop, Direttore esecutivo delle soluzioni patrimoniali presso Avidian Wealth Solutions, osserva che vi sono due componenti nel rendimento da dividendi di una società: il primo fa riferimento al dividendo annuale per azione e il secondo al prezzo attuale delle azioni. Con questo, non bisogna guardare solamente al rendimento da dividendi, perché se è alto potrebbe voler dire che il prezzo delle azioni è sceso per vari motivi. Quindi è importante conoscere e comprendere i dati finanziari della società che si sta acquistando. Se non si ha la volontà, il tempo o la capacità per farlo, Bishop suggerisce di affidarsi a fondi azionari che pagano dividendi, in quanto permettono una diversificazione del rischio.

Il terzo aspetto da tenere presente concerne la questione fiscale. Soprattutto se si fa parte della fascia fiscale più alta nell’ambito degli investimenti, occorre considerare il tipo di conto che si sta utilizzando per mantenere certe attività. Ahmed sottolinea come in via generica è meglio mantenere azioni che pagano dividendi in conti agevolati dal punto di vista fiscale come i fondi 401 (k) o i conti pensionistici individuali, piuttosto che farlo in altri con il rischio di pagare le tasse sulle plusvalenze ogni anno.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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