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Investimenti: con il crollo delle azioni, ecco cosa acquistano gli investitori

Investimenti: con il crollo delle azioni, ecco cosa acquistano gli investitori

Le Borse internazionali sono tornate a scendere, scosse dalla crisi bancaria che rischia di estendersi a livello planetario. Il fallimento delle banche americane Silvergate Bank, Silicon Valley Bank e Signature Bank, nonché la grave situazione in cui versa Credit Suisse ha affondato i mercati, con gli investitori in fuga dalle azioni. Nell’ultima seduta il titolo dell’istituto elvetico è naufragato alla Borsa di Zurigo perdendo quasi un quarto di capitalizzazione e chiudendo al minimo storico di 1,70 franchi.

Il clima già teso si inasprisce, nonostante l’intervento delle autorità regolamentari statunitensi per fornire liquidità al sistema per evitarne il collasso. Tuttavia in questo momento prevale la paura e cresce il numero di coloro che vedono una riproposizione di quanto accadde nel 2008, quando il crack della Lehman Brothers innescò una crisi finanziaria ed economica mondiale di cui ancora oggi se ne pagano gli effetti.

 

Investimenti: cosa sta comprando il mercato

Ma se gli investitori scappano dalle azioni, dove sono diretti gli investimenti? Secondo i dati raccolti da Refinitiv Lipper, i fondi monetari e gli ETF obbligazionari a breve scadenza stanno raccogliendo importanti flussi di denaro. Quest’anno infatti si è registrato il più grande afflusso netto verso i fondi in contanti dal 2008, per una cifra di 96,8 miliardi di dollari. I fondi del Tesoro USA a breve termine hanno realizzato il loro terzo più grande afflusso mensile nel mese di febbraio a 10 miliardi di dollari.

Nello specifico, il più grande bottino è stato realizzato dal fondo Schwab Value Advantage Money, con ingressi per 34 miliardi di dollari fino alla metà del mese di marzo. Mentre tra gli ETF obbligazionari, si è distinto l’iShares Short Treasury Bond con scadenza inferiore a un anno, che ha registrato afflussi netti per 3,3 miliardi di dollari. Viceversa, i fondi comuni e gli ETF azionari hanno conosciuto deflussi per circa 22 miliardi di dollari da inizio 2023.

Gli investitori spesso parcheggiano nei fondi monetari la liquidità ottenuta dalle vendite delle azioni per realizzare le perdite fiscali, osserva Jack Fischer, analista senior di Refinitiv Lipper. Tuttavia, “c’è ancora preoccupazione di una recessione nel 2023. E se ciò dovesse colpire, gli investitori vogliono facilmente l’accesso al capitale”, precisa.

Secondo Jay McLaughlin, responsabile delle vendite istituzionali presso iMoneyNet dell’EPFR, gli investitori utilizzeranno gli ETF obbligazionari a duration ultra-breve come “alternativa ai fondi del mercato monetario e per capitalizzare sull’aumento dei tassi d’interesse”. Jeff Mattonelli, consulente finanziario di Van Leeuwen & Co, sta acquistando direttamente buoni del Tesoro USA per le esigenze di cassa dei suoi clienti, in quanto ritiene che i rendimenti siano più attraenti rispetto agli investimenti nei fondi del mercato monetario, oltre a essere esenti da commissioni e tasse statali.

C’è però chi, come Greg McBride, capo analista finanziario di Bankrate, preferisce i conti di deposito bancario che rendono il 4%-4,5%. La ragione è dettata dal fatto che questi strumenti finanziari sono coperti dall’assicurazione da parte della Federal Deposit Insurance Corporation, mentre i fondi monetari non hanno alcuna protezione, sebbene la possibilità di perdere il capitale sia un’ipotesi molto remota.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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