Investimenti: fondo sovrano australiano vende azioni e aumenta liquidità
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Investimenti: fondo sovrano australiano vende azioni e aumenta liquidità

Investimenti: fondo sovrano australiano vende azioni e aumenta liquidità

Dove allocare i propri investimenti nel 2022? Il calo del mese di gennaio da parte dei mercati azionari ha messo in subbuglio i fondi d’investimento, che stanno riorganizzando il portafoglio in prospettiva di quelle che sono le dinamiche future che interessano l’economia globale. Da quando la Federal Reserve ha dato una svolta hawkish alla sua politica monetaria molte cose sono cambiate. La propensione al rischio è diminuita soprattutto sul fronte tecnologico, con gli investitori più propensi a mettere denaro in settori maturi o comunque che possano trarre giovamento dall’imminente rialzo dei tassi d’interesse.

A tal riguardo sono stati privilegiati i titoli finanziari, perché le banche vedono aumentata la redditività nella loro attività di intermediazione. Ma sono state comprate anche le azioni energetiche, in quanto legate strettamente alla crisi energetica che riguarda il gas naturale e la questione Russia-Ucraina e alle quotazioni del petrolio arrivate alle stelle.

 

Fondo sovrano australiano taglia la quota di azioni

Alcuni grandi investitori istituzionali si sono mossi in anticipo e hanno ridotto l’esposizione azionaria già nel 2021. Tra questi vi è il fondo sovrano australiano che nei 3 mesi che vanno da settembre a dicembre ha abbassato la quota di partecipazione azionaria dal 33% al 31%. La ragione è dettata dalla previsione che la rimozione degli stimoli delle Banche centrali genererà maggiore volatilità sul mercato, in aggiunta al fatto che la crescita inflazionistica rischia di mandare in orbita i rendimenti, che poi diventano difficili da gestire. Per questo il fondo ha preferito aumentare la liquidità, con un’allocazione azionaria che ora è inferiore dell’1,1% rispetto allo scorso anno.

L’Amministratore Delegato Raphael Arndt ha dichiarato che la decisione di togliere alcuni rischi alla fine sarà ben ricompensata e attualmente si sta valutando la possibilità di accedere a investimenti meno liquidi e più basati sulle competenze. A queste affermazioni fanno eco quelle del Presidente Peter Costello, che aggiunge come i mercati si stiano indirizzando verso un ambiente incerto poiché il periodo di stimoli eccezionali degli istituti centrali sta per finire. Di conseguenza, il mercato si trova ad affrontare delle sfide molto dure sul terreno di un’inflazione in costante aumento, di tassi d’interesse che crescono e di attività che risentono di questi effetti. Alla fine del 2021 il fondo sovrano australiano ha comunque ottenuto una performance del 19,1%, con il valore complessivo degli asset in gestione arrivato a 204 miliardi di dollari australiani, pari a 144,2 miliardi di dollari USA.

 

Investimenti: il fondo australiano segue quello norvegese sulle azioni

Quello australiano non è il solo fra i fondi sovrani ad aver preso una posizione di vendita nei confronti delle azioni. Nei giorni scorsi anche il fondo sovrano norvegese ha espresso concetti non troppo positivi sui titoli a rischio in questo periodo. Il suo Amministratore Delegato, Nicolai Tangen, ha affermato che l’inflazione è qui per restare, per effetto del fatto che la domanda si manterrà alta e i problemi sulla catena di approvvigionamento rimarranno tali ancora a lungo.

Il carovita a quel punto colpirà una serie di settori e ciò finirà per ripercuotersi sui rendimenti che faranno scendere le quotazioni delle azioni e delle obbligazioni. Per questa ragione l’attività del fondo si concentrerà maggiormente nell’individuazione di azioni che in questo momento sono sottovalutate sul mercato e hanno ampie potenzialità di crescita, ma verrà riformulata la politica di acquisto indiscriminato di titoli da inserire in portafoglio. Il fondo norvegese ha concluso il 2021 con un ritorno del 14,5%, il quarto anno più forte di sempre.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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