Investimenti in reddito fisso destinati ad aumentare nei prossimi 12 mesi

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Il contesto macroeconomico instabile, segnato da volatilità persistente e incertezze geopolitiche, spinge all’aggiornamento delle allocazioni di portafoglio, con uno spazio crescente per il reddito fisso. È quanto è emerso dal Fixed Income Horizons Survey 2025 di Capital Group, nella sua prima edizione. La ricerca ha coinvolto 300 professionisti dell’investimento nelle regioni Asia-Pacifico, Emea e Nord America.

Matteo Astolfi di Capital Group in un meeting aziendale, ritratto professionale in abito blu
Matteo Astolfi,  Capital Group

Lo studio ha rivelato la tendenza del reddito fisso a tornare al centro delle scelte allocative degli investitori, trainato dalla ricerca di stabilità, rendimento e diversificazione.

“I cali dei mercati possono essere difficili da affrontare, ma anziché cercare di prevedere l’andamento, gli investitori dovrebbero mantenere la rotta. Continuiamo a vedere la domanda di titoli a reddito fisso come una fonte affidabile per la conservazione del capitale, la diversificazione e il reddito” ha dichiarato Matteo Astolfi, responsabile Client Group di Capital Group, sottolineando l’evidenza emersa dall’analisi, secondo cui “nei prossimi 12 mesi saranno più numerosi gli investitori che intendono aumentare piuttosto che diminuire le allocazioni nel reddito fisso”.

 

In questo articolo:

 

  • Cresce la domanda di obbligazioni di qualità e strategie prudenti
  • La spinta verso la diversificazione geografica e settoriale
  • La gestione attiva come leva strategica per il reddito fisso

 

Cresce la domanda di obbligazioni di qualità e strategie prudenti

Il primo dato significativo emerso dallo studio riguarda il forte interesse per le obbligazioni investment grade. Il 76% degli investitori intervistati prevede un aumento dell’esposizione a tutti i comparti del reddito fisso, con una preferenza marcata per il credito societario di qualità. Questa preferenza si accompagna a un approccio cauto nei confronti del rischio di credito: il 72% si dichiara pronto a selezionare con attenzione i titoli obbligazionari, con oltre la metà degli intervistati che intende mantenere l’attuale livello di rischio e solo una minoranza (21%) che pensa di ridurlo.

Secondo Flavio Carpenzano, direttore degli investimenti Fixed income di Capital Group, “data l’incertezza dei mercati, il ribilanciamento dei portafogli obbligazionari e la gestione del rischio stanno diventando una priorità sempre più importante per gli investitori. A nostro avviso, un approccio globale agli investimenti obbligazionari amplia il pool di investimento e migliora la solidità del portafoglio attraverso una diversificazione strategica.

 

La spinta verso la diversificazione geografica e settoriale

Una delle conclusioni centrali del Capital Group Fixed Income Horizons Survey è la volontà degli investitori di ampliare l’orizzonte geografico delle allocazioni. Il 44% degli intervistati prevede un ribilanciamento regionale dei portafogli obbligazionari nei prossimi 12 mesi, percentuale che sale al 51% nell’Asia-Pacifico e al 47% nella regione Emea.

L’interesse è particolarmente marcato per il credito investment grade statunitense ed europeo, ma anche per le opportunità offerte dalle economie emergenti. I rendimenti più elevati e il potenziale di diversificazione rappresentano i principali driver: il 62% degli investitori che guardano ai mercati emergenti lo fa per i rendimenti, il 52% per la diversificazione. Anche il credito privato attira crescente attenzione: il 41% intende aumentare l’esposizione, attratto da ritorni superiori (80%) e da benefici di decorrelazione (63%).

Un dato interessante riguarda inoltre il credito high yield, dove l’interesse per gli Stati Uniti si conferma elevato: tra gli investitori dell’Asia-Pacifico il 50% privilegia il segmento ad alto rendimento Usa, percentuale simile (46%) tra gli investitori dell’Emea, spesso accompagnato da esposizione alla propria area geografica.

 

La gestione attiva come leva strategica per il reddito fisso

Un altro risultato chiave dell’indagine riguarda la crescente fiducia nella gestione attiva del reddito fisso. Il 49% degli investitori dichiara di voler incrementare la quota di strategie attive, mentre solo il 5% intende ridurla. Questa preferenza è particolarmente accentuata nei segmenti più complessi: l’87% ritiene che le strategie attive saranno in grado di generare valore nel credito high yield, l’86% nel debito emergente e l’81% nel credito investment grade.

“Le obbligazioni offrono oggi un potenziale di reddito interessante, dunque gli investitori potrebbero essere in grado di assumersi meno rischi con obbligazioni di alta qualità, pur continuando a soddisfare le proprie aspettative di rendimento. Adottare un approccio globale e diversificato al reddito fisso può aiutare gli investitori a prepararsi meglio ai vari scenari di mercato” ha concluso Matteo Astolfi.

Immagine di Redazione

Redazione

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