Investimenti: italiani prudenti e conservativi, cercano rendimenti stabili

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In un contesto economico complesso e sempre più dominato dall’incertezza, gli italiani confermano la propria vocazione alla prudenza negli investimenti. Lo rivela la nuova edizione dell’Osservatorio Investitori di Cnp Assicura, realizzato in collaborazione con Bva Doxa, che fotografa l’atteggiamento finanziario di 2.400 intervistati. Dalla ricerca emerge con chiarezza un orientamento conservativo, una crescente richiesta di consulenza e un atteggiamento riflessivo, dove sicurezza, rendimento e stabilità sono le direttrici principali nelle scelte di investimento.

“Nell’attuale scenario di incertezza e aspettative più caute rispetto al passato, il settore assicurativo resta un attore chiave per rispondere alle esigenze di investimento degli italiani – ha commentato Paolo Fumo, direttore commerciale di Cnp Assicura –. Il fatto che sicurezza e progettualità restino elementi centrali, con una crescente richiesta di consulenza, è per noi un messaggio importante: occorre costruire relazioni solide e soluzioni semplici, capaci di accompagnare le famiglie anche nei momenti di maggiore complessità”.

 

In questo articolo:

 

  • Sicurezza prima di tutto: le priorità degli italiani negli investimenti
  • Rendimento sotto pressione: meno fiducia nel futuro e strategie difensive
  • Scelte conservative e apertura alla digitalizzazione

 

Sicurezza prima di tutto: le priorità degli italiani negli investimenti

Il dato più significativo emerso dall’osservatorio riguarda la netta prevalenza della sicurezza del capitale (39%) come primo criterio nella selezione degli investimenti, seguita dalla stabilità del rendimento (21%). A fronte di una volatilità crescente dei mercati e di un quadro geopolitico e sociale instabile, gli investitori italiani si muovono con attenzione, privilegiando strumenti noti e affidabili. Solo una piccola percentuale (8%) mostra interesse per l’esenzione dalla tassa di successione, a dimostrazione di una pianificazione patrimoniale ancora poco strutturata, mentre si assiste a un progressivo calo dell’interesse verso gli investimenti ESG (ambientali, sociali e di governance), ormai considerati prioritari solo dall’8% degli intervistati.

La disaffezione verso gli investimenti sostenibili è un segnale importante: solo il 23% degli intervistati possiede un investimento ESG, dato in calo rispetto agli anni precedenti. Il disinteresse si amplifica nella clientela Private, generalmente più sensibile alla performance finanziaria rispetto alle caratteristiche etiche o ambientali degli strumenti sottoscritti. Inoltre, più della metà degli italiani sceglierebbe un investimento ESG solo a parità di rendimento rispetto ad alternative tradizionali, confermando che in questa fase storica rendimento e sicurezza superano l’ideologia nelle decisioni di portafoglio.

 

Rendimento sotto pressione: meno fiducia nel futuro e strategie difensive

Il deterioramento del contesto macroeconomico ha influenzato la fiducia degli investitori. Il 54% si dichiara più preoccupato per l’andamento dei propri investimenti rispetto al 2024 (+6 punti percentuali) e il 44% teme rendimenti inferiori rispetto agli anni precedenti. Le principali fonti di preoccupazione sono la tenuta del sistema sanitario (40%), i cambiamenti climatici e le tensioni geopolitiche. In risposta, gli italiani adottano comportamenti prudenti: in caso di perdite di mercato, il 40% preferisce mantenere l’investimento fino al recupero del capitale, mentre oltre la metà evita modifiche al portafoglio. Solo il 2% opta per il disinvestimento immediato, e cresce la percentuale – soprattutto tra i meno abbienti – di chi non saprebbe cosa fare.

In questo scenario, la funzione della consulenza assume un ruolo centrale: l’82% degli intervistati si affida a banche o consulenti finanziari, e solo il 18% dichiara di prendere decisioni autonome con piena consapevolezza. La ricerca mostra che la pianificazione è spesso reattiva: il 44% investe per creare un fondo d’emergenza, mentre il 56% persegue obiettivi specifici, come salute, assistenza o trasmissione del patrimonio. Quest’ultimo obiettivo, in particolare, è prioritario per i clienti Private, evidenziando l’importanza di una visione di lungo termine supportata da professionisti qualificati.

 

Scelte conservative e apertura alla digitalizzazione

I dati dell’Osservatorio confermano la preferenza per strumenti tradizionali percepiti come sicuri. Le polizze vita di risparmio e previdenza sono oggi la forma di investimento più diffusa: 60% degli italiani ne possiede almeno una, dato che sale al 69% tra i clienti Private. Seguono i fondi di investimento (49% del campione), ma con una presenza più marcata tra i grandi patrimoni: sono detenuti dal 72% degli Upper Affluent e dal 77% dei Private. I titoli di Stato rimangono popolari, presenti nel 44% dei portafogli, mentre gli investimenti in azioni si attestano al 38%. Le criptovalute si confermano un fenomeno marginale (14%), e gli investimenti sostenibili faticano a guadagnare terreno.

A fianco del desiderio di sicurezza, si registra un crescente interesse per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale. Il 60% degli intervistati segue con attenzione le evoluzioni dell’IA, e altrettanti desidererebbero una gestione online più semplice degli investimenti. Il 47% si dichiara disponibile a seguire suggerimenti forniti dall’IA, a patto che resti presente la supervisione umana: il 70% vorrebbe continuare a confrontarsi con un referente, e il 41% si fiderebbe solo se la piattaforma fosse gestita dalla propria banca o compagnia di fiducia.

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Redazione

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