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Investire nell’arte, ecco quanto ha reso nel 2023

Un atelier d'arte

Con dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, video, installazioni e NFT diventati ormai un importante strumento finanziario per diversificare il portafoglio, investire nell’arte quanto ha reso nel 2023? Lo rivelano l’indice Artprice100 e il rapporto The Art Market stilato da Art Basel e UBS. L’Artprice100, lanciato da Artmarket come benchmark per monitorare e quantificare l’incremento di valore del mercato dell’arte concentrandosi sui suoi elementi più stabili, è cresciuto dell’1,55% nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023. The Art Market, invece, segnala un rallentamento nell’ultimo anno in esame.

 

Investire nell’arte quanto ha reso nel 2023?

Stando ai numeri di The Art Market 2024, il rapporto curato da Clare McAndrew di Arts Economics che analizza le vendite e gli andamenti di segmenti diversi come case d’aste, gallerie, fiere e collezionisti, il mercato dell’arte globale ha raggiunto un valore di 65 miliardi di dollari nel 2023, con un calo del 4% rispetto al 2022 che era arrivato a registrare 67,8 miliardi. In un contesto di tassi d’interesse alle stelle, inflazione e instabilità politica, le vendite si sono assottigliate nella fascia alta. Nonostante siano diminuiti rispetto all’anno precedente, i valori sono comunque rimasti al di sopra del livello pre-pandemico del 2019.

Al netto della perdita in valore, il volume delle transazioni è salito del 4% attestandosi a 39,4 milioni di dollari, soprattutto grazie alla vivacità degli scambi nelle fasce più basse di prezzo. Case d’asta e gallerie hanno perso rispettivamente il 7% e il 3% del volume d’affari rispetto al 2022; sono andate in controtendenza le vendite private che sono cresciute del 2% nel 2023. Stati Uniti (42% delle vendite in valore), Cina (19%), Regno Unito (17%) e Francia (7%) sono i territori leader a livello mondiale. Se le vendite fisiche hanno registrato un trend negativo, sono aumentate del 7% quelle online con un totale aggregato di 11,8 miliardi. Sul fronte NFT, il calo delle vendite sulle piattaforme è addirittura del 51% per un totale di 1,2 miliardi nel 2023.

 

Artprice100 per il 2023: cosa segnala l’indice

Ogni anno Artprice simula un portafoglio per valutare la performance di un investimento ponderato sui 100 artisti blue-chip più venduti al mondo sul mercato globale delle aste. Per artisti blue-chip si intende tutti quelli il cui valore di mercato è destinato ad aumentare, indipendentemente dalle condizioni economiche generali. Il rendimento del portafoglio nel 2023 è inferiore alla media annuale del 10% registrata dal 2000, ma le transazioni sono aumentate (in totale 763.000, +5% su oltre un milione di opere messe all’asta) con un record storico nel numero di vendite.

Le opere dei 100 artisti blue-chip presi in esame sono cresciute di valore con un rendimento complessivo dell’1,55%, così come è aumentata la popolarità dei loro autori: un ottimo segnale per gli investitori. Le principali case d’asta – dalle major come Christie’s, Sotheby’s e Phillips alle indipendenti – hanno offerto un numero maggiore di quadri, sculture e disegni, ma Thierry Ehrmann di Artmarket sottolinea che “il potere tende a passare dai venditori agli acquirenti, i quali possono permettersi di essere più esigenti”. “Questo spostamento – spiega Ehrmann – ha l’effetto di rallentare il segmento di fascia alta, riducendo la disponibilità di opere che potrebbero garantire un incasso anche superiore al milione di dollari. Tuttavia, anche in queste circostanze, Artprice ha registrato un leggero aumento dei prezzi delle opere di artisti blue-chip”.

 

I risultati dei 100 artisti nel portafoglio Artprice per il 2023

Al 1° gennaio 2023 l’indice Artprice100 include in portafoglio i 100 artisti blue-chip più venduti al mondo sul mercato globale delle aste e valuta il loro ROI (il ritorno sull’investimento) su tutti i risultati d’asta registrati durante l’anno. Il 31 dicembre Artprice rileva la variazione teorica del valore di ciascuno di loro in base all’evoluzione dei rispettivi indici di prezzo. Il portafoglio è diversificato e si divide in cinque periodi: antichi maestri, arte dell’Ottocento e moderna (il segmento più importante con il 43% dell’investimento iniziale), del dopoguerra e contemporanea.

Il miglior fatturato d’asta nel 2023 per un artista vivente è quello di Gerhard Richter: l’investimento nelle opere del pittore tedesco, partito dal 2,8% del portafoglio Artprice100 il 1° gennaio, è schizzato al +21% nei dodici mesi successivi. È significativo l’exploit dei pittori cinesi e giapponesi, da Zao Wou-Ki e Fu Baoshi a Yoshitomo Nara e Yayoi Kusama, in particolare quest’ultima che continua a crescere grazie a un grosso successo globale. La regina dei pois, considerata la più importante artista giapponese contemporanea, è la donna più richiesta al mondo: nel 2023 sono stati venduti all’asta 812 lotti a suo nome per un totale di 193 milioni di dollari.

A proposito di donne, sono sei le altre presenti nell’Artprice100 insieme alla Kusama: la pittrice Georgia O’Keeffe, madre del modernismo statunitense e una delle più grandi protagoniste dell’arte del Novecento; la scultrice franco-statunitense Louise Bourgeois, una delle artiste contemporanee più influenti del figurativo e dell’astratto; la pittrice statunitense Helen Frankenthaler, figura chiave nella seconda generazione degli astrattisti del dopoguerra e maestra del Color Field Painting; la polacca Tamara de Lempicka, icona dell’Art déco; la statunitense Agnes Martin, pioniera del minimalismo astratto; la scultrice inglese Barbara Hepworth, considerata tra le prime astrattiste del Novecento.

Sono quattro gli italiani presenti nell’Artprice100: Amedeo Modigliani, Lucio Fontana, Alighiero Boetti e Rudolf Stingel. L’investimento migliore tra loro è nelle opere di Modì che rappresentava l’1,1% il 1° gennaio. Ecco l’elenco completo per il 2023 con il peso nel portafoglio iniziale: da sottolineare come i nomi di caratura maggiore – Pablo Picasso, Andy Warhol e Claude Monet – abbiano subìto una contrazione dei prezzi nel corso dell’anno, mentre René Magritte è il nome da segnare in rosso perché in forte crescita sul mercato rispetto al 2,1% di inizio stagione.

 

  1. Pablo Picasso: 8,3%
  2. Andy Warhol: 5,1%
  3. Claude Monet: 5,0%
  4. Jean-Michel Basquiat: 3,9%
  5. Zao Wou-Ki: 3,4%
  6. Gerhard Richter: 2,8%
  7. David Hockney: 2,4%
  8. Yayoi Kusama: 2,1%
  9. René Magritte: 2,1%
  10. Qi Baishi: 2,0%
  11. Willem De Kooning: 1,9%
  12. Vincent Van Gogh: 1,9%
  13. Alberto Giacometti: 1,8%
  14. Wu Guanzhong: 1,8%
  15. Cy Twombly: 1,6%
  16. Fu Baoshi: 1,5%
  17. Yoshitomo Nara: 1,5%
  18. Paul Cézanne: 1,5%
  19. Alexander Calder: 1,4%
  20. Roy Lichtenstein: 1,4%
  21. Marc Chagall: 1,4%
  22. Sanyu: 1,3%
  23. Joan Miró: 1,3%
  24. Banksy: 1,3%
  25. Joan Mitchell: 1,2%
  26. François-Xavier Lalanne: 1,1%
  27. Amedeo Modigliani: 1,1%
  28. Jean Dubuffet: 1,0%
  29. Lucio Fontana: 1,0%
  30. Henri Matisse: 1,0%
  31. Xu Beihong: 0,9%
  32. Pierre-Auguste Renoir: 0,9%
  33. Ed Ruscha: 0,9%
  34. George Condo: 0,9%
  35. Chu Teh-Chun: 0,9%
  36. Edgar Degas: 0,8%
  37. Fernand Léger: 0,8%
  38. Paul Gauguin: 0,8%
  39. Jeff Koons: 0,8%
  40. Pierre Soulages: 0,8%
  41. Cui Ruzhuo: 0,8%
  42. Christopher Wool: 0,7%
  43. Kaws: 0,7%
  44. Vasily Kandinsky: 0,7%
  45. Pan Tianshou: 0,7%
  46. Morton Wayne Thiebaud: 0,7%
  47. Lin Fengmian: 0,6%
  48. Jasper Johns: 0,6%
  49. Richard Diebenkorn: 0,6%
  50. Paul Signac: 0,6%
  51. Georgia O’Keeffe: 0,6%
  52. Keith Haring: 0,6%
  53. Peter Doig: 0,6%
  54. Frank Stella: 0,6%
  55. Henry Moore: 0,5%
  56. Camille Pissarro: 0,5%
  57. Damien Hirst: 0,5%
  58. Georg Baselitz: 0,5%
  59. Yves Klein: 0,5%
  60. Robert Rauschenberg: 0,5%
  61. Chunya Zhou: 0,5%
  62. Liu Ye: 0,5%
  63. Philip Guston: 0,5%
  64. Adrian Ghenie: 0,5%
  65. Louise Bourgeois: 0,4%
  66. Richard Prince: 0,4%
  67. Fanzhi Zeng: 0,4%
  68. Fernando Botero: 0,4%
  69. Brice Marden: 0,4%
  70. Helen Frankenthaler: 0,4%
  71. Tsuguharu Foujita: 0,4%
  72. Pu Ru: 0,4%
  73. Gustav Klimt: 0,4%
  74. Auguste Rodin: 0,4%
  75. Sigmar Polke: 0,4%
  76. Salvador Dalí: 0,4%
  77. Lee Ufan: 0,4%
  78. Bernard Buffet: 0,4%
  79. Sam Francis: 0,4%
  80. Takashi Murakami: 0,3%
  81. Ernst Ludwig Kirchner: 0,3%
  82. Nicolas De Staël: 0,3%
  83. Tamara de Lempicka: 0,3%
  84. Kim Whanki: 0,3%
  85. Agnes Martin: 0,3%
  86. Alighiero Boetti: 0,3%
  87. Kazuo Shiraga: 0,3%
  88. Francis Picabia: 0,3%
  89. Pierre Bonnard: 0,3%
  90. Egon Schiele: 0,3%
  91. Donald Judd: 0,3%
  92. Xiaogang Zhang: 0,3%
  93. Edvard Munch: 0,3%
  94. Rudolf Stingel: 0,3%
  95. Dong Qichang: 0,3%
  96. Max Ernst: 0,3%
  97. Balthus: 0,3%
  98. Albert Oehlen: 0,3%
  99. Barbara Hepworth: 0,3%
  100. Ellsworth Kelly: 0,3%

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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