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Investire in infrastrutture? Ecco come fare con gli ETF

Investire in infrastrutture? Ecco come fare con gli ETF

Le infrastrutture rappresentano un tema sempre più importante per stati alla ricerca di nuovi driver di crescita economica. Vediamo come si investe con ETF

 

Investire infrastrutture? Tra gli ETF tematici a disposizione dei risparmiatori, quelli sulle infrastrutture rappresentano una via per intercettare la crescita di un settore che è stato centrale all’ultimo G20 a guida italiana proprio per il potere che hanno gli investimenti in infrastrutture nello stimolare velocemente un’economia colpita dalla pandemia. Per comprendere quanta importanza i governi danno agli investimenti infrastrutturali basta andare su questa pagina istituzionale del Global Infrastructure Hub dove vengono elencati gap e previsioni future sul tema infrastrutture globali.

 

Infrastrutture: le previsioni da qui al 20240

Scopriamo ad esempio che nel 2021 il gap tra investimenti infrastrutturali necessari ed effettivi è di 0.4 trilioni di dollari, un gap destinato a raddoppiare entro il 2040 se non ci saranno interventi strutturali più decisi nel prossimo ventennio. In pratica nelle due prossime decadi serviranno investimenti per oltre 15 trilioni di dollari per riuscire a stare al passo con la crescita. Denaro che le imprese attive in questo settore direttamente o indirettamente potranno utilizzare per accrescere gli utili aziendali e assumere nuovo personale.

Le previsioni vedono energia e opere di trasporto stradale i settori che dovrebbero prendersi da qui al 2040 la fetta più consistente degli investimenti, seguiti dal settore del trasporto ferroviario e delle telecomunicazioni. Negli Stati Uniti il piano basato proprio sugli investimenti in infrastrutture proposto dal presidente americano Joe Biden, seppur ridimensionato, ha trovato poche settimane fa la sua approvazione al Congresso da 1,2 miliardi. Nel piano europeo Next Generation EU sono diverse le voci di spesa dedicate a questo tema.

 

Investire in infrastrutture: le caratteristiche dei 3 ETF quotati a Milano

Investire in infrastrutture permette quindi di prendere posizione su un mondo che il Covid ha messo in fermento. Gli investitori possono assecondare questa tendenza utilizzando strumenti liquidi e quotati in Italia. A Milano sono tre gli ETF attualmente presenti. Il più capitalizzato è l’iShares Global Infrastructure (ISIN IE00B1FZS467), un ETF da oltre 1,2 miliardi di euro di masse. Il secondo è l’ETF Xtrackers S&P Global Infrastructure a replica sintetica (ISIN LU0322253229). Il terzo è offerto da BNP in versione ESG (BNP Paribas Easy ECPI Global ESG Infrastructure Equity (ISIN LU1291109293).

Tutti strumenti già presenti sul mercato da oltre 5 anni e che proprio nell’ultimo lustro hanno mostrato performance e volatilità molto differenti. Il più performante è risultato al 30 novembre 2021 l’ETF di iShares con un +47% che distacca di oltre 20 punti l’ETF di Xtrackers. Quest’ultimo però è il meno volatile con un 13% annuo decisamente più basso del 16% di BNP e del 20% di iShares. L’ETF iShares ha un’ampia esposizione e diversificazione (oltre 240 i titoli in portafoglio) al mercato americano con 62% di USA affiancati al 12% di Canada. Utility che rappresentano il 50% del portafoglio seguite dal settore industriale al 24%. Buona la tracking difference degli ultimi 5 anni pari a meno 21 punti base all’anno (il costo del fondo è di 0,65%).

L’ETF di Xtrackers ha invece dei limiti più stringenti in quanto a numerosità ed esposizione settoriale. Composto da 75 titoli infrastrutturali di mercati globali sviluppati o emergenti, la ripartizione è fatta tra 30 società del settore dei servizi di pubblica utilità, 30 società di trasporto e 15 società del settore energetico. Stati Uniti e Canada fanno qui rispettivamente il 37% e il 12% seguiti da Australia (10%), Spagna e Italia (7%). Le utility pesano per il 40% seguite da industriali al 37% e energia al 22%. Sulla tracking difference (disponiamo del dato degli ultimi 3 anni) abbiamo numeri compresi tra -0,5% e -0,2%. Il costo del prodotto è di 0,6%.

Chiudiamo con l’ETF di BNP. L’indice replicato è il ECPI Global ESG Infrastructure Equity che investe nelle 100 società del settore delle infrastrutture di tutto il mondo. I Criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) sono presi in considerazione nel processo di selezione. Stati Uniti che pesano al 40% seguiti da Francia e Spagna al 9%. A livello settoriale utilities al 40% e industriali al 25% fanno l’ossatura del prodotto. Anche qui c’è un deficit gestionale evidenziato da una tracking difference negativa oscillante tra i 30 e i 50 punti base. L’ETF è il più conveniente del lotto con un costo di 0,3%.

Il tema delle infrastrutture sarà centrale nel delineare i contorni della crescita economica dei prossimi anni. Una crescita che dovrà essere sostenibile con l’appoggio di una spesa pubblica senza precedenti per rispondere alle sfide della pandemia. I tre ETF che abbiamo presentato oggi permettono all’investitore di scommettere su questo settore con una discreta diversificazione e liquidità.

 

 

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