Con il giallo ormai ai suoi massimi storici, una delle alternative più pratiche e sicure all’acquisto di lingotti fisici è investire in monete d’oro da collezione. Utilizzabili sia dal piccolo risparmiatore che dal medio investitore, le monete d’oro provenienti da tutti i paesi del mondo, sia del passato che del presente, rappresentano un investimento affidabile. Questi prodotti, infatti, sono riconoscibili ovunque, quindi facilmente e rapidamente liquidabili in base alla quotazione di mercato dell’oro del momento.
Le monete d’oro da collezione, a differenza di quelle puramente da investimento, hanno un valore intrinseco legato alla loro rarità. La quantità d’oro fino presente in queste monete è variabile: questo aspetto permette di scegliere in partenza per fascia di prezzo su quale tipo di investimento orientarsi. Nel settore dell’oro da investimento, la normativa in Italia considera le monete come un bene da investimento a partire da un titolo di purezza pari o superiore a 900 millesimi. In aggiunta, bisogna considerare un punto fondamentale: le monete sono in media di piccolo taglio e ciò le rende comodamente maneggiabili, trasportabili e frazionabili. Tuffarsi in questo mondo è però spesso una giungla: ecco una guida da cui cominciare.
In questo articolo:
- Perché investire nelle monete d’oro da collezione
- La differenza tra monete d’oro da collezione e da investimento
- Cosa determina il loro valore sul mercato
Perché investire nelle monete d’oro da collezione
Innanzitutto perché sono un investimento a basso rischio e alto rendimento e introducono ad un mercato il cui accesso è spesso difficile e limitato. In secondo luogo, perché sono oggetti di grande fascino e bellezza che hanno un loro interesse peculiare e una platea ampia di interessati. Le monete d’oro sono un bene di rifugio per eccellenza che mantengono inalterato il loro valore nel tempo e non conoscono l’inflazione che erode il potere d’acquisto anche nei periodi di crisi e grande incertezza economica.
Non meno importante è la coniazione delle Zecche ufficiali, il che significa che le monete hanno avuto (o tuttora hanno) corso legale, sono garantite dalla nazione di appartenenza e conservano il loro valore indipendentemente dagli eventi avversi. È importante ricordare che il valore di ogni moneta d’oro è dato dal suo valore di mercato (la quotazione dell’oro) moltiplicato per il numero di grammi contenuti nella moneta, con l’aggiunta dello spread, il costo applicato dai venditori autorizzati.
Questi beni da investimento possono essere commercializzati esclusivamente dagli operatori professionali in oro che sono iscritti alla Banca d’Italia. L’istituto di via Nazionale pubblica l’elenco completo e aggiornato degli operatori sul suo sito ufficiale. Le monete da investimento, anche quelle destinate a successiva lavorazione, sono pure incluse in un elenco definito dalla Commissione europea e per questo oro c’è l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
La differenza tra monete d’oro da collezione e da investimento
Le monete d’oro da investimento sono quelle con titolo in metallo prezioso pari o superiore a 900 millesimi: vuol dire che hanno un rapporto di almeno 900 parti d’oro e 100 parti di altri metalli. La legge italiana aggiunge altre due condizioni necessarie per considerare una moneta d’oro da investimento: una data di coniazione successiva al 1800 e un prezzo che non superi dell’80% il valore di mercato dell’oro puro in esse contenuto. Chi sceglie questa forma d’investimento prende quindi in considerazione esclusivamente il valore dell’asset oro.
Le monete che rientrano in queste categorie sono esenti dall’Iva al momento del loro acquisto ai sensi della legge n. 7 del 17 gennaio 2000, la norma che ha introdotto una nuova disciplina per il mercato dell’oro da investimento. Il regime speciale stabilisce l’esenzione per le cessioni, che siano di lingotti, placchette o appunto monete. Non bisogna mai dimenticare che le monete d’oro con un titolo di purezza inferiore a 900 millesimi non rientrano nelle legge n. 7 del 17 gennaio 2000 e quindi cadono nel regime dell’Iva al 22%.
Il discorso è diverso per le monete d’oro da collezione: c’è una differenza importante con quelle puramente da investimento. Le monete numismatiche hanno un valore che dipende soprattutto dalla rarità, dalla condizione e dalla tiratura, oltre che dall’appartenenza a una determinata epoca storica, da una specifica provenienza geografica, dalle rifiniture e dal contenuto reale d’oro. Le monete da investimento hanno invece soltanto le tre caratteristiche previste dalla legge: la classica purezza di almeno 900 millesimi, la data di coniazione successiva al 1800 e il prezzo non superiore all’80% del valore dell’oro in esse contenuto.
A differenza di quelle da investimento, le monete d’oro numismatiche non sono incluse in alcun elenco: il loro valore deriva dallo stato di conservazione e dalle quotazioni dei collezionisti. Inoltre, si possono acquistare nei mercati specializzati con vendita diretta o in asta pubblica. Naturalmente è inevitabile che i due aspetti spesso e volentieri si sovrappongano: chi vuole cominciare a puntare sull’oro passando per le monete da investimento sceglie spesso le monete diffuse nel campo del collezionismo perché sono certificate e facilmente accessibili, anche se hanno prezzi più alti.
Cosa determina il loro valore sul mercato
La quotazione delle monete d’oro è strettamente legata al valore di Borsa dell’oro puro: è da questa base che si calcola il prezzo. Il valore dipende quindi dalla quantità d’oro presente nelle monete (il famoso titolo) e quindi dall’andamento della quotazione del metallo prezioso sui mercati finanziari. Oltre alla valenza storica e artistica, sul prezzo finale delle monete numismatiche incidono la rarità (più una moneta è rara e più il suo valore aumenta) e il grado di conservazione.
Ciò determina che le monete d’oro più adatte all’investimento sono quelle con un’ampia tiratura, sulle quali ci sono spread bassi. Non a caso le monete da investimento più diffuse al mondo sono le sterline d’oro. Per sapere quali monete aggiungere al proprio portafoglio, è bene consultare le quotazioni online, rivolgersi ai venditori professionali e chiedere consiglio agli esperti del settore. Gli investitori alle prime armi devono fare assolutamente attenzione ai falsi e ai marketplace online, dove spesso e volentieri i prezzi sono gonfiati e non sussistono le dovute garanzie. Chi è alle prime armi può cominciare con le monete d’oro più diffuse come la sterlina britannica, i dollari statunitensi, il marengo e il Krugerrand sudafricano.









