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Investire in oro fisico: tre alternative per farlo

Lingotti d'oro

L’oro è ancora il bene rifugio per eccellenza. Le criptovalute hanno provato a portargli via questa corona ma alla fine si sono rivelate troppo instabili per poter fregiarsi del titolo di porto sicuro. E così investire in oro rimane sempre il primo pensiero a cui si ricorre nei momenti di incertezza. Investire in oro, tuttavia, non è semplice per il risparmiatore, come sottolinea David Campomaggiore, amministratore delegato di OroEtic e autore del libro “La verità sull’oro”: “L’investimento in oro richiede del tempo e se dovesse sopraggiungere una spesa imprevista verrebbe a crearsi un grande problema per l’investitore”. Oggi esistono diversi modi per approcciarsi all’oro. Tra questi:

 

  • Acquistare e detenere lingotti o monete;
  • Acquistare lingotti o monete e lasciarli depositati presso l’intermediario;
  • Acquistare oro non allocato.

 

L’oro piace ai Millennials

Una ricerca condotta lo scorso anno dal Word Gold Council conferma la concezione che dell’oro hanno i risparmiatori. Il 40% degli italiani interpellati nello studio ha dichiarato di considerarlo un bene per la protezione del patrimonio mentre per il 30% rappresenta anche un buon investimento nel lungo periodo. I primi tendono a preferire l’oro fisico, in monete o lingotti, i secondi possono affidarsi a strumenti di investimento sull’oro come, per esempio, gli ETC. Campomaggiore conferma questa tendenza a investire in oro: “Riceviamo spesso domande su quale sia l’investimento migliore, ma mi trovo a dover consigliare clienti o amici a non investire. Molte persone tendono a voler collocare tutti i loro risparmi in oro e questo è sempre un errore, soprattutto se non si ha altra liquidità sul conto corrente”.

Sono soprattutto i Millennials a essere interessati all’oro. È di nuovo lo studio del WGC a fornire i dati. La fascia di età tra i 25 e i 40 anni ha maggiore propensione a investire nel metallo prezioso tanto che oltre la metà del campione lo detiene in portafoglio contro il 20% della fascia tra 55 e 65 anni. Tutti mettono in evidenza, senza distinzione di età, quali siano i dubbi e le incertezze che si affrontano quando si decide di investire in oro. La difficoltà nel custodirlo rappresenta l’ostacolo principale, citato dal 30% degli interpellati, i quali ritengono (25%) che i costi per la custodia presso intermediari specializzati siano proibitivi. Anche la fiducia nell’intermediario rappresenta un freno per il 22% del campione.

 

Investire in oro, ecco tre soluzioni

Per David Campomaggiore di OroEtic ogni acquisto in oro deve essere ponderato ed effettuato solamente dopo un’attenta analisi del fornitore: “Dobbiamo cercare un venditore affidabile e per fare questo dobbiamo assicurarci che il negozio o il venditore abbia una storicità, abbia una società sana con un bilancio in attivo”. Oltre a ciò è necessario verificare online se l’attività commerciale abbia delle recensioni positive di altri acquirenti e che il fornitore sia iscritto all’OAM, l’Organismo degli Agenti e Mediatori, “un registro al quale ci si può iscrivere solo se si hanno tutti i documenti in regola per poter operare”.

Una volta selezionato con cura l’operatore e decisa la quantità di risparmio da dedicare all’acquisto di oro fisico si può scegliere la strada preferita. Acquistare e detenere i lingotti è la scelta più immediata. “Deve essere oro 900 millesimi – spiega Campomaggiore – che dovrà essere custodito un una cassaforte o in cassette di sicurezza presso la banca. Il costo va dagli 80 ai 120 euro all’anno circa”.

In alternativa è lasciare l’oro fisico in custodia alla società presso cui lo si è acquistato. In questo caso verrà conservato in un caveau e verrà rilasciato un documento attestante la proprietà del metallo. “Dobbiamo fidarci della società a cui ci siamo affidati per l’acquisto – commenta Campomaggiore – che dovrà essere molto solida per non andare incontro a eventuali fallimenti. Inoltre bisogna stare attenti, facendo le verifiche del caso, che non si tratti di società truffa”.
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Infine gli investitori potrebbero acquistare “oro non allocato”. È una possibilità ancora più complessa come spiega Campomaggiore: “Ci viene rilasciata una ricevuta che attesta il credito nei confronti della società o della banca che ci ha venduto l’oro ma non siamo proprietari di una specifica quantità di metallo prezioso. Spesso le banche effettuano operazioni di questo tipo in maniera da essere libere di poter liquidare il proprio oro in caso di necessità urgenti come richiesto dalla legge”

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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