Investire nel Metaverso: tutto ciò che non avete mai osato chiedere - Borsa e Finanza

Investire nel Metaverso: tutto ciò che non avete mai osato chiedere

Investire nel Metaverso: tutto quello che non avete mai osato chiedere

Dopo che Facebook ha cambiato nome in Meta, il termine Metaverso è sulla bocca di tutti. Davvero la società e l’economia verranno rivoluzionate da quello che viene anche chiamato web 3.0? Siamo sicuri che questa tecnologia prenderà piede? Dove nasce, perché è stato inventato e come si diffonderà? Meglio la realtà virtuale o quella aumentata? Quali sono i contro, ma anche vincitori e vinti di questa nuova tecnologia? A queste domande ha risposto Ivan Mazzoleni, CEO di Flowe, il conto 100% digitale di Banca Mediolanum

È impossibile prevedere il futuro ma i dati ci permettono di fare previsioni sugli sviluppi di questo settore. Da un’analisi dell’esperto di innovazione digitale Vincenzo Cosenza è emerso come siano già più di 350 milioni gli utilizzatori del Metaverso, distribuiti nei diversi mondi virtuali già oggi disponibili, dei quali i preferiti dagli utenti sono Fortnite e Roblox. La società di ricerca e consulenza tecnologica Gartner stima inoltre che, entro il 2026, il 30% delle organizzazioni mondiali offrirà prodotti e servizi nel Metaverso e il 25% della popolazione mondiale avrà trascorso almeno un’ora al giorno nel mondo virtuale per lavoro, shopping, istruzione, scopi sociali e di intrattenimento. Dunque, probabilisticamente parlando, i presupposti affinché il Metaverso possa affermarsi nella vita quotidiana sono buoni, motivo per cui i grandi colossi tech americani stanno investendo miliardi di dollari per esplorare le opportunità del web 3.0.

 

Metaverso: back to the origins

Ma torniamo alle origini. Da dove nasce il Metaverso? A coniare il termine Metaverso fu Neal Stephenson nel libro appartenente alla cultura cyberpunk “Snow Crash” (1992), in cui descriveva avatar realistici che si incontravano in edifici 3D e altri ambienti di realtà virtuale. Per trovare una delle prime versioni del Metaverso dobbiamo tornare al 2003, anno di nascita di Second Life, mondo virtuale lanciato dalla società statunitense Linden Lab. I tempi però erano ancora prematuri in termini di potenza di banda per la navigazione online e di tecnologie hardware disponibili all’epoca, che rendevano difficoltoso usare la piattaforma.

Oggi, oltre al famoso social network fondato da Mark Zuckerberg, a puntare sul Metaverso e le tecnologie correlate sono presenti numerosi player del calibro di Microsoft, Apple, Alibaba e Alphabet. Le divisioni di ricerca e sviluppo di questi colossi sono impegnate nell’implementazione di tecnologie di realtà aumentata, per migliorare e rendere più immersiva l’esperienza dell’utente, ad esempio nell’apprendimento di concetti, nello shopping online, nella visita di un museo.

È proprio Mazzoleni a raccontare di aver letteralmente visto nascere, nella sua precedente esperienza lavorativa in Microsoft, le Hololens, il primo computer olografico completamente indipendente che consente di interagire con contenuti digitali e ologrammi visualizzati nel mondo che circonda chi li indossa.

 

 

Realtà aumentata vs realtà virtuale

A parere di Mazzoleni, non ci sarà un vincitore netto tra realtà virtuale e realtà aumentata, ma le due tecnologie convivranno, compensandosi a vicenda. Per alcune esperienze sarà più appagante vivere in un mondo parallelo alla realtà, ad esempio nell’intrattenimento e nel gioco. Basti pensare al settore dei viaggi. La realtà virtuale in questo caso permetterà di “visitare” una città per scegliere la meta o in attesa di recarsi sul posto. O al settore della moda, come dimostrato dalla maison di lusso Gucci che, nel 2021, ha venduto una borsa virtuale per più di 4.000 dollari nel Metaverso The Sandbox. Per altre esperienze invece, ad esempio lo smart working e la formazione, sarà più utile avere a disposizione contenuti e informazioni extra tramite la realtà aumentata.

 

Il lato oscuro del Metaverso

Il Metaverso, per quanto affascinante, non ha solo lati positivi. Un utilizzo eccessivo potrebbe portare gli utenti a disturbi di ansia e depersonalizzazione, in cui viene meno la connessione prima tra mente e corpo e poi tra corpo e ambiente. Tuttavia, secondo il CEO di Flowe, il progresso tecnologico, i vantaggi e le opportunità offerti dal “nuovo mondo” superano di gran lunga i problemi e le minacce. Una buona notizia per chi desidera investire nel comparto.

 

Metaverso: dove investire?

Se negli scorsi decenni le nuove tecnologie si diffondevano prima negli ambienti aziendali e poi tra la gente, oggi si può ragionevolmente affermare che la tecnologia è diventata “popolare”. Il terreno viene infatti sondato direttamente dai consumatori finali che, entusiasti, ne sviluppano le potenzialità, attraendo masse e, di conseguenza, i brand. Il Metaverso si inserisce perfettamente in questa logica.

Dunque, dove puntare se si desidera cogliere questa moderna opportunità di investimento? Secondo Mazzoleni, l’istruzione, la moda e i settori legati all’intrattenimento registreranno una crescita esponenziale conquistando il Metaverso. Al contrario, il settore dei viaggi di lavoro (e tutto il suo indotto) potrà essere impattato negativamente. Se una riunione verrà fatta nel Metaverso, sempre meno persone si sposteranno in aereo e sempre meno persone utilizzeranno le camere degli hotel. Un altro settore che potrebbe diventare obsoleto è quello dei produttori di schermi e personal computer, devices che, qualora il Metaverso dovesse prendere piede, verranno integrati nei visori.

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