Il quantum computing è uno di quei temi che fanno subito pensare a laboratori futuristici e scienziati in camice bianco. In realtà, dietro a questo nome un po’ intimidatorio c’è un’idea sorprendentemente semplice: usare le strane regole del mondo quantistico per creare computer capaci di cose che oggi sembrano impossibili.
In questo articolo:
- Quantum Computing: cos’è e perché sarà una nuova rivoluzione
- Quantum Computing: quali sono le società che stanno operando in questo campo
- Ecco un certificato di Vontobel su cui puntare
Quantum Computing: cos’è e perché sarà una rivoluzione
Il quantum computing è un’elaborazione di calcolo che utilizza le leggi della meccanica quantistica. A differenza dei computer tradizionali, che usano bit, i computer quantistici usano i qubit. Cosa significa? I bit possono avere valore “0” o “1”, come un interruttore acceso o spento; i qubit, invece, possono essere entrambe le cose nello stesso momento. Inoltre, i qubit possono essere collegati tra loro attraverso l’entanglement. Grazie a queste caratteristiche permettono di effettuare calcoli in modo estremamente veloce ed efficiente. Si tratta di un concetto che va contro l’intuizione, ma nasce proprio da qui la potenza dei qubit. È come avere una squadra in grado di fare più lavori contemporaneamente invece di uno solo.
Per anni il quantum computing è rimasto quasi una leggenda, un’idea affascinante ma troppo difficile da realizzare. I qubit, infatti, hanno l’inconveniente che basta un minimo disturbo per farli “collassare”, motivo per cui servono macchine enormi, temperature vicinissime allo zero assoluto e un’infinità di accorgimenti tecnici. Eppure, nonostante tutte queste difficoltà, negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Le aziende più grandi del mondo, insieme ai centri di ricerca, stanno costruendo prototipi sempre migliori. Si parla di nuove tecniche per correggere gli errori, di architetture ibride, di materiali più stabili. In pratica, un sogno un po’ nebuloso che sta diventando tangibile.
Il quantum computing non vuole sostituire i computer usati ogni giorno, ma vuole fare ciò che essi non possono: simulare molecole complesse per creare nuovi farmaci, ottimizzare sistemi enormi come le reti di trasporto, migliorare materiali e accelerare scoperte scientifiche. Al momento si è ancora lontani dal momento in cui il computer quantistico sarà di utilizzo comune, ma la direzione è ben definita. Si tratta di una tecnologia in grado di rivoluzionare il modo di affrontare le grandi sfide dell’umanità. Non una semplice invenzione ma una grande prospettiva.
Quantum Computing: quali sono le società che operano in questo campo
Quando si parla di quantum computing non si fa riferimento solo a qualche laboratorio sperimentale. Attualmente ci sono aziende enormi e startup molto ambiziose che stanno puntando sul futuro quantistico.
Ibm è uno dei nomi più attivi. Ha una divisione, “Ibm Quantum”, che sviluppa processori quantistici (basati su qubit superconduttivi) e offre accesso via cloud attraverso la sua piattaforma. Recentemente ha annunciato progressi significativi: un nuovo processore chiamato Nighthawk, con oltre 120 qubit ed elevata connettività. Secondo Ibm, questo chip aiuterà a esplorare problemi più complessi già nel breve termine.
Google Quantum AI è la divisione di Google dedicata al calcolo quantistico. Il suo team lavora su chip avanzati (come il prototipo “Willow”) e su algoritmi che gestiscono l’errore quantistico in modo più intelligente. Google ha inoltre strumenti software open-source, come Cirq, per programmare circuiti quantistici, rendendo la tecnologia più accessibile agli sviluppatori.
Una realtà più “nativa” è D-Wave Quantum, una delle prime aziende commerciali di quantum computing (nata nel 1999). A differenza di chi punta su un modello “universale”, D-Wave si concentra sull’architettura del quantum annealing, utile soprattutto per affrontare i problemi di ottimizzazione (logistica, scheduling, finanza, ecc.). Ha anche una piattaforma cloud, Leap, e un toolkit proprietario, Ocean.
Un’altra società rilevante è Quantinuum, nata dalla fusione tra Cambridge Quantum e Honeywell Quantum Solutions. L’azienda non solo costruisce hardware quantistico (in particolare sistemi basati su ioni intrappolati), ma sviluppa anche software per applicazioni reali come crittografia quantistica, chimica quantistica e machine learning.
Tra le startup spiccano Rigetti Computing (piattaforme quantistiche “full-stack” con qubit superconduttivi) e IonQ, che usa qubit intrappolati (trapped-ion), un approccio molto promettente per la stabilità che permette. C’è anche 1QBit, azienda canadese che si concentra sul software quantistico, sviluppando algoritmi su misura per finanza, materiali e scienze della vita. Infine, emergono nuovi attori come QuEra Computing, startup che usa atomi neutri per creare qubit molto scalabili. È uno degli approcci più promettenti per costruire computer quantistici grandi e affidabili.
Il panorama delle società del quantum computing è quindi vario e dinamico: ci sono giganti consolidati che investono in ricerca, aziende specializzate che offrono soluzioni orientate al business e startup coraggiose che sperimentano tecnologie alternative. Tutti insieme stanno scrivendo una parte importante del futuro della tecnologia.
Investire nel Quantum Computing con un certificato di investimento
Investire nel mondo quantum computing è possibile utilizzando i certificati di investimento, prodotti strutturati per offrire un certo grado di protezione dalle oscillazioni dei mercati azionari. In un contesto di frontiera come quello dell’informatica quantistica, infatti, avere una tolleranza a eventuali ribassi dei sottostanti permette di partire con un piccolo vantaggio. Il certificato Multi Cash Collect con Barriera (Isin DE000VH8GQ85) di Vontobel, investe in particolare su tre delle società viste nel paragrafo precedente:
- D-Wave Quantum
- IonQ
- Rigetti Computing
D-Wave Quantum, quotata al Nyse, negli ultimi 12 mesi ha registrato una performance dell’1.340%. Da quando la società è diventata pubblica, nel dicembre 2020, il titolo è salito del 130,34%, raggiungendo 23,61 dollari, per una capitalizzazione di 8,27 miliardi di dollari.
IonQ ha guadagnato il 61,91% nell’ultimo anno al Nyse, portando al 324,08% il rendimento totale dalla sua entrata in Borsa (gennaio 2021). La capitalizzazione attuale è di 16,71 miliardi di dollari.
Rigetti Computing, quotata al Nasdaq, ha debuttato nell’aprile 2021 e da allora ha conseguito una performance del 157,37% a 25,48 dollari. Negli ultimi 12 mesi l’azienda è cresciuta del 1.707%, raggiungendo un market cap di 8,41 miliardi di dollari.
Le performance di Borsa delle società sono aggiornate alla chiusura settimanale di venerdì 14 novembre 2025.









