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Investire nell’healthcare? Ecco come fare con gli ETF

Investire nell'healthcare? Ecco come fare con gli ETF

Investire nell’healthcare? Ecco alcune soluzioni a disposizione degli investitori italiani che permettono di prendere posizione con un ETF tematico su un settore healthcare indubbiamente favorito dalla pandemia ma che già in precedenza aveva mostrato diversi motivi di crescita

 

Investire nell’healthcare? Immaginare di prendere posizione su questo settore quando la pandemia da Covid sembra avviarsi ai titoli di coda potrebbe sembrare sbagliato. Eppure se si va a vedere, anche nel lungo periodo non sono mancate le soddisfazioni per quei risparmiatori che avevano puntato su questo settore negli anni scorsi. Nell’ultima decade l’healthcare ha fatto meglio in termini di performance di Borsa rispetto all’azionario inteso nella sua generalità. Non stupisce questo risultato.

La tecnologia ha impattato in maniera positiva più che in ogni altro settore proprio nel mondo della medicina e della cura della persona. Algoritmi, motori di calcolo, cloud sempre più efficienti e veloci hanno creato le premesse per investimenti importanti da parte dei big del settore, sia nel settore della produzione che della ricerca e sviluppo. Le sperimentazioni e gli screening risultano numericamente sempre più alte e dettagliate con risultati impensabili solamente qualche anno fa. Il vaccino anti Covid scoperto a tempi di record insegna.

Il settore healthcare comprende le società farmaceutiche che producono, trasformano e vendono beni e servizi collegati alla cura della persona. Un comparto che conta per il 10% del Pil dell’economia dei paesi sviluppati. Negli Stati Uniti l’importanza è ancora più elevata sfiorando il 20%.

Alcuni dati permettono di inquadrare ancora meglio il settore. Nel 2022 verranno raggiunti livelli di spesa di oltre 10 trilioni di dollari a livello globale. I cittadini americani spendono più di 10 mila $ a testa in beni e servizi di carattere farmaceutico. I tedeschi spendono la metà ma pur sempre una cifra superiore ai 5 mila dollari a testa. Sempre negli USA le compagnie operative nel settore sfiorano le 800 mila unità.

L’arrivo della pandemia ha accelerato un processo di crescita di un settore che ha regalato agli investitori un rendimento annuo composto del 14,3% (dati al 30 novembre 2021) nell’ultima decade. Un premio di quasi un punto e mezzo rispetto all’indice MSCI World. Nomi come Pfizer, Roche, J&J, Moderna, AstraZeneca, Bayer sono diventati comuni nelle agende di investitori e trader alla caccia di opportunità.

 

Investire nell’healthcare: 3 alternative tra Europa, Mondo e innovazione

Gli investitori italiani hanno tante opportunità per investire nel settore Health Care con ETF. Ricercando per parola Health sui motori di ricerca sono ben 13 gli ETF quotati differenziati per aree geografiche di riferimento o specializzazioni intrasettoriali. Vediamo le caratteristiche di 3 di questi ETF tematici.

A livello globale l’ETF Xtrackers MSCI World Health Care (ISIN IE00BM67HK77) vanta una capitalizzazione superiore a 1,6 miliardi di euro con quasi il 70% di titoli appartenenti all’area americana. Un costo di 0,25% annuo che praticamente coincide con la tracking difference del fondo che replica piuttosto bene l’indice di riferimento. Per chi vuole puntare sulle società operative solamente in Europa, SPDR offre l’ETF SPDR MSCI Europe Health Care (ISIN IE00BKWQ0H23). Con 40 società impegnate in Europa l’investitore investirà per quasi il 40% del portafoglio in Svizzera, per il 20% in UK, per il 15% in Danimarca. A seguire Francia e Germania. Anche in questo caso la tracking difference è sostanzialmente legata ai costi dello strumento.

Terzo ETF che può essere preso in considerazione (e che si distingue dagli altri due) è l’iShares Healthcare Innovation (ISIN IE00BYZK4776). ETF da quasi 2 miliardi di euro di capitalizzazione, investe nelle società che si occupano di innovazione nel campo dei servizi sanitari globali dei mercati sviluppati ed emergenti. Anche qui USA che dominano con il 70% di peso ma la differenza rispetto al fondo Xtrackers si nota nei primi 10 titoli in portafoglio. Molto più frammentati e soprattutto nomi che alternano big cap a mid e small cap quelli che troviamo nell’ETF di iShares. La diversità si vede anche nelle performance che nell’ultimo anno hanno decisamente sorriso a Xtrackers con oltre 20 punti di over performance.

Un settore, quello health care, che continua ad essere al centro delle attenzioni degli investitori. Con la pandemia in corso la spesa pubblica e privata sta continuando a dirottare fiumi di denaro verso Big Pharma e i risultati in borsa si sono visti. Un tema tradizionale, ma ampiamente rodato, che saprà svolgere un ruolo difensivo nei portafogli di investimento quando la volatilità prenderà corpo.

 

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