Investire nella cannabis? Ecco come fare con gli ETF - Borsa e Finanza

Investire nella cannabis? Ecco come fare con gli ETF

Investire nella cannabis? Ecco come fare con gli ETF

Investire nella cannabis? Dopo lo scoppio della bolla speculativa di qualche mese or sono, ecco due ETF tematici a disposizione degli investitori italiani. Firmati da Rize e da HANetf, sono strumenti quotati alla Borsa di Francoforte. Eccone le caratteristiche

Quello della cannabis è stato un settore che è salino agli onori della cronaca per le performance mirabolanti fatte registrare dalle aziende quotate in Borsa, in particolar modo quelle nord americane. Sovente quando questi temi d’investimento attirano l’interesse di molti si arriva a vivere una vera euforia in Borsa. Spesso di nicchia, questi settori trovano improvvisamente il gradimento di speculatori che fanno decollare il prezzo fino a quando anche il pubblico dei piccoli investitori, sedotti dai guadagni facili, decide di entrare sul mercato per partecipare a quella che sembra una festa infinita. In genere il risultato finale è un guadagno per pochi e perdite abbondanti per tanti.

Consapevoli di questo, addentriamoci oggi in settore, quello della cannabis, che ha rappresentato una vera e propria stock mania nel 2021. Gli ETF che investono nelle società operative in questo settore di nicchia con attività soprattutto concentrate nel settore medico, a febbraio hanno visto triplicare le sue valutazioni rispetto a settembre 2020. Ii riferimento è all’ETF Global X Cannabis che investe in società operative nella produzione legale, crescita e distribuzione della cannabis). Su YouTube imperversavano in quel momento video con parole chiave come ETF Cannabis mania, con santoni dell’ultima ora che indicavano questo comparto come un qualcosa destinato a creare enorme valore nel futuro. Peccato che le luci dei riflettori si sono spente in fretta e quello stesso ETF oggi perde oltre il 70% dal picco di prezzo.

Puntare solamente sulla legalizzazione del commercio di cannabis non è sufficiente a generare valore. Da quando sono nate le Borse sono gli utili prospettici i veri motori di una crescita dei prezzi ed evidentemente il mercato ha compreso che i multipli pagati a inizio anno erano semplicemente folli e frutto di una speculazione selvaggia. La bolla è scoppiata e ovviamente questo è uno dei tanti casi di scuola che dimostra come seguire le mode non è mai una buona idea. Quando però i prezzi si sgonfiano come in questo caso non è detto che sia tutto da buttare. Anzi, con una maggior consapevolezza sul fronte dei rischi e delle opportunità di sviluppo futuro del settore l’investitore potrà decidere se puntare o meno sul tema.

 

Investire nella cannabis: ecco le caratteristiche di due ETF

Attualmente in Italia non vi sono soluzioni che permettano di investire su società quotate o strumenti che investono sul settore della cannabis. In Italia alcune società come JustMary o CoQuaLab hanno raccolto fondi su piattaforme di crowdfunding. Ma come è possibile dunque investire nella cannabis dopo che il mercato ha fatto il suo sporco lavoro di selezione? Detto che chi decidesse di investire sul settore sarebbe consapevole dei grandi rischi di volatilità dei prezzi, in Germania, dove questi tipo di strumenti possono essere quotati, vi sono due ETF che possono essere utilizzati allo scopo.

Il primo è l’ETF Rize Medical Cannabis and Life Sciences (ISIN IE00BJXRZ273) che investe in società globali quotate e operative nei settori della cannabis ad uso medico e delle scienze della vita legate alla cannabis. Variegati i sotto settori che vanno dalle tecnologie agricole alla farmaceutica e la biotecnologia. Stati Uniti che coprono il 75% dell’asset allocation, con una concentrazione molto forte in poche società. Le prime 10 infatti coprono l’80% del portafoglio. Con un Ter dello 0,65% annuo, al 29 ottobre 2021 aveva in gestione 36,45 milioni di euro. Ai valori attuali di mercato, con una quota di ETF che scambia a 5,072 euro le performance a 1, 3 e 6 mesi sono negative rispettivamente per il 12,28%, 16.63% e 32.83%. Di tipo Total Return, il benchmark dell’ETF è l’indice Foxberry Medical Cannabis & Life Sciences Index, della famiglia di indici Foxberry

Il secondo strumento per investire sulla cannabis è l’ETF The Medical Cannabis and Wellness di HANetf (ISIN IE00BG5J1M21). In questo caso viene replicata la performance di un universo investibile di società quotate con una quota di attività commerciali significativa nel settore della cannabis legale a scopo terapeutico, della canapa e dei cannabinoidi. L’indice benchmark è il Solactive Medical Cannabis and Wellness Equity Index. Anche qui il portafoglio è concentrato con poco più di 40 titoli (i primi cinque fanno il 70% del paniere), tutti quotati sul mercato nord americano. Il Ter è dello 0,80% annuo, al 29 ottobre 2021 gli asset under management valevano 32,99 milioni di euro. Segno meno per le performance a 1 mese (-7.21%), 3 mesi (-7.77%) e 6 mesi (-19.80%), a 1 anno l’ETF fa registrare un +7.03%.

Conviene dunque investire su questo tema? Non superando i 40 milioni di euro, entrambi gli ETF presi in esame non hanno al momento masse gestite di rilievo. Sia per il ristretto numero di player del settore quotati sul mercato sia per le dimensioni dello stesso, seppur in rapido sviluppo, chi decide di investire sulla cannabis in questo momento deve tener a mente il dazio che sta pagando in termini di bassa capitalizzazione degli ETF e ridotta diversificazione di società presenti all’interno dei panieri. Magari in un’ottica satellite del portafoglio core, la repentina correzione delle quotazioni del settore può  però offrire un assist per chi vuole affacciarsi su questo tema investendo con ETF quotati in Europa.

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