Investire sull’oro? Quando parliamo di gold ci riferiamo a un asset strategico unico nel panorama finanziario globale. Da secoli il metallo giallo è infatti considerato il bene rifugio per eccellenza e ancora oggi non rappresenta solo una riserva di valore, ma anche un prezioso alleato per diversificare il proprio portafoglio. Tuttavia, il suo prezzo è spesso influenzato da una complessa combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici che rendono l’investimento in oro una vera e propria sfida per molti investitori.
Oro consolida i massimi storici dopo la vittoria di Trump
L’oro è sulla buona strada per andare a chiudere il 2024 con un notevole incremento del 28%, segnando così il suo maggior rialzo percentuale dal 2010. Una corsa al rialzo che negli ultimi due anni è stata principalmente alimentata dalle aspettative di allentamento delle politiche monetarie delle principali Banche Centrali, ma anche dagli acquisti record da parte delle banche centrali e dalla crescente domanda legata all’aumento delle tensioni geopolitiche.
Sul fronte Banche Centrali dobbiamo tener presente che nell’ultima riunione del 2024, anche la Fed ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base e altri due tagli sono previsti per il 2025. Un fattore questo che potrà continuare a sostenere il prezzo dell’oro dato che, non pagando dividendi o interessi, è storicamente maggiormente competitivo in un contesto di tassi più bassi. Allo stesso tempo, il metallo prezioso continua ad essere spinto al rialzo anche dai massicci acquisti effettuati dalle Banche Centrali di diversi Paesi.

L’esempio emblematico di questa tendenza sono la Cina e l’India che, oltre ad essere tra i maggiori detentori di oro a livello globale, stanno continuando ad importarlo per diversificare le proprie riserve dal dollaro americano.

Sono questi i due fattori principali che hanno portato l’oro ad aggiornare più volte i suoi massimi storici, tant’è vero che rispetto ai minimi del 2022 evidenzia un’impressionante crescita di oltre il 63%. Tuttavia, dopo il recente record storico raggiunto a fine ottobre e alla recente vittoria di Trump, il prezzo del lingotto ha rallentato la sua corsa e sta ora consolidando il trading range compreso tra i $2.600 e i $2.750 per oncia.
Questo recente indebolimento è stato determinato in primo luogo dalla forza vista sul dollaro che dal giorno seguente alle elezioni americane ha guadagnato oltre il 4% nei confronti dell’euro. Ricordiamo infatti che l’oro è quotato in dollari e quando quest’ultimo aumenta di valore non fa altro che rendere il metallo giallo più costoso per gli acquirenti in altre valute e di conseguenza meno appealing. Ma non solo, perché dobbiamo anche considerare che il minor appetito degli investitori per l’oro osservato nelle ultime settimane è anche il frutto dall’attenuarsi delle tensioni geopolitiche in alcune zone calde come in Medio Oriente.
Un contesto dunque sfidante per chi desidera continuare a investire nell’oro, dato che, se da un lato alcune variabili ne favoriscono l’ascesa, non mancano i fattori che contribuiscono a stabilizzarne il prezzo. Per questo potrebbe essere interessante considerare la possibilità di investire sull’oro tramite certificati a capitale protetto, una soluzione che può essere vantaggiosa sia per chi ha già oro in portafoglio e desidera non ridurre le plusvalenze realizzate, ma anche per chi, pur desiderando investirci, teme una possibile inversione della tendenza.
I certificati Twin Win sono una particolare tipologia di certificati a capitale protetto della mappa ACEPI che, oltre ad offrire la protezione del capitale a scadenza, permette di partecipare alla performance in valore assoluto dell’oro entro un range prestabilito. Ipotizziamo di avere un certificato Twin Win sull’oro in grado di proteggere totalmente il capitale a scadenza e offrire al tempo stesso una partecipazione alla performance dell’oro nel range ad esempio -25% /+25% rispetto al valore iniziale (strike).
Un prodotto bidirezionale dato permette di guadagnare sia nelle fasi di rialzo che di ribasso dell’oro, nei limiti delle due barriere. Se infatti l’oro sarà salito o sceso a scadenza ad esempio del 20%, il rimborso sarà comunque del 120% del valore nominale (performance in valore assoluto). Ma cosa succede se sale o scende di una performance superiore alle due barriere? La struttura del certificato Twin Win prevede un rebate, ad esempio, dell’11%, ossia un premio che assicura comunque un rendimento minimo a scadenza, tipicamente tre o quattro anni.
In questo modo, il certificato protegge il capitale a scadenza e permette di avere una partecipazione alle oscillazioni del sottostante, con un rendimento minimo anche in caso di movimenti estremi. In sostanza, l’unico rammarico per l’investitore si concretizzerebbe nel caso in cui l’oro salga a scadenza di una performance maggiore della barriera superiore, poiché in tal caso incasserebbe solo il rebate.
Una soluzione ideale per chi cerca un’esposizione strategica all’oro senza rinunciare alla sicurezza.
Nel grafico qui sotto è mostrato l’andamento dell’oro su scala settimanale con la relativa posizione delle barriere nel caso pratico che abbiamo analizzato (-25% / +25%).

A cura di Giulio Visigalli, Websim by Intermonte SIM, e di Giovanna Zanotti, Direttore Scientifico di ACEPI e Professore Ordinario dell’Università di Bergamo









