Investment Accelerator, cosa farà la task force di Trump sui microchip

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Si chiama United States Investment Accelerator la task force lanciata da Donald Trump per accelerare lo sviluppo e gli investimenti nel settore dei microchip. L’ordine esecutivo per la creazione del gruppo di lavoro è stato firmato dal presidente degli Stati Uniti il 31 marzo scorso e si inserisce nella strategia del governo americano per limitare le capacità hi-tech cinesi nell’industria avanzata dei semiconduttori di memoria, sempre più centrale per gli sviluppi dell’intelligenza artificiale.

L’Investment Accelerator è chiamato a gestire le applicazioni pratiche del Chips Act, la legge bipartisan varata dall’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden (che Trump aveva chiesto al Congresso di cancellare impiegandone i fondi nel ripianamento del debito pubblico) per introdurre restrizioni alle esportazioni e attirare la ricerca e la manifattura sul territorio nazionale attraverso 52,7 miliardi di dollari in sussidi statali. Ora la Casa Bianca a trazione repubblicana fa inversione di marcia e intende mantenere la norma, ma migliorandola con un nuovo organo operativo.

 

In questo articolo:

 

  • Cos’è la task force United States Investment Accelerator
  • Da chi sarà composto l’acceleratore di investimenti
  • La chip war tra Stati Uniti e Cina

 

Cos’è la task force United States Investment Accelerator

Insediato all’interno del DOC, il Dipartimento del commercio, l’Investment Accelerator nasce dalla volontà del governo Trump di contrastare “i lenti, complessi e gravosi processi normativi americani” per lo sviluppo delle imprese ed espandere l’assistenza alle aziende che cercano di investire e costruire negli States. Allo scopo di attrarre capitali nazionali ed esteri, Washington ha introdotto un acceleratore di investimenti per l’industria dei semiconduttori avanzati, la tecnologia più preziosa e contesa di oggi.

Istituito dal segretario al Commercio Howard Lutnick in coordinamento con il segretario al Tesoro Scott Bessent e l’assistente speciale del presidente per la politica economica Ryan Baasch, l’Investment Accelerator “faciliterà e accelererà gli investimenti superiori a 1 miliardo di dollari negli Stati Uniti”, assistendo gli investitori nei processi normativi e nel rilascio dei permessi. L’ufficio si occuperà di aumentare l’accesso e l’uso delle risorse nazionali, agevolare le collaborazioni di ricerca con i laboratori americani e lavorare con i singoli Stati e le agenzie per ridurre le barriere normative.

 

Da chi sarà composto l’acceleratore di investimenti

A guidare l’Investment Accelerator sarà un direttore esecutivo che potrà coordinare del personale operativo e di supporto transazionale, nelle modalità indicate da segretario al Commercio Lutnick. La task force è inoltre responsabile dell’amministrazione del CHIPS Program Office (CPO), che “si concentrerà sulla fornitura di benefit per i contribuenti negoziando accordi molto più vantaggiosi rispetto a quelli della precedente amministrazione”.

L’approccio del Chips Act, fondato su deregolamentazione, imposizione di dazi e tutela degli interessi nazionali, ha stimolato investimenti privati per oltre 400 miliardi di dollari da colossi come la taiwanese TSMC e la californiana Intel, in forte crisi sul fronte dei ricavi e delle quote di mercato. Trump è sicuro che la nuova entità sarà in grado di attrarre ancora più flussi di capitali. Per il momento non sono stati forniti ulteriori dettagli su cosa verrà negoziato e quali saranno gli specifici ambiti di applicazione.

 

La chip war tra Stati Uniti e Cina

Il Chips Act di Biden ha scatenato forti contromisure dall’altra parte dell’oceano. Dopo l’entrata in vigore della legge, il governo del presidente Xi Jinping ha risposto introducendo restrizioni alle esportazioni di gallio e germanio, i due metalli strategici per la produzione dei semiconduttori ad alte prestazioni. La guerra commerciale tra le due superpotenze è in una fase decisiva: Pechino è il produttore globale dominante per i metalli destinati ai chip, mentre Washington è leader nella progettazione e design dell’architettura.

Complici le sanzioni statunitensi, il Dragone sta investendo ampie risorse per colmare queste lacune: i ricercatori e le aziende cinesi si stanno concentrando su nuove tecniche per sviluppare circuiti digitali e sulla realizzazione di RISC di ultima generazione, ovvero quei processori progettati per eseguire poche istruzioni complesse contemporaneamente. Queste architetture, pur essendo poco sofisticate, sono più semplici e facili da progettare, hanno licenze a basso costo e offrono una maggiore efficienza energetica. È questa la frontiera verso la quale stanno spingendo le hi-tech cinesi e dalla quale devono guardarsi le aziende e il governo americani.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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