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IPO Aeroporto di Atene: ordini per 8,6 miliardi di euro dagli investitori

IPO Aeroporto di Atene: ordini per 8,6 miliardi di euro dagli investitori

L’IPO dell’Aeroporto di Atene è stata un successo. Iniziata il 25 gennaio e terminata ieri, l’offerta ha ricevuto ordini dagli investitori per 8,6 miliardi di euro, secondo i dati forniti dall’aeroporto in un comunicato di oggi. I compratori sono un mix tra nuovi investitori nazionali ed esteri, ma anche azionisti esistenti. Il prezzo è stato stabilito in 8,20 euro – nell’estremità superiore della forbice fissata dalla società a 7-8,20 euro -, il che dà una valutazione all’azienda di 2,46 miliardi di euro. Le azioni dovrebbero iniziare a essere scambiate alla Borsa di Atene mercoledì 7 febbraio.

Con questa operazione, l’agenzia statale greca per le privatizzazioni HRADF raccoglierà circa 785 milioni di euro dalla vendita di 90 milioni di azioni, pari al 30% del capitale totale. AviAlliance – che detiene una quota del 40% nell’Aeroporto di Atene – ha accettato di acquistare un altro 10% a 9,758 euro per azione, a un prezzo cioè che comporta un premio del 19% rispetto al prezzo IPO.

 

IPO Aeroporto di Atene: cosa significa per la Grecia

L’IPO dell’Aeroporto di Atene rappresenta la più grande quotazione in Grecia dal 2010, ovvero da quando il Paese è stato investito da una gravissima crisi del debito sovrano protrattasi fino al 2018. Nel Mediterraneo, la Grecia è una delle principali mete turistiche, con l’Aeroporto di Atene che nel 2023 ha gestito un traffico di oltre 28 milioni di passeggeri, pari al 35% del movimento di tutti gli aeroporti della nazione.

Secondo Thanassis Drogossis, a capo dell’Investment Banking presso Pantelakis Securities, l’operazione avrà un’importanza strategica per il sistema economico ellenico, in quanto “non solo incrementa la profondità dei mercati dei capitale nazionali, attirando nuovi investitori, ma favorisce anche il comparto turistico, settore nevralgico dell’economia della Grecia.”

 

Si risveglieranno le IPO in Europa?

Quanto la quotazione dell’Aeroporto di Atene potrà aprire le porte a un risveglio delle IPO in Europa non è dato a sapersi in questo momento. L’Europa è rimasta al palo sulle offerte pubbliche iniziali per circa due anni, con il freno posto dagli alti tassi di interesse e dalle tensioni a livello geopolitico generate dalle guerre ancora in corso in Ucraina e Medio Oriente. Quest’anno, quindi, la quotazione del più grande gateway turistico della Grecia segna per l’Europa il primo vero lancio di successo.

Le banche hanno visto letteralmente crollare la loro attività di investment banking negli ultimi anni, specialmente nel 2023, il peggiore per le IPO dal 2009 sul fronte della raccolta, secondo i dati Dealogic. Ora, però, gli istituti finanziari sperano che con i tassi di interesse che si ridurranno nel 2024 e i rendimenti in discesa, si determinino le condizioni di mercato ideali affinché le società siano incoraggiate a farsi avanti nel diventare pubbliche. Per il momento non ci sono grandi movimenti, se non dal rivenditore tedesco di profumi Douglas che sta valutando la possibilità di quotarsi in Borsa in questo primo trimestre, per una valutazione fino a 7 miliardi di euro.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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