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Ipo al ribasso per Thyssenkrupp Nucera, quali impatti per De Nora?

De Nora: Ipo al ribasso per Thissenkrupp Nucera. Quali gli impatti sul titolo?

A Piazza Affari è una giornata all’insegna delle vendite per il titolo Industrie De Nora, su cui impattano le notizie riguardanti la quotazione di Thyssenkrupp Nucera. Quest’ultima è una joint venture per le tecnologie ad idrogeno tra Industrie De Nora, che ha in mano il 34%, e la tedesca Thyssenkrupp. Le sue azioni debutteranno sulla Borsa di Francoforte il prossimo 7 luglio. Se nelle settimane passate le due aziende puntavano ad una valutazione di almeno 3,3 miliardi di euro, nelle ultime ore il prezzo di Ipo è stato abbassato nella forchetta tra i 19 e i 21,5 euro, che corrispondono ad una capitalizzazione compresa tra i 2,4 e i 2,7 miliardi di euro.

Nello specifico l’offerta avrà per oggetto oltre 30 milioni di azioni e vedrà da una parte Bnp Paribas impegnarsi ad acquistare un numero di azioni pari a 85 milioni di euro e dall’altra Energy Solutions Company, controllato dal fondo sovrano arabo PIF, acquistare quasi il 6% del capitale. Ricordiamo che i proventi dell’Ipo saranno utilizzati per sostenere la crescita del business della tecnologia alkaline water electrolysis e rafforzare in questo modo la posizione dell’azienda come fornitore leader a livello globale in questa tecnologia utilizzata negli impianti ad idrogeno verde.

 

Azioni De Nora: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come sta rispondendo l’azione dopo queste notizie. Come scrivevamo all’inizio dell’articolo, è una giornata all’insegna delle vendite questa odierna per il titolo De Nora con i prezzi che, proseguendo la fase correttiva innescatasi dai massimi del 12 giugno in area 21,7 euro, scendono sotto la soglia dei 19 euro. Nel breve periodo le attese sono ora per un test sui 18,5-18,55 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di dicembre, la cui rottura potrebbe andare ad indebolire ulteriormente la struttura grafica in essere con prossimi obiettivi la soglia dei 18 euro. Nel caso in cui anche questi supporti dovessero essere violati, si aprirebbero le porte per un test sui minimi dello scorso mese di aprile posti sui 17 euro, dove peraltro transita la media mobile di lungo periodo.

Al contrario il recupero dei 19 euro potrebbe essere anticipatrice di una ripresa del trend di fondo rialzista, che avrebbe come primi target i 19,5 euro ed in seguito la soglia dei 20 euro. Dal punto di vista operativo il superamento di quest’ultime aree resistenziali, dove troviamo la trendline che parte dai minimi di aprile, aumenterebbe le chance di ulteriori apprezzamenti verso i 21 euro ed in seguito i massimi situati sui 21,7 euro. Inutile sottolineare che la rottura dei massimi di sempre sarebbe letto come un segnale di forza, il quale aprirebbe scenari ancora più interessanti per l’azione.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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