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IPO Wall Street: dopo un anno disastroso, segnali di risveglio nel 2023

IPO Wall Street: dopo un anno disastroso, segnali di risveglio nel 2023

Il mercato delle IPO a Wall Street è stato disastroso nel 2022. L’ambiente economico e finanziario non era ideale perché le società potessero debuttare in Borsa. La Federal Reserve ha alzato ripetutamente e in maniera sempre più aggressiva i tassi d’interesse per contenere l’inflazione più elevata degli ultimi 40 anni. Ciò ha innescato un sell-off perentorio che spinto l’S&P 500 in un mercato ribassista, ma soprattutto ha trasmesso sfiducia negli investitori, che si sono allontanati dalle attività a rischio. Per forza di cose, le aziende che avevano pianificato di diventare pubbliche hanno desistito in attesa di tempi migliori.

Non ha aiutato nemmeno il contesto geopolitico, con i rapporti tra Stati Uniti e Cina sempre sul filo del rasoio per la questione di Taiwan e per l’eterna sfida sulla supremazia tecnologica. Soprattutto tale contesto è stato completamente alterato dallo scoppio della guerra Russia-Ucraina che ha forse in via definitiva modificato i rapporti commerciali, e non solo, tra l’Occidente e il paese guidato da Vladimir Putin.

 

IPO Wall Street: nel 2023 un’altra musica 

Quest’anno le IPO stanno dando segni di vita, grazie alla ripresa delle quotazioni azionarie a Wall Street e quindi a un clima meno incerto. Secondo i dati di Renaissance Capital, nel mese di febbraio sei società hanno effettuato offerte pubbliche iniziali raccogliendo circa 1 miliardo di dollari. In gennaio sono state sette le aziende a sbarcare alla Borsa americana, con una raccolta totale di 300 milioni di dollari. Ciò indica una crescita mese su mese che può essere incoraggiante per il resto dell’anno. Soprattutto se i dati si raffrontano a quanto accaduto lo scorso anno, quando nei 12 mesi appena 71 aziende si sono quotate, incamerando 7,7 miliardi di dollari.

Il confronto con il 2021 appare ovviamente improponibile. Allora 397 società sono diventate pubbliche raccogliendo in totale 142,4 miliardi di dollari. Le tendenze fanno ben sperare, anche se difficilmente si potrà sperare di agguantare traguardi troppo ambiziosi. “Mentre i confronti anno su anno sono ancora miserabili, lo scongelamento potrebbe far presagire tempi migliori”, ha scritto Ed Yardeni, presidente di Yardeni Research, in una nota la scorsa settimana. Il mercato delle IPO sta vedendo un certo movimento anche nel settore degli ETF, con il fondo quotato Renaissance IPO che quest’anno ha guadagnato circa il 14%, ossia più del doppio rispetto all’S&P 500, in rialzo di poco oltre 6 punti percentuali.

 

Il debutto delle start-up cinesi

Da rilevare che a Wall Street stanno raccogliendo nuovamente milioni di dollari le quotazioni delle start-up cinesi, dopo che si è allontanato il pericolo di un delisting delle società made in Cina per via delle regole contabili statunitensi. La scorsa settimana ha debuttato Hesai Group, azienda che sviluppa tecnologia lidar per le auto a guida autonoma. La società ha raccolto 190 milioni di dollari. Un’altra società che si è quotata a Wall Street quest’anno è QuantaSing, specializzata nel tutoraggio online nel settore dell’istruzione. L’azienda sostenuta da Prospect Avenue Capital e Qiming Venture Partners ha raccolto 40 milioni di dollari.

Altre start-up cinesi si stanno preparando per il grande passo. Drew Bernstein, co-presidente della società di revisione Marcum Asia CPAs LLP, ha detto la settimana scorsa che la sua azienda sta lavorando con circa 50 società, per lo più con sede in Cina, che prevedono di quotarsi negli Stati Uniti. “È probabilmente il numero più forte che la nostra azienda abbia avuto nella sua storia”, ha detto. “Se questi primi round di accordi avranno successo nei prezzi, sospetto che apriranno le porte”, ha aggiunto Bernstein.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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