Irpef giù dal 15 al 50% per gli under 40: ecco chi pagherà meno tasse

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Irpef al centro del dibattito parlamentare con una proposta che, per la prima volta, introduce un criterio anagrafico esplicito nel prelievo sul reddito. L’idea di un’Irpef ridotta fino a 40 anni, con tagli dal 15 al 50%, sta animando il confronto sulla Legge di Bilancio 2026 e, inoltre, richiama l’attenzione di lavoratori, imprese e consulenti fiscali.

Il tema è di grande rilievo perché l’imposta sul reddito continua a comprimere il netto in busta dei più giovani, spesso alle prese con retribuzioni iniziali che faticano a coprire costi crescenti, soprattutto nelle grandi aree urbane. Dopo l’introduzione del mini-taglio per il ceto medio, le nuove proposte mirano a compiere un passo ulteriore, puntando a rilanciare il potere d’acquisto delle nuove generazioni e a incentivare l’ingresso stabile nel mercato del lavoro.

Da qui si apre l’analisi delle misure, dei criteri e dei possibili scenari di un intervento che potrebbe modificare in profondità l’architettura del sistema fiscale.

 

In questo articolo:

 

  • Taglio Irpef giovani 2026: come funzionerebbe la riduzione dal 15 al 50%
  • Nuovo criterio anagrafico: perché il Parlamento lo sta valutando
  • Riduzione Irpef under 40: costi, coperture e ostacoli nell’iter della Legge di Bilancio

 

Taglio Irpef giovani 2026: come funzionerebbe la riduzione dal 15 al 50%

La proposta presentata da un gruppo bipartisan di senatori introduce un modello innovativo e, inoltre, rompe con la tradizionale logica legata esclusivamente agli scaglioni di reddito. L’obiettivo dichiarato è sostenere i lavoratori più giovani, spesso penalizzati da salari di ingresso non proporzionati al costo della vita e da un carico contributivo che lascia ben poco spazio al risparmio.

 

A emergere è un sistema a sconti Irpef progressivi che si articolerebbe in tre livelli:

 

  • Riduzione del 50% per i contribuenti con meno di 25 anni;
  • Riduzione del 33% per la fascia 25-29 anni;
  • Riduzione del 15% per la fascia 31-40 anni.

 

Il primo livello coinvolge lavoratori con contratti iniziali, apprendisti e figure appena entrate nel mercato. Il secondo mira ad accompagnare la fase di costruzione della carriera professionale. Il terzo interviene su chi inizia ad affrontare spese familiari, mutui e responsabilità economiche sempre più impegnative.

L’intervento non sostituirebbe il sistema attuale, ma si integrerebbe alle aliquote ordinarie, generando, di conseguenza, un risparmio diretto sul prelievo Irpef. A beneficiarne, in base alle prime stime, sarebbe una platea ampia: dipendenti, autonomi, parasubordinati, purché titolari di reddito da lavoro. 

 

Nuovo criterio anagrafico: perché il Parlamento lo sta valutando

L’idea di legare il prelievo fiscale all’età non è nuova in Europa, e tuttavia in Italia non aveva mai trovato spazio nelle manovre economiche. La valutazione del nuovo criterio anagrafico è mossa da due ragioni. Da un lato, la fascia under 40 rappresenta da tempo l’anello debole del mercato del lavoro, con salari medi inferiori alle generazioni precedenti e una maggiore esposizione alla precarietà. Dall’altro, l’Italia registra uno dei più elevati differenziali tra salario lordo e netto nell’area Ocse.

Le trattenute Irpef, unite ai contributi, riducono in modo significativo la capacità di spesa dei giovani lavoratori e, inoltre, incidono sul risparmio previdenziale futuro.

Il legislatore, dunque, sembra voler introdurre un elemento redistributivo generazionale per correggere distorsioni strutturali. La misura si affiancherebbe a quella già prevista per il ceto medio, con il taglio di due punti percentuali sui redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Mentre il Governo ha confermato l’applicazione del taglio generalizzato, la proposta anagrafica rappresenta un’ulteriore leva potenziale per stimolare la crescita dei consumi e per alleggerire il carico fiscale sulle fasce produttive più dinamiche.

Un aspetto di grande interesse sta nella vocazione a incentivare la stabilizzazione lavorativa. Una minore imposizione nella prima parte della carriera potrebbe favorire la mobilità, l’investimento in formazione e l’ingresso anticipato in percorsi di autonomia economica. Per i datori di lavoro, inoltre, potrebbe tradursi in una maggiore attrattività verso i profili più giovani.

 

Riduzione Irpef under 40: costi, coperture e ostacoli nell’iter della Legge di Bilancio

Il problema più importante, come spesso accade in ambito fiscale, riguarda le coperture finanziarie. Il taglio Irpef per i lavoratori fino a 40 anni è stato stimato in circa 4 milioni di euro, cifra che richiederebbe una doppia fonte di finanziamento: metà dalle attività di spending review e razionalizzazione della spesa pubblica, metà dal rafforzamento del contrasto all’evasione. Una combinazione complessa, soprattutto in un contesto di risorse già impegnate per altre misure della finanziaria.

L’iter parlamentare, inoltre, si presenta articolato. La Manovra contiene già un intervento fiscale rilevante e l’introduzione di un ulteriore taglio richiederebbe una revisione delle priorità o nuove coperture. La disponibilità di margini di bilancio appare limitata e ciò rende difficile l’inserimento di un pacchetto aggiuntivo così mirato. Non mancano osservazioni tecniche sulla coerenza del sistema progressivo in presenza di un criterio anagrafico che potrebbe generare effetti di salto tra le fasce d’età.

Nonostante ciò, il dibattito ha già prodotto un valore aggiunto: una maggiore attenzione sul potere d’acquisto dei giovani, sul cuneo fiscale e sull’impatto dell’Irpef nel percorso di crescita professionale. Un confronto che, quindi, potrebbe aprire la strada a soluzioni future più strutturate, anche in ottica di riequilibrio intergenerazionale e sostenibilità del mercato del lavoro.

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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