Con l’entrata in vigore delle nuove regole per il calcolo dell’Isee 2025, molte famiglie italiane si trovano nella condizione di dover aggiornare la propria Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per beneficiare dell’esclusione di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio dal calcolo del patrimonio mobiliare.
La novità, attiva dal 3 aprile 2025, consente l’esclusione fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare, offrendo così la possibilità di ottenere un indicatore economico più vantaggioso e accedere con maggiore facilità a bonus e prestazioni sociali.
Tuttavia, chi ha già presentato una Dsu prima di questa data deve valutare la possibilità di compilarne una nuova. E qui nasce un aspetto importante da considerare: la seconda pratica Isee2025 presso i caf non è gratuita se non ci sono cambiamenti nel nucleo familiare. Scopriamo i costi da sostenere.
In questo articolo:
- Isee 2025 e caf, quando la seconda Dsu è a pagamento?
- Isee 2025, perché rifare la Dsu può essere conveniente?
- Cosa sapere prima di fare la dichiarazione
Isee 2025 e caf, quando la seconda Dsu è a pagamento?
In base alla convenzione tra Insp e centri di assistenza fiscale, il servizio di compilazione Isee resta gratuito solo in determinati casi. È prevista la gratuità per la prima Dsu presentata nell’anno e per le dichiarazioni successive solo se vi è una modifica nella composizione del nucleo familiare, come una nascita, un decesso o un cambiamento di residenza.
Se invece si intende aggiornare l’Isee 2025 unicamente per sfruttare le novità introdotte dal decreto del 3 aprile e non vi sono variazioni nei componenti del nucleo, il costo della seconda dichiarazione è interamente a carico del cittadino.
In media, il prezzo richiesto dai caf per la compilazione della seconda Dsu si aggira attorno ai 25 euro, anche se può variare leggermente in base al centro scelto.
Questo costo è il risultato della mancanza di copertura economica da parte dell’Inps per le Dsu successive alla prima che non presentano cambiamenti sostanziali.
Isee 2025, perché rifare la Dsu può essere conveniente
Nonostante la spesa prevista per la seconda pratica, rifare l’Isee 2025 può rivelarsi una scelta strategica.
L’esclusione dei titoli di Stato fino a 50.000 euro può abbassare significativamente il valore dell’indicatore e consentire a molte famiglie di accedere a una serie di agevolazioni che prima non erano alla portata. È il caso, ad esempio, dell’assegno unico, dei bonus sulle utenze domestiche o delle agevolazioni universitarie. Il risparmio potenziale può quindi superare ampiamente il costo della pratica.
Chi preferisce evitare i costi dei caf può comunque optare per il servizio Isee precompilato offerto direttamente dal portale Inps, una soluzione gratuita ma che richiede autonomia nella gestione della documentazione e una certa dimestichezza con i servizi digitali. In alternativa, è possibile rivolgersi a un commercialista, che tuttavia potrebbe applicare tariffe diverse rispetto ai centri convenzionati.
Cosa sapere prima di rifare la dichiarazione
Il cittadino che intende aggiornare l’Isee 2025 deve quindi valutare attentamente se il nuovo calcolo porterà benefici concreti e duraturi.
Se l’esclusione dei titoli permette di scendere sotto soglie reddituali critiche per bonus o agevolazioni, allora il costo della nuova Dsu può essere ampiamente giustificato. In caso contrario, potrebbe essere più opportuno attendere l’anno successivo per la presentazione di una nuova Dsu gratuita, salvo eventuali modifiche future nella normativa o nella composizione familiare.
In conclusione, l’Isee 2025 porta con sé un cambiamento positivo, ma anche nuove responsabilità per chi desidera usufruirne.









