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Cos’è e a cosa serve l’ISEE

foto: Edar da Pixabay

L’ISEE è un acronimo che sta per indicatore della situazione economica equivalente. È uno strumento che tramite una rilevazione di diversi parametri, dai redditi alle proprietà mobiliari e immobiliari, permette di misurare e indicare la condizione economica complessiva delle famiglie italiane. Dal 2015 l’ISEE è revisionato in base all’articolo 5 del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modifiche dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011 e integrato dal DPCM n. 159 del 5 dicembre 2013. Ma come si calcola l’ISEE, da cosa è composto e soprattutto a cosa serve?

 

Cos’è l’ISEE e come si calcola

Essendo l’indicatore del livello economico complessivo di una famiglia, l’ISEE tiene conto di tre elementi principali:

 

  • il reddito;
  • il patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • le caratteristiche del nucleo familiare, per numero e tipologia.

 

La formula per il calcolo dell’ISEE è la seguente: ISEE = ISR + 20% * ISP / SE. Questa operazione si può leggere come il rapporto tra l’ISE (l’indicatore della situazione economica) – dato dalla somma delle due voci di ricchezza: la componente di reddito (l’ISR, l’indicatore della situazione reddituale) e il 20% della componente di patrimonio (l’ISP, l’indicatore della situazione patrimoniale) – e il parametro della SE, ovvero la scala di equivalenza. Per SE si intende quel dato che permette di confrontare situazioni familiari differenti a seconda di spese o disagi maggiori, ad esempio famiglie numerose, persone con disabilità, nuclei monogenitore.

L’ISR si determina dal reddito complessivo di tutti i componenti della famiglia e dal reddito derivante dal patrimonio mobiliare, al netto di particolari detrazioni (come gli assegni periodici al coniuge separato), spese o franchigie. Nel patrimonio mobiliare rientrano depositi e conti correnti bancari e postali, titoli di Stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, certificati di deposito e credito, partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate sui mercati e non quotate, azioni o quote di OICR, masse patrimoniali.

L’ISP si compone dalla somma, per ciascun componente del nucleo familiare, del valore del patrimonio immobiliare definito dall’IMU, a esclusione dell’abitazione di residenza se di proprietà. La somma di reddito e del 20% di patrimonio immobiliare è resa confrontabile per famiglie di numeri e caratteristiche differenti mediante l’uso della scala di equivalenza.

Proprio dal 2015, per effetto della riforma, l’indicatore della situazione economica equivalente differisce a seconda della tipologia di prestazione richiesta. Esistono cinque categorie principali di ISEE:

 

  • ordinario (o standard), per le prestazioni sociali agevolate generiche;
  • minorenni, per le prestazioni agevolate rivolte ai minori figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi;
  • sociosanitario e dottorato di ricerca, per l’accesso alle prestazioni sociosanitarie (come l’assistenza domiciliare per le persone disabili o fragili) e per corsi di dottorato di ricerca;
  • sociosanitario – residenze, per i ricoveri presso strutture socio-sanitarie assistenziali e residenze protette;
  • università, per l’accesso alle prestazioni per il diritto allo studio universitario.

 

Essendo un intreccio di variabili matematiche (i redditi, le rendite finanziarie, le proprietà immobiliari) e non matematiche (il numero di figli, la presenza di genitori non conviventi oppure di componenti familiari con disabilità media o grave), l’ISEE non corrisponde mai ad una somma numerica. Ciò significa che lo stesso livello di ricchezza associato a due famiglie completamente diverse per componenti e loro caratteristiche, produrrà due indicatori totalmente differenti. La scala di equivalenza serve proprio a questo, come si può notare dai suoi parametri:

 

 

Per ottenere la certificazione ISEE occorrono i dati indicati nella DSU (dichiarazione sostitutiva unica), il documento che contiene tutte le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare.

Possono fare l’ISEE tutti i cittadini residenti in Italia, autonomamente oppure affidandosi in modo gratuito a CAF e ACLI, i centri autorizzati di assistenza fiscale e le associazioni dei lavoratori che elaborano le DSU e le forniscono all’INPS per rilevare l’indicatore. Dal 2020 è stata introdotta pure la DSU precompilata. L’INPS mette inoltre a disposizione questo simulatore online per valutare in anticipo se si può accedere o meno a determinate prestazioni.

L’ISEE rimane valido fino al 31 dicembre dell’anno in cui è presentata la DSU per tutti i componenti del nucleo familiare. I dati vengono conservati in uno specifico archivio nazionale gestito dall’INPS. La previdenza sociale li rende disponibili agli enti erogatori e alle amministrazioni in casi di controlli e accertamenti che possono essere eseguiti tramite la Guardia di Finanza.

 

ISEE: a cosa serve?

L’indicatore della situazione economica equivalente è il documento di riconoscimento dell’identità economica del nucleo familiare, ovvero dell’insieme di tutte le persone che nello stato di famiglia risultano coabitanti presso la stessa abitazione.

Per nucleo familiare, si intendono le persone che all’anagrafe risultano coabitanti e residenti allo stesso indirizzo nello stesso comune, legate da vincoli di:

 

  • parentela;
  • matrimonio;
  • adozione;
  • tutela;
  • affinità;
  • affettività.

 

Ormai da quasi dieci anni, l’ISEE è diventato lo strumento principale per l’accesso a bonus, sussidi e prestazioni sociali agevolate. Le agevolazioni da richiedere tramite ISEE sono le più disparate, tra queste spiccano quelle su:

 

  • bollette del gas, dell’energia elettrica e dell’acqua;
  • tasse universitarie;
  • prestazioni per i minori;
  • trasporti pubblici;
  • invalidità;
  • reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza e assegno unico e universale;
  • canone Telecom e canone Rai.

 

Per restare ad alcune recenti agevolazioni, sono stati introdotti limiti di ISEE sul bonus 150 euro per i cittadini a basso reddito, su quello per il mutuo sulla prima casa e sul voucher connettività. L’ISEE, infine, è particolarmente importante per il riformato AUUF (l’assegno unico e universale figli) riservato ai nuclei familiari con figli a carico.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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