Italia: investire o no in attesa delle elezioni anticipate? - Borsa e Finanza

Italia: investire o no in attesa delle elezioni anticipate?

Italia: investire o no in attesa delle elezioni anticipate?

In Italia la crisi di Governo, iniziata con le dimissioni di Mario Draghi, sta inevitabilmente impattando sulle quotazioni dell’indice di Borsa italiano, già penalizzato da molteplici rischi, quali l’inflazione record, il rallentamento economico a braccetto con lo spettro della recessione e la crisi sia idrica che energetica. Ad aggiungersi a questo quadro allarmante vi sono anche le minacce di stop delle forniture di gas da parte della Russia. Considerando che una vittoria del Centrodestra allontanerebbe l’applicazione dello scudo anti-spread TPI della BCE, l’indice di Borsa italiano è davvero un’opportunità di investimento interessante? La risposta nell’Idea d’investimento di Vontobel Certificati di questa settimana (Clicca QUI per iscriverti).

 

Dopo lo strappo all’interno della maggioranza, il Premier Mario Draghi ha rassegnato le sue dimissioni aprendo la strada alle elezioni anticipate che si terranno il 25 settembre. Le prossime politiche rappresenteranno il primo caso dal 1948 in cui si voterà in autunno. Il Presidente del Consiglio rimarrà comunque in carica per svolgere gli affari correnti. Il Paese sta facendo i conti con diversi problemi come l’inflazione record, il rallentamento dell’economia, la crisi idrica e quella energetica.

 

Italia tra inflazione, crisi energetica e politica

L’indice dei prezzi al consumo a giugno si è attestato all’8%, in deciso aumento sul 6,8% di maggio ed in linea con le rilevazioni preliminari. Per la rilevazione, si tratta dell’aumento più elevato da gennaio 1986. Il dato potrebbe peggiorare anche per la siccità, che penalizza i raccolti agricoli ponendo all’orizzonte ulteriori aumenti del cibo (a giugno, l’aumento del prezzo degli alimenti processati è stato dell’8,2%, mentre quelli non processati hanno segnato il +9,6%). Per quanto riguarda il PIL, le stime Bloomberg evidenziano come il dato possa segnare il 2,7% nel 2022 e l’1,1% nel 2023. Lo scenario peggiorerebbe in maniera decisa nell’eventualità in cui la Russia decidesse di fermare le forniture di gas: in questo caso, il FMI prevede che l’impatto sul Prodotto Interno Lordo del nostro Paese possa arrivare ad un calo del 5%.

Guardando alla politica, Bloomberg riporta come al momento vi sia un testa a testa tra il Partito Democratico e Fratelli D’Italia. Se dovesse vincere la coalizione di Centrodestra, tradizionalmente poco europeista, si potrebbero allontanare le possibilità di rispetto dei requisiti per l’attivazione del nuovo strumento anti-frammentazione della BCE (TPI). Se il TPI dovesse rivelarsi necessario, per l’Italia si potrebbero verificare tensioni su titoli di Stato e, di conseguenza, sullo spread. Nell’ultimo anno, il differenziale tra i rendimenti di BTP e Bund a 10 anni è cresciuto del 69,25%, passando da 135,34 a 229,06 punti base. Oltre a questo, è da segnalare come al momento lo yield del decennale italiano sia superiore a quello greco (3,35% contro 3,30%). Dall’inizio dell’anno inoltre, il FTSE MIB è il peggior indice azionario del Vecchio Continente, con un -22,4% da inizio anno sul -13,15% del CAC 40, il -16,38% del DAX e il -16,15% dell’EURO STOXX 50. In generale, i mercati tendono a scontare gli eventi futuri, quindi a livelli borsistico una volta raggiunto un supporto di rilievo le azioni italiane potrebbero iniziare un rimbalzo.

 

FTSE MIB: il quadro grafico delle quotazioni

Le quotazioni del FTSE MIB sono inserite all’interno di una tendenza ribassista da inizio anno, con i corsi che hanno violato con decisione la linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 16 marzo a quelli del 30 ottobre 2020. I venditori si sono dunque riportati nei pressi del supporto compreso tra i 21.200 punti e i 20.400 punti. Se tale zona dovesse cedere, si potrebbe assistere ad un primo impulso discendente verso i 19.822 punti, dove verrebbe chiuso il gap up aperto dal 9 novembre 2020.

Al contrario, i compratori tornerebbero in vantaggio con un’accelerazione oltre i 21.850 punti, dove verrebbe rotto il livello dinamico disegnato con i top del 15 e 27 giugno 2022. Se ciò dovesse avvenire, i corsi potrebbero tornare sulle resistenze di più lungo periodo a 23.400 punti.

 

FTSE MIB, grafico a 5 anni. Fonte dati Bloomberg aggiornati alle 10:20 del 25/07/2022
FTSE MIB, grafico a 5 anni. Fonte dati Bloomberg aggiornati alle 10:20 del 25/07/2022

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