Italia: ricchezza finanziaria sfiora 7.000 miliardi, quasi metà in mano a milionari

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Non si ferma la corsa della ricchezza finanziaria netta globale, che comprende al suo interno asset finanziari, asset reali e passività. Nel 2024, secondo l’ultimo “Wealth Report 2025: Rethinking the Rules for Growth” di Boston Consulting Group, ha raggiunto la cifra di 512mila miliardi di dollari, in crescita del 4,4% rispetto allo scorso anno. Percentuale che però risulta inferiore alla media del 5,3% registrata nei quattro anni precedenti. “Questo risultato, attenuato a livello aggregato, nasconde contrasti più marcati al di sotto della superficie”, spiega il report.

Infatti, se la ricchezza finanziaria globale è aumentata dell’8,1% fino al massimo storico di 305mila miliardi di dollari, grazie allo slancio dei mercati azionari globali, le passività sono cresciute solo dello 0,2% e gli asset reali sono invece diminuiti dello 0,4%, “rallentando quindi la crescita complessiva della ricchezza netta”. Non bisogna dimenticare, inoltre, che “le fluttuazioni valutarie e l’inflazione hanno compresso i rendimenti, mentre le tensioni geopolitiche stanno aggiungendo livelli storici di incertezza. Più importante ancora, le fonti di crescita stanno cambiando”, avvisa lo studio.

 

in questo articolo:

 

  • Ricchezza globale, vincono i gestori patrimoniali
  • E l’Italia? Una ricchezza non per tutti
  • Dove investono gli italiani e quanti sono i milionari
  • Ricchezza finanziaria globale: vince il Nord America per crescita

 

Ricchezza globale, vincono i gestori patrimoniali

In questo contesto, i gestori patrimoniali hanno aumentato il loro patrimonio gestito (aum) del 13,0%, superando la crescita della ricchezza finanziaria complessiva. Secondo il report infatti “hanno beneficiato di una forte esposizione a classi di attivi ad alto rendimento e di una crescita più rapida nei segmenti di clientela ad alto patrimonio rispetto a quelli mass market e affluent”. Tuttavia, i ricavi non hanno tenuto lo stesso passo, crescendo solo del 7,1%. Di conseguenza, i ricavi per unità di patrimonio gestito sono leggermente diminuiti. Nonostante ciò, molte aziende hanno ridotto i costi in parallelo, contribuendo a mantenere stabile il rapporto costi/ricavi al 75%.

E l’Italia? Una ricchezza non per tutti 

Pur in lieve calo dell’1,1% rispetto al 2021, l’Italia si è posizionata all’ottavo posto nel ranking globale per ricchezza finanziaria, che si attesta intorno ai 6.900 miliardi di dollari. Nel dettaglio, gli asset reali nel nostro Paese sono diminuiti del 4,1% dal 2023, raggiungendo i 7.500 miliardi di dollari, ma si prevede che cresceranno del 4,1% annuo fino a raggiungere i 9.200 miliardi di dollari entro il 2029. Le passività sono diminuite del 5,2%, attestandosi a 800 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita prevista del 2,9% nei prossimi quattro anni, arrivando a toccare i 950 miliardi di dollari nel 2029.

Ma attenzione. Stando ai dati, il 48% del patrimonio finanziario italiano nel 2024 è detenuto dai milionari, ma una larga parte della ricchezza (53%) appartiene ai cosiddetti clienti affluent e mass, gli individui con una ricchezza che arriva al milione. Nei prossimi 4 anni crescerà rispettivamente dell’1% il numero dei milionari con patrimoni da 1 a 100 milioni di dollari Usa (Lower- e Upper-High Net-Worth), mentre crescerà del 3% il numero di individui con patrimoni maggiori di 100 milioni (Ultra-High Net Worth). Rimarranno stabili invece gli affluent e diminuiranno del 5% i clienti mass, probabilmente per lo spostamento verso fasce più alte.

“Nel 2024 la ricchezza è cresciuta a livello globale, ma ancora una volta spinta in larga parte dalla performance dei mercati. L’Italia ha registrato una lieve flessione, che riflette questa dinamica, ma la traiettoria resta positiva”, spiega Graziano Pace, principal di Boston Consulting Group. “Il nostro Paese si conferma infatti all’ottavo posto nel ranking globale per ricchezza finanziaria, un risultato che testimonia la solidità patrimoniale di lungo periodo. Guardando avanti, la vera differenza la farà la qualità della crescita, non più solo trainata dai mercati, ma costruita su qualità della consulenza, dati e fiducia. Il consiglio ai player del settore è semplice: tornare a investire in relazioni forti e modelli di servizio evoluti, capaci di parlare anche alle nuove generazioni. È lì che si giocherà la continuità della leadership nei prossimi anni”, ha aggiunto.

 

Dove investono gli italiani e quanti sono i milionari

Entrando nel merito, la ricchezza finanziaria detenuta dagli italiani risulta ben distribuita tra diverse tipologie di asset. In particolare, al 2024, il 40% del totale è allocato in azioni e fondi comuni di investimento, il 25% in depositi e valute, il 18% in polizze vita e pensioni e l’8% in obbligazioni. Questa ripartizione riflette una crescente propensione verso strumenti di investimento a più alto rendimento, come le azioni e i prodotti di risparmio gestito, rispetto alla media dei paesi dell’Europa Occidentale, dove la quota destinata ad azioni è più contenuta (32% nel 2024). Secondo le stime BCG, entro il 2029 la componente azionaria in Italia è destinata ad aumentare ulteriormente, passando dal 40% attuale al 43%, superando così anche la proiezione globale, che si attesta intorno al 42%.

Inoltre, secondo il report, sono 517mila gli italiani milionari, cioè persone che detengono un patrimonio di almeno un milione di dollari in ricchezza finanziaria, meno dell’1% della popolazione. Se si guarda poi al segmento degli Ultra-High Net Worth, gli individui che detengono un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari di ricchezza finanziaria, in Italia se ne contano 2.600.

 

Ricchezza finanziaria globale: vince il Nord America per crescita

Lo studio rileva anche i trend di crescita della ricchezza finanziaria per geografia: forte la spinta in Nord America, che è stato il principale motore di crescita patrimoniale nel 2024, con un incremento del 14,9% spinto dal solido andamento dei mercati azionari. Nella regione Asia-Pacifico si osserva una crescita del 7,3%, sostenuta da Cina, India e paesi ASEAN. Le proiezioni indicano che, entro il 2029, guiderà l’espansione della ricchezza finanziaria globale con una crescita prevista di circa il 9% annuo fino al 2029.

In Europa occidentale si registra un incremento più contenuto, pari allo 0,8%, dovuto al deprezzamento delle principali valute rispetto al dollaro americano e da un contesto macroeconomico meno favorevole. Hong Kong ha registrato la crescita maggiore come booking center tra le piazze finanziarie internazionali, pareggiando la Svizzera per dimensioni nel 2024. Allo stesso tempo, Singapore ed Emirati Arabi Uniti (UAE) registrano la crescita percentuale più elevata, rispettivamente 11,9% e 11,1%. Si conferma la centralità della Svizzera, che rimane il primo booking center al mondo per valore assoluto di ricchezza gestita (2.700 miliardi). Tuttavia, se Hong Kong dovesse continuare a crescere agli attuali livelli, si stima che la Svizzera passerà al secondo posto nel 2029. Secondo le stime, Svizzera, Singapore e Hong Kong assorbiranno oltre due terzi dei nuovi flussi di ricchezza transfrontaliera entro il 2029.

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Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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