L’Italia è attesa da un importante banco di prova questa sera sul fronte del rating. S&P Global Ratings sarà la prima delle agenzie, quest’anno, a esprimere il proprio giudizio sul merito creditizio italiano. Le altre si pronunceranno il 13 marzo (Fitch), il 25 marzo (Moody’s) e il 17 aprile (Dbrs). Il calendario prevede inoltre una revisione di S&P il 15 maggio e il 13 novembre, di Fitch l’11 settembre, di Moody’s il 25 settembre e di Dbrs il 16 ottobre.
In questo articolo:
- Italia: cosa aspettarsi stasera da S&P Global Ratings
- Gli ultimi giudizi
Italia: cosa aspettarsi stasera da S&P Global Ratings
L’appuntamento di questa sera arriva in un contesto complesso, nel quale l’Italia ha saputo tenere le redini del bilancio, mantenendo i conti in ordine e senza offrire ai mercati spunti per attaccare i titoli di Stato. Rispetto al passato, quindi, il verdetto delle agenzie di rating non è atteso con particolare ansia, anche perché il governo appare stabile e orientato a completare la legislatura. Nell’ultimo pronunciamento, lo scorso ottobre, S&P Global Ratings aveva confermato il rating BBB+, dopo averlo innalzato nella revisione della primavera precedente, mantenendo l’outlook “stabile”. Allora vi fu un pizzico di delusione per il mancato passaggio della prospettiva a “positiva”, e oggi le aspettative di un miglioramento sono tornate a farsi strada.
Rimane tuttavia il nodo del debito pubblico, sul quale S&P ha concentrato l’attenzione. Secondo le più recenti rilevazioni di Eurostat, il rapporto debito/PIL dell’Italia è salito al 137,8% dal 135,3% di fine 2024, un elemento che potrebbe rappresentare un ostacolo significativo a un’eventuale promozione. A ottobre l’agenzia aveva riconosciuto la buona gestione dei conti pubblici da parte del governo, sottolineando però la necessità di intensificare gli sforzi per ridurre il debito. Proseguendo su questa strada, le probabilità di ottenere almeno un outlook positivo nel giudizio di S&P appaiono più elevate, se non già questa sera, quantomeno nelle prossime revisioni.
Alcuni giorni fa, S&P ha inoltre precisato in una nota che gli investimenti pubblici legati ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 non avranno “effetti finanziari negativi né sul debito sovrano né sui governi locali e regionali”, in quanto le spese sono state contenute e inferiori a quelle sostenute per l’Expo di Milano del 2015.
Gli ultimi giudizi
Il clima di fiducia che circonda l’Italia trova conferma negli ultimi giudizi positivi espressi dalle altre agenzie di rating. Moody’s ha migliorato il rating da Baa3 a Baa2, con outlook stabile, il 21 novembre 2025. La promozione è arrivata dopo che, il 19 settembre, Fitch aveva innalzato la valutazione a BBB+, migliorando l’outlook da “negativo” a “stabile”. L’upgrade è stato motivato dall’agenzia citando “miglioramenti strutturali delle entrate e un rigoroso controllo della spesa pubblica”.
Fitch ha inoltre sottolineato che i buoni risultati economici dell’Italia sono il frutto di una situazione politica che non desta preoccupazioni e degli sforzi dell’esecutivo sul fronte delle riforme. Di conseguenza, i rischi legati all’elevato debito pubblico e ai venti contrari provenienti dall’esterno risultano “mitigati”. Tutto ciò contribuisce a spiegare perché l’Italia presenti oggi un merito creditizio sostanzialmente allineato a quello di Paesi che, al contrario, mostrano un rapporto debito/PIL molto più basso.









