Cosa farà Itelyum nell’impianto di terre rare a Ceccano

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Player internazionale nella gestione e valorizzazione dei rifiuti industriali, Itelyum sta per aprire un impianto all’avanguardia per il recupero di terre rare a Ceccano, in provincia di Frosinone. L’azienda lodigiana di servizi per l’ambiente, con sede a Pieve Fissiraga e i cui azionisti di maggior rilievo sono le società di private equity Stirling Square Capital Partners e Deutsche Beteiligungs AG, si occupa di rigenerazione di oli lubrificanti usati, produzione di solventi puri e trattamento di reflui industriali da cui produrre solventi purificati. Su uno dei pilastri della transizione ecologica, le cosiddette REE (Rare Earth Elements), si concentra ora il progetto INSPIREE.

 

Itelyum, cosa farà a Ceccano con le terre rare

Itelyum Regeneration è la controllata di Itelyum Group affidata all’amministratore delegato e direttore generale Marco Codognola. Il sito industriale di Ceccano sarà il primo impianto in Europa per la produzione di ossidi e carbonati di terre rare (disprosio, neodimio e praseodimio) da riciclo chimico di magneti permanenti esausti, estratti da hard disk e motori elettrici a fine vita. Il processo idrometallurgico prevede la dissoluzione dei magneti con gli acidi minerali e la successiva separazione delle terre rare. In prima battuta, verranno infatti disassemblati i magneti; successivamente, verranno recuperati gli ossalati di REE attraverso un processo di idrometallurgia a bassissimo impatto ambientale.

Estrarre elementi naturali per accorciare la filiera ed eliminare il ricorso ai combustibili fossili è fondamentale per numerosi settori industriali: l’automotive per le batterie dei veicoli elettrici, le energie rinnovabili con turbine eoliche e pannelli solari, le tecnologie militare e aerospaziale, la fibra ottica e la produzione elettronica di computer, tablet, smartphone ed accessori elettrici. La domanda di metalli e minerali indispensabili per la transizione energetica e digitale è destinata ad aumentare del 500% entro il 2050.

L’impianto di smontaggio di Itelyum a Ceccano potrà trattare 1.000 tonnellate all’anno di rotori elettrici. A pieno regime il sito idrometallurgico riuscirà a trattare 2.000 tonnellate all’anno di magneti permanenti ottenuti da diverse fonti (dagli hard disk ai motori elettrici) con il recupero di 500 tonnellate all’anno di ossalati di REE. Questa quantità è considerata sufficiente a far funzionare un milione di hard disk e portatili e dieci milioni di magneti permanenti per applicazioni varie nell’automotive elettrico.

Attualmente il riciclo contribuisce per meno dell’1% alla domanda europea di terre rare. Secondo il Critical Raw Materials Act, il regolamento europeo sulle materie prime critiche, entro il 2030 l’Unione dovrà ricavare dal riciclo il 25% del proprio fabbisogno annuale di CRM (Critical Raw Materials). La normativa comunitaria punta a ridurre la dipendenza dalla Cina, che produce il 94% dei magneti in terre rare, vale il 70% dell’estrazione mondiale, l’85% della lavorazione e il 90% della raffinazione.

 

Terre rare: cosa sono e dove si trovano in Italia

L’Italia vanta uno dei sottosuoli più ricchi di terre rare, ovvero metalli presenti nella tavola periodica degli elementi le cui proprietà magnetiche e conduttive ne permettono l’utilizzo in diversi ambiti: gran parte dei 17 elementi chimici compresi all’interno delle REE (cerio, disprosio, erbio, europio, gadolinio, itterbio, ittrio, lantanio, lutezio, neodimio, olmio,  praseodimio, promezio, samario, scandio, terbio, tulio) si trovano sul territorio nazionale. L’arco alpino, il Trentino, il Piemonte e la Liguria, insieme ai Campi Flegrei in Campania, alla parte meridionale della Toscana, alla Sicilia e alla Sardegna, offrono il maggior numero di elementi. Nella zona settentrionale del Lazio sono invece presenti diversi giacimenti di cobalto, manganese e barite.

Il progetto INSPIREE di Itelyum Regeneration farà del Lazio un nuovo punto di riferimento per la green economy, combinando lo sviluppo del territorio e la creazione di posti di lavoro di qualità alla protezione ambientale e alla tutela delle comunità locali. “Itelyum è capofila di un progetto all’avanguardia che mette insieme le migliori competenze made in Italy – spiega Marco Codognola –. L’economia circolare e la sostenibilità fanno parte del nostro DNA ed è un onore metterle a disposizione nella costruzione di nuove filiere, di importanza strategica nazionale ed europea, con partner di alto valore”.

Finanziato da CINEA (l’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente) come parte del programma LIFE, INSPIREE ha una durata di 42 mesi, da ottobre 2023 a marzo 2027. I partner di Itelyum sono EIT Raw Materials, il più grande consorzio nel settore delle materie prime a livello mondiale; Erion, il sistema multi-consortile no profit per la gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle materie prime seconde; Glob Eco, azienda pugliese con una lunga esperienza nella raccolta e nel trattamento di REE; l’Università dell’Aquila che ha sviluppato, brevettato e ottimizzerà la tecnologia idrometallurgica.

“Per l’approvvigionamento delle materie prime strategiche l’Europa dipende ancora troppo da Paesi terzi, nonostante gli sforzi in atto per rendere più circolare la nostra economia – aggiunge Danilo Bonato, direttore generale di Erion –. Ora però abbiamo l’opportunità di costruire la value chain del riciclo delle terre rare, attraverso la realizzazione di impianti con tecnologie innovative e strategie più efficaci per massimizzare la raccolta dei rifiuti tecnologici”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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