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IVAFE: tutto quello da sapere sulla tassazione delle attività finanziarie all’estero

IVAFE: tutto quello da sapere sulla tassazione delle attività finanziarie all'estero

Chi detiene attività finanziarie all’estero, deve corrispondere al Fisco italiano l’IVAFE, nell’ambito della normativa sul monitoraggio fiscale. Ma cos’è e come funziona l’IVAFE? E quando realmente va pagata? Ecco una guida che illustra tutte le varie caratteristiche dell’imposta e come dovrà essere versata.

IVAFE: cos’è e come funziona

L’IVAFE è un’imposta che viene applicata ai prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio, anche provenienti da eredità e donazioni, detenuti all’estero da persone fisiche residenti in Italia. Per determinare la residenza fiscale delle persone fisiche si ricorre all’art.2, comma 2, del DPR 917/86 secondo cui è fiscalmente residente il soggetto che:

 

  • è iscritto nell’anagrafe dei residenti per la maggior parte del periodo d’imposta considerato;
  • seppur iscritto nell’anagrafe dei non residenti (Aire), ha conservato il domicilio (inteso come centro degli affari e degli interessi) in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta considerato;
  • seppur iscritto nell’anagrafe dei non residenti, ha conservato la residenza (intesa come luogo in cui la persona ha la propria dimora abituale) nel territorio dello Stato per la maggior parte del periodo d’imposta.

 

La normativa sull’IVAFE è stata introdotta in Italia nel 2012, nel contesto di una più ampia disciplina sul monitoraggio fiscale che ha visto la luce con la legge n.227/90, e ha subito delle modifiche legislative a decorrere dal 1° gennaio 2014 dove tra le attività finanziarie sottoposte a tassazione non venivano più comprese le valute estere in banconote e monete, i finanziamenti dei soci e i metalli preziosi. Quindi si è voluto equiparare il presupposto impositivo a quello utilizzato per l’imposta di bollo sostitutiva.

L’importo dei prodotti finanziari sottoposti a imposta è rappresentato dal valore di mercato al 31 dicembre o alla fine del periodo di detenzione. Se non vi è a quella data una negoziazione per cui è possibile desumere il valore di mercato, si deve far riferimento alla quotazione del giorno antecedente. Se tali prodotti non sono negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, si prende in considerazione il valore nominale o, se assente, il valore di rimborso. In caso nemmeno questi ultimi due valori sono presenti, bisogna ricorrere al costo di acquisto rilevato in base alla documentazione dell’intermediario.

L’IVAFE è stabilita nella misura dello 0,2% del valore dei prodotti finanziari rapportata agli effettivi giorni di detenzione di tali strumenti. Mentre, riguardo i conti correnti e i libretti di risparmio, ammonta a 34,20 euro su base annua, a condizione però che la giacenza media sia superiore a 5.000 euro; in caso contrario, l’imposta è esente. Nel caso in cui siano state versate delle imposte patrimoniali nello Stato dove si trovano presenti tali attività finanziarie, onde evitare la doppia imposizione, sorge un credito d’imposta per il contribuente da riportare in dichiarazione dei redditi.

Il valore dei prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio deve essere riportato nel quadro RW del modello di dichiarazione dei redditi PF. Nel caso in cui l’attività finanziaria sia in comunione o cointestata, ogni soggetto deve compilare un quadro RW in dichiarazione indicando la percentuale di possesso. Se esistono dei diritti reali sulle attività finanziarie, come nuda proprietà e usufrutto, suscettibili di produrre reddito in Italia, devono essere monitorati per ciascun soggetto titolare. Il quadro RW non va compilato da tutti quei soggetti che hanno mero potere di firma sul conto corrente estero, a condizione che vi sia la delega da parte dell’intestatario a operare nell’interesse esclusivo dell’intestatario.

Il monitoraggio fiscale

La circolare n.38/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che al monitoraggio fiscale sono tenuti anche coloro che hanno la semplice disponibilità e la possibilità di movimentazione dell’attività finanziaria estera con delega di prelievo sul conto corrente estero. L’obbligo di monitoraggio fiscale per gli investimenti e le attività finanziarie detenuti all’estero riguarda anche i soggetti, fiscalmente residenti, che detengono i beni per il tramite di società o di entità giuridiche diverse in qualità di “titolari effettivi“. Ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del D.L. n. 167/90 rivestono la qualifica di titolari effettivi, le seguenti categorie di soggetti:

 

  • in caso di società, la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano un’entità giuridica. Possesso attraverso il controllo diretto o indiretto di una percentuale sufficiente delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore. Tale criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25% più uno di partecipazione al capitale sociale. Oppure la persona fisica o le persone fisiche che esercitino in altro modo il controllo sulla direzione dell’entità giuridica;
  • in caso di fondazioni e trust che amministrano e distribuiscono fondi, se i futuri beneficiari sono già stati determinati, la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25% o più del patrimonio di un’entità giuridica. Se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate, la categoria di persone nel cui interesse principale è istituita o agisce l’entità giuridica.

IVAFE: versamento ed esenzioni

Il versamento dell’IVAFE avviene con le stesse modalità con cui si effettua il versamento dell’IRPEF, anche con riguardo agli acconti e ai saldi, nonché ad accertamento, riscossione, sanzioni, rimborsi e contenziosi.
Sono escluse dalla tassazione:

 

  • le polizze assicurative emesse da compagnie estere operanti in Italia in regime di libera prestazione di servizi e sottoscritte da residenti a condizione che venga applicata l’imposta di bollo sostitutiva;
  • le stock option offerte ai lavoratori dipendenti e assimilati a condizione che non siano cedibili;
  • le forme di previdenza complementare gestite da società di diritto estero;
  • le attività finanziarie oggetto di un contratto di amministrazione con società fiduciarie residenti o di un contratto di gestione con un intermediario residente, in quanto sottoposte a imposta di bollo sostitutiva.

 

Il monitoraggio fiscale incontra delle esenzioni anche in ambito soggettivo, come stabilito dall’art.38, comma 13, del decreto legge n.78/10. In base a tale normativa, i soggetti che prestano in via continuativa lavoro all’estero, per tutti gli investimenti e le attività ovunque detenuti, sono esonerati dal monitoraggio fiscale. Tra questi soggetti vi sono coloro che lavorano all’estero per lo Stato italiano, ovvero tutti quelli che lavorano all’estero presso organizzazioni internazionale di cui fa parte anche l’Italia. La disciplina, inoltre, comprende anche i soggetti che prestano in via continuativa la propria attività in zone estere di frontiera.

Nel caso si ometta o si effettui una dichiarazione infedele nel quadro RW, l’art.5 del decreto legge n.167/90, rinnovato dall’art.9 della legge n.97/13, prevede una sanzione amministrativa nella misura che va dal 3% al 15% dell’ammontare non dichiarato. Tali sanzioni raddoppiano se si tratta di attività detenute nei Paesi che hanno un regime fiscale privilegiato. Se però la presentazione del quadro RW viene effettuata con un ritardo non superiore ai 90 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, in questo caso la sanzione è dovuta nella misura fissa di 250 euro.

Una situazione particolare, ai fini del monitoraggio fiscale, si ha quando le attività finanziarie all’estero sono detenute attraverso una società fiduciaria residente. In questo caso per il contribuente vengono meno gli obblighi di monitoraggio, in quanto è la stessa società fiduciaria che ha il compito di segnalare al Fisco le attività oggetto dell’incarico. La società fiduciaria deve segnalare nel modello 770 nel quadro SO tutti i prelievi che avvengono nei conti correnti esteri per cui ha ricevuto il mandato, ai fini delle norme sull’antiriciclaggio.

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Redazione

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