JetBlue-Spirit: ok alla fusione, deal da 3,8 miliardi di dollari

JetBlue-Spirit: ok alla fusione, deal da 3,8 miliardi di dollari

JetBlue-Spirit: c’è l’ok ufficiale alla fusione, deal da 3,8 miliardi di dollari

Alla fine è arrivata l’ufficialità: dopo diversi tira e molla e giochi al rilancio, JetBlue Airways e Spirit Airlines hanno raggiunto un accordo per la fusione delle due compagnie aeree. L’acquisizione di JetBlue avverrebbe per 3,8 miliardi di dollari e darebbe vita alla quinta più grande società di volo degli Stati Uniti. Inoltre, questo rappresenta il primo grande accordo tra compagnie statunitensi dal 2016. L’ultimo infatti era stato quello tra Alaska Airlines e Virgin America. 

Chiaramente bisogna attendere ancora il via libera da parte delle Autorità di regolamentazione, oltre l’approvazione delle rispettive Assemblee, per dirsi conclusa l’operazione, ma il passo importante di mettere nero su bianco l’affare è stato fatto. La società combinata avrebbe sede a New York City e sarebbe guidata dall’attuale CEO di JetBlue Robin Hayes, in base a quanto risulta da un deposito normativo di JetBlue. Le due compagnie aeree hanno dichiarato che si aspettano che il closing avvenga entro e non oltre la prima metà del 2024. La reazione in Borsa per le azioni delle due società è stata opposta nelle prime ore di contrattazione a Wall Street: il titolo JetBlue è in calo dell’3,3%, mentre quello di Spirit sale del 3,4%.

 

 

JetBlue Airways: ecco perché l’ha spuntata su Frontier 

L’accordo è stato firmato sulla base di un’offerta di 33,50 dollari per azione che è stata fatta da JetBlue, con il pagamento completamente in contanti. Questo comprende un versamento anticipato di 2,50 dollari all’approvazione da parte dell’Assemblea di Spirit e una commissione di 10 centesimi a partire dal 2023 fino a quando non sarà finalizzato tutto. A questo si aggiunge una tariffa di 400 milioni di dollari, qualora il Regolatore non dovesse approvare l’accordo. 

La scalata di JetBlue non è stata facile, perché ha dovuto battagliare con l’altra compagnia low-cost, Frontier, che si era per prima fatta avanti nel tentativo di appropriarsi di Spirit. I due contendenti nel tempo hanno provato a modificare l’offerta rendendola più favorevole alla società target, ma la chiave di volta è stata la riluttanza da parte degli azionisti della società di Miramar, Florida, a cedere l’azienda a Frontier, la cui proposta risultava meno vantaggiosa. Infatti, sono stati molti i rinvii in Assemblea per far approvare l’eventuale accorto tra Spirit e Frontier. 

Tuttavia, l’offerta di JetBlue è stata ripetutamente respinta in quanto ritenuta critica per le Autorità Antitrust che dovevano assegnare il nulla osta all’operazione. Al riguardo si temeva che queste potessero mettere il veto a causa dell’alleanza della società con sede a Long Island City, New York, con America Airlines, su cui JetBlue ha sempre affermato di non voler rinunciare.  

 

JetBlue-Spirit: cosa significa l’accordo

Se il patto tra le due compagnie riuscirà a passare il controllo dell’Antitrust, nascerebbe un grande vettore, lasciando Frontier come il più importante low-cost degli Stati Uniti. Secondo le massime cariche di JetBlue, l’acquisizione di Spirit permetterebbe un’accelerazione della sua crescita, attraverso l’accesso a più jet di linea, potendo competere con grandi compagnie come America Airlines, Delta Air Lines, United Airlines e Southwest Airlines, che controllano tre quarti del mercato aereo statunitense. Secondo gli analisti, l’accordo potrebbe anche aprire le porte a un maggiore consolidamento tra i vettori più piccoli.  Per quel che riguarda gli aerei di Spirit, JetBlue ha in programma di migliorare il design e di modificare gli ambienti interni con schermi per lo schienale e maggiore spazio per le gambe.

 

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