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Jupiter AM, Andrea Porro: così cresceremo ancora in Italia

Un primo piano di Andrea Porro, il nuovo responsabile per l'Italia di Jupiter AM

Per Jupiter AM il mercato italiano è uno dei più interessanti a livello globale. Dopo sei anni di presenza nel Belpaese lo sviluppo proseguirà lungo le linee strategiche che hanno portato l’asset manager britannico a ritagliarsi una presenza importante e sotto la guida di un nuovo country head. Andrea Porro, che ne ha seguito fin dall’inizio l’avventura italiana iniziata nel 2016, prenderà il posto di Andrea Boggio. In questa intervista con Borsa&Finanza il nuovo responsabile per l’Italia, oltre a tracciare un bilancio di questi sei anni, delinea le linee strategiche con cui intende guidare la divisione italiana e offre uno sguardo ai mercati finanziari al termine di un anno complesso.

 

Dott. Porro, qual è il bilancio dei sei anni che ha trascorso finora in Jupiter AM, sin dall’arrivo del gruppo in Italia?

“Il bilancio è molto positivo. Sei anni fa apriva a Milano l’ufficio italiano di Jupiter e da allora abbiamo fatto tanta strada. Jupiter è infatti sbarcata in Italia senza avere una base di clientela già consolidata, ma il brand è sempre stato ben riconosciuto e considerato nel mondo dei fund selector italiani. Non deve quindi sorprendere se fin dai primi mesi abbiamo registrato un forte riscontro commerciale dal mondo wholesale, su cui ci siamo inizialmente concentrati. Quello che invece mi ha sorpreso è stato il velocissimo ‘travaso’ di interesse anche sugli altri canali distributivi, soprattutto in una fase storica come quella recente in cui la maggior parte delle realtà hanno implementato un processo di rifocalizzazione e riduzione del numero medio delle controparti utilizzate.

Le ragioni di questo successo sono a mio avviso riconducibili principalmente a due fattori: in primis la nostra chiarissima value proposition, l’ essere focalizzati esclusivamente sulla gestione attiva offrendo totale libertà di pensiero ai nostri gestori – non vi è infatti nessun comitato d’investimento centrale che elabori view della casa e questo rende possibile prendere posizioni anche ‘fuori dal coro’ – unitamente a una qualità media elevata della nostra gamma, con due terzi dell’offerta che ha performance sopra la mediana a 5 anni. Questi fattori ci rendono estremamente attraenti per chi è alla ricerca di soluzioni che possano diversificare portafogli o cataloghi d’offerta specialmente nel segmento Private”.

 

Quali linee strategiche intendete seguire per la crescita del gruppo in Italia e che obiettivi vi ponete?

“Essendo il mercato italiano nella rosa ristretta di quelli ritenuti maggiormente interessanti da Jupiter a livello globale, continueremo a focalizzare i nostri sforzi e risorse al fine di accelerare il processo di crescita locale. È però a mio avviso importante sottolineare come quello italiano sia un mercato estremamente competitivo: ormai qualsiasi asset manager con ambizioni globali è presente direttamente o indirettamente nel nostro paese. Siamo pero convinti che la distintività della nostra gamma e la chiarezza della nostra mission aziendale ci permettano di avere un posizionamento molto chiaro anche in un panorama cosi affollato. Inoltre questo è un mercato in continua evoluzione e ricerca costante di equilibri, con una sempre più forte sovrapposizione e ridefinizione dei classici canali distributivi. Se anni fa era chiara la separazione tra discretionary, advisory e segmento istituzionale, al giorno d’oggi non solo le logiche proprie di ciascun canale ma spesso anche gli interlocutori stessi si sovrappongono, rendendo quindi necessari approcci nuovi al servizio dei clienti. È questo un punto fondamentale, insieme ovviamente al saper generare sovraperformance lungo il ciclo economico, per poter avere successo in un mercato cosi competitivo.

La nostra idea è quindi quella di proseguire con un approccio di team incentrato sul cliente, in cui nessuno è il titolare esclusivo di una relazione e in cui non si opera con logiche di silos ma facendo continuamente leva sul bagaglio di conoscenze ed esperienze di ogni membro del team in modo da rendere la gestione della relazione il più efficace ed efficiente possibile per il cliente. Questo approccio permetterà inoltre, a mio avviso, di proseguire più velocemente nel processo di diversificazione della nostra presenza su tutti i canali, dal discretionary e subadvisory dove siamo ormai una realtà ben consolidata, passando per una sempre maggiore presenza nel canale dell’advisory su cui ci aspettiamo importanti novità a breve e infine consolidando il canale istituzionale. Un ulteriore elemento strategico di sviluppo passa dall’individuazione di un limitato numero di partnership strategiche: qui non intendiamo le classiche iniziative di visibilità, ma passare oltre la logica di singolo prodotto per ragionare su soluzioni e strategie di collaborazione a tutto tondo in un’ottica di lungo periodo, permettendo quindi un salto di qualità nella relazione”.

 

Il 2022 è stato un anno difficile per gli investitori. Il 2023 sarà migliore?

“Sicuramente il 2022 è destinato a passare agli annali come uno dei più difficili dal punto di vista della gestione dei portafogli. Le performance, che si avviano a essere negative sia per l’azionario che per l’obbligazionario, hanno di fatto portato a uno dei peggiori anni di sempre per i portafogli multiasset. Tuttavia alcune strategie hanno saputo mostrare un importante contributo di diversificazione per quei clienti che le hanno inserite in portafoglio: ad esempio, in Jupiter quest’anno abbiamo avuto ben due strategie – una absolute bond e una absolute equity – che non solo hanno mostrato correlazioni negative con i mercati ma sono avviate verso una chiusura d’anno con un bel segno positivo.

Guardando al 2023 l’auspicio è sicuramente che sia un anno migliore, ma specialmente quando si parla di mercati è difficile fare previsioni a lungo termine. Condivido pero una serie di riflessioni: in primis, sicuramente continuare a ricercare strategie decorrelate rimarrà una priorità. In questo ambito ad esempio, oltre alle strategie absolute equity e bond cui accennavo, riteniamo che un portafoglio possa essere reso più resiliente anche grazie all’introduzione di un’allocazione strategica per esempio a metalli monetari. Sul fronte delle asset class tradizionali la notizia è che il reddito fisso è tornato ad avere un ‘reddito’: vediamo quindi opportunità per quei gestori attivi che possano e sappiano approfittare degli interessanti livelli di rendimento che ad esempio i mercati del credito sono tornati a mostrare.

Una nota di cautela però è d’obbligo: se, come tutti i commentatori ormai sembrano concordare, l’economia mondiale si avvia verso un rallentamento (sulla cui entità invece le posizioni rimangono divergenti) è fondamentale a mio avviso affidarsi a un gestore attivo, che possa cercare di minimizzare i rischi di default che tale rallentamento, unito all’aumento dei tassi, faranno sicuramente aumentare. Infine, potrebbe essere interessante anche ritornare a guardare quella parte di mercato azionario più focalizzato sulla crescita che è stato oggetto di vendite indiscriminate quest’anno vittima del rialzo dei tassi: anche qui una gestione attiva può aiutare a separare le aziende di qualità con crescita futura realizzabile rispetto a quei titoli la cui crescita – ipotetica in molti casi – è stata sostenuta largamente da un mondo a tassi negativi”.

 

Andrea Porro in Jupiter

Andrea Porro è in Jupiter fin dallo sbarco dell’asset manager in Italia nel 2016 e ha ricoperto in precedenza la carica di deputy head Italy. Sarà alla guida di un team di cinque professionisti rivolti alla clientela italiana sia istituzionale che retail, a cui la casa di gestione mette a disposizione una gamma diversificata di strategie azionarie, obbligazionarie e alternative. Porro, 39 anni, vanta 15 anni di esperienza nel settore degli investimenti e prima di approdare in Jupiter è stato vice presidente sales, wholesale e retail clients asset management in Credit Suisse. Ha iniziato la sua carriera in Deutsche Bank lavorando al desk Equity Derivatives Training. Nel suo nuovo ruolo risponderà a Mathias Muller.

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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