La pensione? Un miracolo per il 46% degli investitori

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Vivere la vita con l’ansia della pensione. Oggi è una situazione comune a molti, che si tratti di persone con ampie disponibilità economiche o, in maggiore misura, che abbiano difficoltà ad arrivare a fine mese. Sebbene il quadro descritto dal Global Retirement Index 2024 di Natixis IM mostri miglioramenti nei numerosi indicatori utilizzati per la sua costruzione, per il 46% dei partecipanti alla ricerca che rientrano nella categoria dei mass market investors (tra 100.000 e 300.000 dollari di asset investibili) ottenere la sicurezza pensionistica sarà “un miracolo”. La percentuale di chi si affida alle alte sfere celesti rimane elevata anche tra chi ha disponibilità di asset maggiori. Tra i cosiddetti high-net-worth investors (oltre 1 milione di dollari) sono il 42%, in crescita dal 35% del 2021.  Più in generale, in soli due anni, il numero di persone che pensano ci voglia un miracolo per raggiungere la sicurezza pensionistica è salito dal 40% al 45%.

Al centro del problema c’è l’incertezza su come affrontare le spese che caratterizzano il periodo seguente all’uscita dall’attività lavorativa lavoro. Tra il 2021 e il 2023, il numero di individui che temono di non avere abbastanza soldi per andare in pensione è aumentato dal 39% al 42%. I Millennials rimangono i più propensi a esprimere preoccupazioni (dal 47% al 48%) ma il pessimismo è in aumento anche tra i membri della Generazione X (dal 42% al 47%) e tra i Baby Boomer (dal 31% al 35%).

Il grafico a barre verticali mostra l'aumento, per diverse classi di investitori, della percentuale di chi definisce il raggiungimento della sicurezza pensionistica "un miracolo".
La sicurezza pensionistica è un miracolo – Fonte: GRI Natixis IM.

Come si costruisce il miracolo della pensione

Tra gli elementi positivi emersi dal Global Retirement Index 2024 di Natixis IM, realizzato in collaborazione con Core Data Research, emerge la crescente consapevolezza che i miracoli non avvengono da soli. ll numero di individui che ritengono sia sempre più una loro

responsabilità quella di finanziarsi la pensione in maniera autonoma, piuttosto che affidarsi a pensioni pubbliche e private, è cresciuto dal 67% all’81% tra il 2015 e il 2023.

“Gli individui stanno sempre più prendendo in mano la propria sicurezza pensionistica. Alla luce di questo cambiamento, i fornitori di servizi finanziari devono essere più proattivi nell’aiutare le persone a risparmiare di più – fino alla pensione e attraverso di essa – offrendo un supporto migliore e soluzioni adatte al contesto odierno e alle esigenze pensionistiche individuali, compreso l’accesso ai mercati pubblici e privati, se vogliamo aiutare a prevenire una crisi pensionistica in futuro” ha commentato Marco Barindelli, responsabile Italia di Natixis IM.

Le trappole in questo percorso di costruzione sono molte. La ricerca di Natixis ne ha evidenziate quattro:

 

  • Tassi di interesse;
  • Inflazione;
  • Debito pubblico;
  • I singoli individui.

 

Mentre i primi tre fattori non sono controllabili dalla persona, è il quarto punto quello più rilevante in quanto dipende da “noi stessi. Una pensione sicura è un viaggio – prosegue il report – non una destinazione. Il successo richiede aspettative realistiche e un impegno significativo da parte degli individui. Sebbene molti possano apprezzare questo concetto, non tutti gli investitori fanno ipotesi ragionevoli e si pongono obiettivi realistici.  I risultati della survey sugli investitori individuali mostrano che questi ultimi non hanno una visione coerente di ciò che serve per avere successo”.

Con riferimento agli altri tre fattori, il report di Natixis IM sottolinea il pericolo rappresentato dai 6.000 miliardi di dollari (rilevazione della Fed di St Louis del 19 giugno 2024 negli USA) investiti in fondi del mercato monetario, certificati di deposito e strumenti simili, in un contesto di tassi di interesse elevati; il ritorno della variabile inflazione che erode il risparmio mal investito; il crescente debito pubblico che mette in difficoltà l’equilibrio finanziario di molte nazioni, con conseguenti riduzioni dell’assistenza pubblica.

 

L’Italia scivola al 31° posto nel Global Retirement Index

L’uscita dalla crisi del Covid ha portato dei miglioramenti per quasi tutte le nazioni coinvolte nella ricerca di Natixis IM e CDR. Anche l’Italia ha mostrato passi avanti nei sottoindici Salute e Benessere materiale, mentre è rimasta stabile nel sottoindice Finanze in pensione e ha perso leggermente terreno nella Qualità della vita. I miglioramenti registrati (+2% nel punteggio complessivo) non sono stati sufficienti a conservare la 28° posizione raggiunta nel GRI 2023. Oggi il Belpaese è scivolato in 31° posizione.

L’Italia è presente nelle prime 25 posizioni solo nei sottoindici Qualità della vita (21°) e Salute (21°), mentre si colloca al di fuori della top 25 per quanto riguarda Finanze in pensione e Benessere materiale. A condurre la classifica è la Svizzera, che ha scalzato la Norvegia dalla prima posizione e che ora si colloca sul secondo gradino del podio insieme con l’Islanda, mentre l’Irlanda è terza. I primi dieci Paesi nella classifica generale sono:

 

  • Svizzera
  • Norvegia
  • Islanda
  • Irlanda
  • Olanda
  • Lussemburgo
  • Australia
  • Germania
  • Danimarca
  • Nuova Zelanda

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Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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